In Formula 1, Marketing Sportivo

Due facce della stessa medaglia. La luce e l’ombra che si abbattono impietose sullo stesso pomeriggio spagnolo. Un fazzoletto di terra e tempo dove per circa due ore va in onda uno strano balletto. Dolce come il miele, amaro come l’umiliazione. 

Aveva detto che avrebbe vinto e lo ha fatto, Fernando Alonso, nel sole tiepido della Catalogna. E ha vinto alla sua maniera, ribadendo che non c’è posto per gli indecisi e per i deboli di cuore in questa Formula1. Fioretto e martello, questa la ricetta dell’asturiano per mettere in riga tutto il circus. Tori, frecce argentate e finlandesi compresi. Abbiamo finito anche le scuse, recita sornione un cartello per le strade della città, ed ha ragione.

Neanche 400 metri dalla partenza e il ferrarista ha già regalato uno dei momenti più belli degli ultimi 20 anni di automobilismo: un doppio sorpasso all’esterno a Raikkonen e Hamilton che entra nei manuali, nella storia e nel cuore di tutti quelli che almeno una volta hanno visto le quattro ruote. Prendete, impacchettate e portate a casa. La Rossa di Maranello fa il suo dovere in maniera egregia: sotto le briglie dell’asturiano è veloce, precisa. Un lampo rosso nel panorama catalano che gonfia il cuore di gioia e fa esplodere il vento nelle bandiere sulle tribune.

Massa, rinato, tesse una gara egregia più da amico che da gregario. Tiene a bada Vettel e compagnia cantante e nel finale dà persino qualche pensiero a Raikkonen, uomo di ghiaccio, ottimo secondo e a soli quattro punti dalla vetta del Mondiale Piloti.

Due facce della stessa medaglia. Tanta luce quanta ombra. Nel dopopranzo catalano, mentre si consuma il trionfo di Re Fernando, va in scena anche l’umiliante performance Mercedes: sesto Rosberg, addirittura dodicesimo Hamilton.

Una debacle impressionante e impietosa per la coppia in argento che partiva dalla prima fila. La Mercedes, velocissima sul giro secco nelle qualifiche, non ha passo gara e strapazza gli pneumatici: Nico e Lewis si trasformano in paletti da saltare, coni da lavori stradali attorno ai quali Ferrari, Red Bull e Lotus girano infastiditi per l’intralcio alla viabilità. La regia indugia beffarda sui cinque, dieci, quindici, venti sorpassi subiti dal duo di Stoccarda e sui Team Radio di Hamilton che ad un certo punto, esasuto, esclama “Non so che dire, mi ha sorpassato una Williams“.

Gioie e dolori di un pomeriggio strano e agrodolce, al termine del quale ciascun team deve probabilmente tirare conclusioni oneste e lontane dalla gara spagnola.

La Ferrari ha bisogno di trovare performance in qualifica, poichè Maranello non può vivere attendendo che Alonso cavi il coniglio dal cappello. La Lotus, dal canto suo, ha bisogno che Grosjean dia un aiuto a Raikkonen, che è un ottimo pilota ma che non può lottare contro il mondo da solo. La Red Bull necessita di strategie migliori e di proseguire il campionato consapevole del fatto che la situazione meccanica ed aerodinamica con le altre scuderie si sta livellando. La Mercedes, come detto, deve capire che i punti -quelli veri- si fanno la domenica. Infine la McLaren probabilmente dovrebbe rifare tutto daccapo, buttare macchina e piloti e concentrarsi sulla prossima stagione.

La prossima è Monaco, una gara poco indicativa dei valori effettivi messi in campo. 
Nel frattempo, godiamoci la festa di re Fernando.

By Emanuele Venturoli - RTR Sports Marketing
Nella foto:  Fernando Alonso e Nico Rosberg
Pictures from the web

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