Molto più di una title sponsorship, l’accordo fra la Scuderia Ferrari e HP, annunciato il 24 aprile 2024, è l’ennesimo pezzo di un puzzle di marketing che il Cavallino sta costruendo con attenzione e precisione da diverso tempo. Il gigante della tecnologia (HP è il secondo produttore mondiale di personal computer: nel 2025 ha consegnato il 20,2% dei PC tradizionali venduti nel mondo, secondo i dati preliminari di IDC) compare sulla vettura di Maranello dal Gran Premio di Miami del maggio 2024, con un contratto pluriennale le cui cifre non sono mai state rese note ma che sono certamente multimilionarie. Coinvolti nell’accordo, in maniera assolutamente non sorprendente, anche la squadra di esport e la vettura della F1 Academy, nel 2024 affidata a Maya Weug: due asset di comunicazione che l’azienda di Palo Alto non ha voluto lasciarsi sfuggire.
La title sponsorship
La Scuderia non aveva un title sponsor dai tempi di Mission Winnow, l’iniziativa di marketing e comunicazione con cui lo storico partner Philip Morris, secondo i suoi critici, aggirava almeno in parte la normativa sulle sponsorizzazioni del tabacco: lanciata con Ferrari al Gran Premio del Giappone del 2018, compariva nel nome della squadra nel 2019 e in parte del 2021, ed è sparita dal 2022. Con l’accordo attuale, Ferrari corre sotto il nome Scuderia Ferrari HP, un nome che non ha mancato di suscitare curiosità, interesse e il plauso di diverse community online, leste nel far notare che «HP», oltre che acronimo di Hewlett-Packard, è più celebre nel mondo del racing come abbreviazione di Horse Power, unità di misura della potenza di un motore.
Quanto valga, l’accordo non lo dice. Secondo il giornalista Will Buxton vale due terzi del budget cap, cioè circa 90 milioni di dollari a stagione nel calcolo di PlanetF1, mentre secondo Black Book Motorsport è considerato paragonabile alla title sponsorship di Oracle con Red Bull, stimata in circa 300 milioni di dollari in cinque anni. Sono stime di stampa, non numeri dichiarati: ma bastano a collocare HP nella fascia più alta del mercato, quella che ha senso leggere accanto alla guida al costo di una sponsorizzazione in Formula 1.
Il rosso e il blu
Il giorno prima dell’annuncio, Ferrari aveva fatto sapere che a Miami avrebbe corso con una livrea speciale, e nel weekend Leclerc, Sainz e quasi tutta la squadra avrebbero indossato un kit azzurro creato per l’occasione. La ragione ufficiale era un anniversario, i 70 anni della presenza di Ferrari in Nord America, celebrati con due blu del passato: l’Azzurro La Plata, un azzurro simile a quello che Alberto Ascari, primo campione del mondo della Scuderia, portava come portafortuna su maglia e casco, e l’Azzurro Dino, usato per le tute di piloti come Arturo Merzario e Clay Regazzoni fino al 1974.
Senza voler peccare di malizia, tuttavia, il blu scelto per Miami ha assunto un significato particolare all’indomani dell’annuncio della partnership con HP, il cui logo è proprio blu. Sulla pista della Florida le due vetture di Maranello hanno sfoggiato per la prima volta il grande logo HP su una livrea con accenti azzurri, diventata un piccolo classico del marketing sportivo e un’immancabile occasione di PR e photo opportunity.
Innovazione, sostenibilità e l’importanza di una partnership in Formula 1
Innovazione, sostenibilità, performance ed eccellenza sono le parole che si rincorrevano nei comunicati stampa di avvio della partnership, come è giusto e naturale che sia. In un mondo ad altissima tecnologia come quello della Formula 1, un produttore di computer è perfettamente posizionato e rappresentato, e l’accordo lo dice esplicitamente: Ferrari usa PC, dispositivi, sistemi di collaborazione e di stampa di HP. Anche la sostenibilità, un tema molto caro sia alla tecnologia sia all’automotive e su cui entrambe le industrie ricevono forti pressioni, è una delle chiavi di questa sponsorizzazione, si leggeva.
Tuttavia, e volendo essere chiari, è impossibile non mettere fra le «reason why» di questo accordo anche la straordinaria centralità della Formula 1 nell’arena del marketing moderno e della popolarità globale. Il circus è a tutti gli effetti una straordinaria piattaforma di comunicazione, come le Olimpiadi e pochissime altre property al mondo, cui i brand non possono permettersi di non associarsi. In questo, Ferrari è certamente e da sempre il gioiello più brillante della corona, se non in pista almeno a livello di marketing.
Lewis HP
Non è da tralasciare dall’equazione l’elemento Hamilton. Annunciato il 1° febbraio 2024, quasi tre mesi prima di HP, il britannico corre per Ferrari dal 2025 accanto a Charles Leclerc, che a giugno 2026 ha rinnovato il suo contratto, secondo la stampa fino al 2028. Hamilton non è semplicemente uno dei piloti di maggior successo della storia della Formula 1, ma anche uno dei personaggi più riconoscibili dello sport mondiale, con un seguito che va molto oltre il paddock anche grazie al suo impegno su molte delle cause più dibattute degli ultimi anni. Il suo arrivo ha avuto ripercussioni di marketing ancor prima che sportive: Hamilton è al centro dell’attenzione e si porta dietro tutto il mondo Ferrari che lo circonda, sponsor inclusi. Anche questo, davvero, non è un elemento da sottovalutare.
Il puzzle, due anni dopo
Oggi la squadra si chiama ancora Scuderia Ferrari HP, e il puzzle si è allargato: nel 2026 i partner ufficiali del Cavallino sono 40, con HP in cima a una piramide che, nella nostra classificazione, comprende main sponsor, official sponsor, supporting partner e technical sponsor. Chi vuole vederli tutti, settore per settore, trova l’analisi completa del portfolio sponsor della Ferrari in Formula 1. Il punto, però, resta quello del 2024: HP non ha comprato soltanto un nome sulla carrozzeria, ma un posto dentro la storia più raccontata del motorsport, quella in cui anche un colore, se scelto al momento giusto, diventa un messaggio.
Fonti: Ferrari, l’accordo con HP; Ferrari e HP, il comunicato congiunto; Ferrari, la livrea di Miami 2024; PlanetF1, il valore dell’accordo secondo Will Buxton; Black Book Motorsport, la title partnership HP; IDC, il mercato PC 2025; Ferrari, il rinnovo di Leclerc.
Domande frequenti su HP e Ferrari
Da quando HP è title sponsor della Ferrari?
L’accordo pluriennale è stato annunciato il 24 aprile 2024 e la squadra corre come Scuderia Ferrari HP dal Gran Premio di Miami del maggio 2024. Il nome vale anche per la squadra di esport e per la vettura della F1 Academy.
Quanto paga HP alla Ferrari?
La cifra non è mai stata dichiarata. Secondo il giornalista Will Buxton vale due terzi del budget cap, circa 90 milioni di dollari a stagione nel calcolo di PlanetF1; secondo Black Book Motorsport è paragonabile alla title sponsorship Oracle-Red Bull, stimata in circa 300 milioni di dollari in cinque anni.
Chi era il title sponsor della Ferrari prima di HP?
Mission Winnow, l’iniziativa di Philip Morris lanciata con Ferrari al Gran Premio del Giappone del 2018. Comparve nel nome della squadra nel 2019 e in parte del 2021, e dal 2022 la Scuderia corse senza title sponsor fino all’arrivo di HP.
Perché la Ferrari corse con il blu a Miami nel 2024?
Ufficialmente per i 70 anni della presenza di Ferrari in Nord America, con l’Azzurro La Plata di Alberto Ascari e l’Azzurro Dino delle tute di Merzario e Regazzoni. La coincidenza con il debutto di HP, il cui logo è blu, rese quella livrea anche un’occasione di marketing.
Che cosa significa HP nel nome Scuderia Ferrari HP?
È il marchio di HP Inc., acronimo di Hewlett-Packard. Nel mondo del racing, però, HP è anche l’abbreviazione di horse power, i cavalli di un motore: un gioco di parole che le community online hanno notato subito.
Quanti sponsor ha la Ferrari in Formula 1?
Nel 2026 i partner ufficiali della Scuderia Ferrari HP sono 40, con HP come title sponsor. L’elenco completo, settore per settore, è nell’analisi del portfolio sponsor della Ferrari in Formula 1.