In MotoGP

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Valencia, giorno 1, nulla di nuovo sul fronte. L’invicibile armada, i tre spagnoli che rispondono al nome di Marquez, Pedrosa e Lorenzo non tradiscono le aspettative e, come da copione, fanno il vuoto attorno a loro. Primi in FP1, primi in FP2, solo in ordine sfalsato, poco importa. Quella che a inizio anno era solo un’impressione, è divenuta prima consapevolezza e poi inconfutabile certezza: è un campionato a tre. Lo è sempre stato, ed è giusto che finisca così.

Dietro di loro, Rossi, Crutchlow, Bradl e Bautista si giocano la medaglia di legno, prima di passare alla terra bruciata Ducati, all’anonimo Smith e alle CRT.

Unico avversario la sfortuna

Questa, che certo non è una novità, è però un tassello importante nella rincorsa di Marquez al titolo Mondiale. La matematica dice che il cabroncito, anche con la vittoria di Lorenzo, può arrivare tranquillamente quarto e portare a casa il Campionato. Questo è un fatto e, se associato alla assoluta evidenza che nessuno, oltre a Pedrosa e Lorenzo (e forse Rossi), possono arrivargli davanti, segna un’altra ineluttabile verità: Marquez non ha avversari se non la Sfiga. Sì, quella con la S maiuscola.

La Dea Bendata è infatti l’unico vero avversario del talento di casa Honda: Lorenzo ai punti non può vincere se Marquez arriva fino alla bandiera a scacchi, poichè sportivamente non ci sono rivali che possono impedirgli di arrivare oltre il quarto posto. Insomma, piaccia o no, Marquez questo campionato lo perde solo se cade o se lo fanno cadere. Fine. Dovesse capitare una di queste due cose -possibili, per carità- quella di Lorenzo sarebbe forse una delle rimonte più straordinarie del MotorSport. Non solo in termini di risultato ottenuto, ma per caparbietà, lucidità e concentrazione. Sarebbe il terzo titolo del maiorchino, e sarebbe forse il più sofferto.

Di bello c’è, semmai servisse altra benzina sul fuoco, che i due sfidanti hanno al fianco validi scudieri e numerosi alleati pronti ad immolarsi per la causa. Tutte la Yamaha in pista giocheranno per fare scudo a Jorge, mentre le Honda –Bradl e Bautista compresi- hanno dichiarato fedeltà alla causa Marquez. Saranno un fattore? Non impossibile, ma difficile, poichè raramente la 93 arancione ha avuto a che fare con con le moto satellite.

Che rimane? Rimane Marc, da solo, che ha il gravosissimo compito di rimanere in piedi fino agli scacchi finali.

Ecco, è tutto qui.

Emanuele Venturoli
RTR Sports Marketing
Pictures from the web

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Emanuele Venturoli
Emanuele Venturoli
Laureato in Comunicazione Pubblica, Sociale e politica all’Università di Bologna, da sempre è appassionato di marketing, design e sport. Già prima di terminare gli studi inizia a lavorare nel marketing sportivo e scopre l’importanza di tutto quello che c’è al di fuori dal campo di gioco. Dal 2012 è in RTR Sports, di cui oggi è Head of Communication e Marketing Officer per i progetti legati alla Formula 1, alla MotoGP e al meglio degli altri sport a motore a due e quattro ruote.
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