In Sponsorizzazioni Sportive

Il piano di sponsorizzazione sportiva

Se decidete (a ragione) di associare il vostro Marchio allo sport è bene fare un piano per sfruttare tutte le opportunità che derivano dalla sponsorizzazione. Non si tratta di un esercizio banale perché la sponsorizzazione è declinabile in decine e decine di attività e le aziende sono, anche quando appartengono allo stesso settore merceologico, tutte diverse.

È necessario quindi, individuare le attività che, grazie alla sponsorizzazione, potremmo avviare e stendere un piano, magari correlato da un semplice schema, per avere una visione d’insieme di tutte le azioni dell’anno.

Questo documento è conosciuto col nome di piano di sponsorizzazione sportiva. La base da cui partire è la decisione che vi ha portato a diventare sponsor, gli obiettivi che vi siete dati e le sfide (per non chiamarli problemi) che intendete superare con l’ausilio della sponsorizzazione.

La prima cosa da valutare è in che disciplina investire. Le sponsorizzazioni nel motorsport che secondo noi, come agenzia di sports marketing, vale la pena prendere in considerazione, partono dalla Formula 1, per passare dalla Formula E, all’Extreme E fino ad arrivare alle due ruote del motomondiale con la MotoGP in prima linea. Tutti i campionati del motorsport hanno, generalmente, un target molto simile, appassionato di motori, velocità, tecnologia ed innovazione ecc. La MotoGP è generalmente seguita da una fascia più giovane, soprattutto sui social media, ma per il resto possiamo dire che chi guarda la Formula 1 tende a guardare anche le altre categorie.

In termini di valori associati al motorsport, siamo anche in questo caso abbastanza allineati su tutti i campionati: come già detto abbiamo valori a cui legarci quali internazionalità, tecnologia, velocità, adrenalina, innovazione, ricerca, lavoro di squadra, glamour, esclusività, e poi tutti i valori legati alla sostenibilità per quel che riguarda i campionati elettrici. Il motorsport è uno spettacolo itinerante, che tocca vari paesi e continenti nel mondo; sapere quali sono i territori in cui interessa investire maggiormente ci dà di certo delle risposte sul campionato da scegliere.

Si deve quindi cercare di capire quali sono gli obbiettivi dell’azienda, il target, i valori, i territori e il budget a disposizione per individuare quale ambito sia più adatto.

La scelta del campionato in cui investire può cambiare anche in base al proprio target e al pubblico con cui si deve comunicare. Se ad esempio ho, come azienda, l’obiettivo di fare B2B e svolgere magari attività di hospitality di grande livello a livello internazionale, probabilmente la Formula 1 è il campionato migliore per poter sviluppare il mio programma. Ma allo stesso tempo posso anche valutare la partnership con un team della MotoGP con cui poter sviluppare dei programmi ad hoc in modo più snello e adattarli in base ai miei clienti B2B. Se la brand awareness non è il mio obiettivo primario allora l’idea dovrebbe essere quella di trovare il partner più flessibile che mi consenta di costruire un programma su misura e mi offra i servizi che mi servono.

Nel caso voleste una base da cui partire, date un’occhiata allo schema allegato e usatelo come check list/falsariga per il vostro.

 

Una base su cui lavorare

Non è completo, non pretende di esserlo. Sicuramente però è una buona base per pensare alle azioni che compongono il vostro piano di sponsorizzazione e risparmiare un po’ di tempo, una falsariga da seguire considerando che alcuni di questi elementi sono sempre presenti tra le attività di implementazione ed attivazione della partnership, altri no, così come alcuni sono stati omessi.

Il gioco delle scatole è bello fino a che c’è spazio sul foglio.

Usate pure senza parsimonia questo schema e ricordatevi che, se volete approfondire e parlare del vostro piano di sponsorizzazione, di come utilizzare lo sport per raggiungere i vostri obiettivi commerciali e di marketing contattateci ancor prima di sponsorizzare.

Ci trovate sempre all’indirizzo info@rtrsports.com.


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(CLICCATE SULL’IMMAGINE PER VISUALIZZARLA A SCHERMO INTERO)

 

Riccardo Tafà
Riccardo Tafà
Riccardo nasce a Giulianova, si laurea in legge all’Università di Bologna e decide di fare altro, dopo un passaggio all’ ISFORP (istituto formazione relazioni pubbliche) di Milano si sposta in Inghilterra. Inizia la sua carriera lavorativa a Londra nelle PR, prima da MSP Communication e poi da Counsel Limited. Successivamente, seguendo la sua insana passione per lo sport, si trasferisce da SDC di Jean Paul Libert ed inizia a lavorare nelle due e nelle 4 ruote, siamo al 1991/1992. Segue un breve passaggio a Monaco, dove affianca il titolare di Pro COM, agenzia di sports marketing fondata da Nelson Piquet. Rientra in Italia e inizia ad operare in prima persona come RTR, prima studio di consulenza e poi società di marketing sportivo. 
Nel lontanissimo 2001 RTR vince il premio ESCA per la realizzazione del miglior progetto di MKTG sportivo in Italia nell’anno 2000. RTR tra l’altro ottiene il maggior punteggio tra tutte le categorie e rappresenta L’Italia nel Contest Europeo Esca. Da quel momento, RTR non parteciperà più ad altri premi nazionali o internazionali. Nel corso degli anni si toglie alcune soddisfazioni e ingoia un sacco di rospi. Ma è ancora qua, scrive in maniera disincantata e semplice, con l’obiettivo di dare consigli pratici (non richiesti) e spunti di riflessione.
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