In Calcio, Marketing Sportivo

MinaIl pollaio calcistico quotidiano è sollevato, come sovente accade, da notizie che si svolgono ben lontane da un campo da calcio. L’idea è che la miseria sportiva del pallone tricolore sia giunta ad un tale livello da imporre all’agenda giornalistica temi altri oltre alla palla calciata. D’altro canto, i personaggi che animano i contorni del rettangolo da gioco sono spesso più pittoreschi, divertenti e interessanti di quelli in maglietta e calzoncini. Inteso, i tre aggettivi sono da leggersi rigorosamente mimando le virgolette con le mani ai lati della testa.

La telefonata che ha incendiato le cronache quotidiane è quella fra Claudio Lotito, presidente dell’A.S. Lazio, e Pino Iodice, DG dell’Ischia Isolaverde. Nel corso della conversazione, Lotito chiarisce perentoriamente ciò che pensa sugli alti vertici del Calcio Italiano, su chi conta qualcosa e chi nulla e -infine- esprime il suo pensiero circa l’approdo di Carpi e Frosinone nella massima serie. Spolier Alert: il pensiero del Dott. Lotito sulla questione è tendenzialmente e moderatamente negativo.

Ora, come mai il Dott. Iodice senta la necessità di registrare una telefonata con il Presidente Lotito e poi inviarla a Repubblica è cosa che questo blog non vuole indagare. Semplicemente è da constatare che evidentemente o la prudenza non è mai troppa, o il modus operandi odierno nel calcio richiede prova documentale audio da presentare a questo o quel feuilleton. Sia come sia, le intercettazioni, a fini processuali o di semplice caos mediatico, sono argomento da maneggiare con cura e chi scrive ha una opinione abbastanza garantista a riguardo, specie quando non vi è una richiesta del PM dopo decreto motivato dal GIP e solo nei casi di cui al 266 cpp.

Dribblata agilmente la digressione sulle intercettazioni, le dichiarazioni di Lotito non fanno bene al calcio, all’immagine del calcio, e all’Italia in generale. Ognuno, beninteso, può avere le proprie opinioni riguardo a tutte le faccende del mondo, ma rimane che chi è nelle posizioni di predominanza del settore non può esprimerle come meglio preferisce, con i toni e i termini che preferisce. E’ una questione di decenza, di decoro e di moralità. E anche di furbizia, perchè si rischiano figure barbine come in questi casi.

Se si dice -e sopratutto se si pensa- che Carpi, Frosinone o Rapid Porta Saragozza non meritino la A perchè non porterebbero sufficienti soldi al movimento, si sta uccidendo il merito sportivo. Si sta uccidendo lo sport. A prescindere dai giusitizialismi, dalle procure, dalle diffamazioni, è necessario che chi è nello sport affermi che lo sport è sovrano. Che chi vince sale. Che chi merita viene premiato. Che vince il migliore.

Ad uscirne mazzolato qui non è il Presidente Lotito, cui non cale assolutamente nulla nè dell’inchiesta di Repubblica nè del pensiero di alcuno. Chi ne esce mazzolato è nuovamente il nostro pallone, sempre più marionetta nelle mani dei pochi, mosso e dominato da un sistema marcio, sempre più scatola vuota a coprire questo e quell’interesse.

Lotito sostiene che il Carpi in A non attira sponsor. Chi scrive, sostiene che un calcio così governato ne attira ancora meno.

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Emanuele Venturoli
Emanuele Venturoli
Laureato in Comunicazione Pubblica, Sociale e politica all’Università di Bologna, da sempre è appassionato di marketing, design e sport. Già prima di terminare gli studi inizia a lavorare nel marketing sportivo e scopre l’importanza di tutto quello che c’è al di fuori dal campo di gioco. Dal 2012 è in RTR Sports, di cui oggi è Head of Communication e Marketing Officer per i progetti legati alla Formula 1, alla MotoGP e al meglio degli altri sport a motore a due e quattro ruote.
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