Il 6 settembre 2026 Andrea Kimi Antonelli ha vinto il Gran Premio d’Italia partendo diciannovesimo. Nessun italiano vinceva a Monza dal 1966, dai tempi di Ludovico Scarfiotti. Una settimana dopo, a Madrid, è arrivata l’ottava vittoria stagionale, e il suo vantaggio in classifica è salito a 81 punti. Sei mesi fa era un diciannovenne alla seconda stagione in Formula 1. Oggi è il pilota da battere.
Aggiornato a settembre 2026, con la classifica dopo il Gran Premio di Spagna del 13 settembre.
Stabilire chi sia “il migliore” in Formula 1 è più difficile che in quasi ogni altro sport. In griglia ci sono 22 piloti, uno per ciascuna delle due vetture di undici squadre, dopo l’arrivo di Audi e Cadillac nel 2026. Tutti hanno un talento fuori scala, e il risultato dipende in misura enorme dalla macchina: un campione con una vettura mediocre raccoglie meno di un buon pilota con la vettura migliore. Per questo la classifica che segue parte dai punti, che sono un dato oggettivo, ma per ogni pilota aggiunge ciò che interessa a chi valuta una sponsorizzazione: che cosa rappresenta, per quale pubblico e in quali mercati.
In breve:
- Il 2026 è l’anno di Mercedes: Antonelli e Russell occupano i primi due posti.
- Il campione del mondo in carica è Lando Norris, che nel 2025 ha battuto Max Verstappen per due punti.
- Per un brand, la posizione in classifica è solo uno dei criteri: contano anche nazionalità, pubblico e coerenza con i valori del marchio.
La classifica dopo il Gran Premio di Spagna
1. Andrea Kimi Antonelli (Mercedes), 292 punti
La sua prima vittoria è arrivata in Cina a marzo, partendo dalla pole: a 19 anni e mezzo è diventato il più giovane poleman della storia e il secondo vincitore più giovane dopo Verstappen. Da allora ha vinto altre sette volte. Per i brand italiani rappresenta un’occasione che non si presentava da decenni, un pilota di casa in lotta per il titolo, ed è un tema che abbiamo approfondito parlando della finestra italiana aperta da Antonelli.
2. George Russell (Mercedes), 211 punti
Il compagno di squadra di Antonelli è il suo primo inseguitore e completa la doppietta Mercedes in classifica. È britannico, molto presente nei media del Regno Unito e dal 2021 è fra i direttori della GPDA, l’associazione dei piloti di Formula 1. Un profilo solido, istituzionale, adatto a marchi che cercano affidabilità più che clamore.
3. Lewis Hamilton (Ferrari), 191 punti
Sette titoli mondiali, alla seconda stagione con la Ferrari dopo il passaggio del 2025. A 41 anni resta il pilota con il profilo commerciale più ampio della griglia, ben oltre il pubblico delle corse: moda, cultura, impegno sociale. Per un brand vale soprattutto come ponte verso chi la Formula 1 non la segue.
4. Lando Norris (McLaren), 186 punti
Campione del mondo 2025, conquistato all’ultima gara di Abu Dhabi con due punti su Verstappen, lo scarto più ridotto da quando, nel 2010, è stato introdotto l’attuale sistema di punteggio. Ha un rapporto molto diretto con il pubblico più giovane e una presenza digitale costruita negli anni, anche fuori dalla pista. È il volto di una McLaren tornata ai vertici.
5. Charles Leclerc (Ferrari), 167 punti
Monegasco, in Ferrari dal 2019, è il pilota più identificato con la Scuderia nell’ultimo decennio. Veloce sul giro secco come pochi, porta con sé il pubblico enorme e trasversale della Ferrari. Per un marchio del lusso o del Made in Italy l’abbinamento è naturale.
6. Max Verstappen (Red Bull), 145 punti
Quattro titoli consecutivi dal 2021 al 2024 e un secondo posto nel 2025 per due soli punti. Nel 2026 la Red Bull non è la vettura di riferimento, ma Verstappen resta il pilota che tutti gli altri indicano come il più forte. Ha un seguito fortissimo nei Paesi Bassi e in generale nel Nord Europa.
7. Oscar Piastri (McLaren), 120 punti
Nel 2025 è stato in testa al campionato più a lungo di chiunque altro e ha chiuso terzo, a 13 punti da Norris. Il 2026 è stato finora più difficile, ma resta uno dei piloti più richiesti del paddock. È australiano, e per un marchio con interessi nell’area Asia-Pacifico è un profilo da considerare.
8. Isack Hadjar (Red Bull), 71 punti
Francese, ha conquistato il primo podio da esordiente a Zandvoort nel 2025, al quindicesimo appuntamento della stagione, con la Racing Bulls. Nel 2026 è stato promosso in Red Bull accanto a Verstappen. È la classica scommessa di medio periodo: costi ancora contenuti e un potenziale di crescita evidente.
9. Liam Lawson (Racing Bulls), 59 punti
Neozelandese, è il riferimento della squadra satellite della Red Bull, dove affianca l’esordiente Arvid Lindblad. Un pilota concreto, con una storia personale di resilienza dopo la breve parentesi in Red Bull del 2025.
10. Pierre Gasly (Alpine), 41 punti
A Monza, nel 2026, ha conquistato la sua prima pole position e la prima della storia dell’Alpine, sullo stesso circuito dove aveva vinto nel 2020. Francese, esperto, molto apprezzato dal pubblico: per un marchio che vuole entrare in Formula 1 con un budget più contenuto è un interlocutore credibile.
Per chi ha senso sponsorizzare un pilota, e chi dovrebbe guardare altrove
Due numeri governano una sponsorizzazione individuale, e confonderli è un errore comune: il costo dei diritti di immagine del pilota e il costo di ciò che serve per usarli. Un pilota di vertice può valere milioni l’anno in accordi personali, e qualsiasi cifra pubblicata su questi contratti va trattata con prudenza, perché i valori reali restano riservati. Se volete un ordine di grandezza, ne abbiamo parlato in quanto guadagnano i piloti di Formula 1 e nell’analisi dei piloti più richiesti per gli accordi di endorsement.
La sponsorizzazione di un pilota funziona per i marchi che hanno bisogno di un volto: beni di consumo, moda, orologi, bevande, servizi rivolti al grande pubblico. Funziona meno per le aziende business to business, che di solito ottengono di più dalla squadra, con l’ospitalità per i clienti, i diritti tecnici e le attività con i partner. C’è poi un rischio da mettere in conto: un pilota può cambiare squadra, calare di rendimento o infortunarsi, mentre la squadra resta. Per questo, dalla nostra esperienza, un accordo con un pilota rende al meglio quando si inserisce in un programma più ampio, non quando lo sostituisce. Le opzioni a livello di squadra sono raccolte nella nostra pagina dedicata alla sponsorizzazione in Formula 1.
Come muoversi
La classifica di settembre non sarà quella di dicembre, e quella del 2026 non sarà quella del 2027. Chi valuta un pilota dovrebbe guardare meno ai punti di oggi e più alla traiettoria: età, contratto, squadra, mercati di riferimento. Per chi invece cerca i nomi che hanno fatto la storia, la classifica è un’altra, ed è quella dei migliori piloti della Formula 1 di sempre. Sul fronte delle due ruote, abbiamo preparato l’equivalente per la MotoGP 2026.
Vale la pena capire, infine, come è strutturato il nostro lavoro. Nella maggior parte dei casi la commissione di RTR Sports è pagata dalla squadra o dal management del pilota, non dal brand. È questa separazione a permetterci di consigliare il pilota giusto, o di sconsigliare un pilota, senza un interesse nella risposta.
Fonti: Formula 1, Antonelli vince a Monza dal diciannovesimo posto; RacingNews365, la classifica dopo il Gran Premio di Spagna 2026; Formula 1, Norris campione del mondo 2025; Formula 1, la griglia 2026.
Domande frequenti sui migliori piloti di Formula 1 nel 2026
Chi è il miglior pilota di Formula 1 nel 2026?
Dopo il Gran Premio di Spagna del 13 settembre 2026, il leader del mondiale è Andrea Kimi Antonelli con la Mercedes, a quota 292 punti e con otto vittorie stagionali. Il suo vantaggio sul compagno di squadra George Russell è di 81 punti.
Chi ha vinto il mondiale di Formula 1 2025?
Lando Norris, con la McLaren. Si è laureato campione all’ultima gara, ad Abu Dhabi, chiudendo con due punti di vantaggio su Max Verstappen e 13 su Oscar Piastri. È stato il margine più ridotto dal 2010, anno in cui è stato introdotto l’attuale sistema di punteggio.
Quanti piloti e squadre ci sono in Formula 1 nel 2026?
Ventidue piloti per undici squadre. Nel 2026 sono entrate Audi, che ha rilevato la Sauber, e Cadillac, che schiera Sergio Pérez e Valtteri Bottas. L’unico esordiente assoluto della stagione è Arvid Lindblad, alla Racing Bulls.
Conviene sponsorizzare un pilota o una squadra di Formula 1?
Dipende dagli obiettivi. Un pilota è utile ai marchi che hanno bisogno di un volto riconoscibile, soprattutto nel largo consumo e nel lusso. Le aziende business to business ottengono di solito di più dalla squadra, grazie all’ospitalità, ai diritti tecnici e alle attività con i partner. Un pilota può inoltre cambiare squadra o calare di rendimento, mentre la squadra resta.
Perché Antonelli è importante per i brand italiani?
Perché un pilota italiano in lotta per il mondiale non si vedeva da decenni. A Monza, il 6 settembre 2026, è diventato il primo italiano a vincere il Gran Premio d’Italia dai tempi di Ludovico Scarfiotti nel 1966. Per un marchio italiano significa poter associarsi a una storia di casa seguita anche all’estero.