La Formula 1 (o Formula Uno) si chiama così perché «formula» indica l’insieme delle regole tecniche che ogni vettura deve rispettare, e «1» indica la categoria più alta delle monoposto, sopra Formula 2 e Formula 3. Il nome nasce nel 1946, quando la Commissione Sportiva Internazionale della FIA definì le categorie in vigore dal 1947; il Mondiale è partito nel 1950.
Aggiornato a ottobre 2026.
Il 13 maggio 1950 a Silverstone Nino Farina vince su Alfa Romeo il primo Gran Premio valido per il Mondiale di Formula 1, davanti ai compagni Luigi Fagioli e Reg Parnell: tre Alfa sul podio. La sigla Formula 1 esisteva però già dal 1946-47, e racconta un’idea di sport (regole uguali per tutti, interpretate meglio dei rivali) prima ancora di raccontare una corsa. Qui trovi da dove viene, che cosa significa «formula» oggi, e perché quell’«1» non vuol dire quello che sembra.
Che cosa significa «formula»
«Formula» è l’insieme delle regole tecniche che ogni vettura del campionato deve rispettare: cilindrata o tipo di motore, peso minimo, dimensioni, sicurezza, aerodinamica. Le stabilisce la FIA, e una vettura che non le rispetta non può correre. Per questo il lavoro delle squadre è interpretare le regole meglio degli altri, non scriverne di proprie.
Le regole cambiano, e con loro cambia la formula. Nel 2026 è entrato in vigore un regolamento nuovo: la parte elettrica della power unit passa da 120 a 350 kW, le vetture usano carburanti interamente sostenibili, hanno ali mobili (aerodinamica attiva) e un peso minimo di 768 kg. Lo hanno presentato la FIA e Formula 1 con il pacchetto di regole per il 2026; il nome, intanto, è rimasto lo stesso.
Da dove viene «1»
Il «1» non indica la prima formula mai creata: indica la categoria più alta, quella sopra Formula 2, Formula 3 e Formula 4. La storia è questa. Nel 1946 la Commissione Sportiva Internazionale (CSI) della FIA definì la nuova categoria regina delle monoposto, valida dal 1947: erano ammesse le vetture da Gran Premio d’anteguerra di 4,5 litri senza compressore e le «voiturette» di 1,5 litri con compressore, mentre le 3 litri sovralimentate erano vietate. All’inizio il nome non era fissato: la categoria alta era chiamata indifferentemente Formula A, Formula I o Formula 1, e quella inferiore Formula B, Formula II o Formula 2. Quando nel 1950 la formula delle 500 cc venne riconosciuta a livello internazionale come Formula 3, nessuno la chiamò «Formula C»: le tre formule internazionali diventarono ufficialmente Formula 1, 2 e 3.
Il primo Mondiale e le squadre che lo hanno fatto
La stagione 1950 è la prima del Campionato del Mondo piloti: Farina lo vince su Alfa Romeo con tre vittorie in sette gare. Nel 1952 Alberto Ascari diventa il primo campione del mondo della Ferrari. Alla fine degli anni Cinquanta il vento cambia. Jack Brabham, australiano, vince il titolo nel 1959 e nel 1960 con la Cooper, la prima monoposto a motore posteriore a vincere un Mondiale. La Lotus di Colin Chapman vincerà sette titoli costruttori (1963, 1965, 1968, 1970, 1972, 1973 e 1978), mentre sulla griglia di oggi compaiono Ferrari, Mercedes, McLaren e Red Bull; chi c’è nel 2026 lo trovi nella guida alle squadre di Formula 1 del 2026.
La scala sotto la F1
La Formula 1 è il livello più alto di una scala di campionati che parte dal kart e passa per Formula 4, Formula 3 e Formula 2. Quest’ultima ha un nome ereditato: fino al 2016 si chiamava GP2, e dal 2017 la FIA l’ha ribattezzata Formula 2. IndyCar e Super Formula sono invece campionati di monoposto autonomi, non gradini della scala verso la F1.
Dalla sicurezza alla sostenibilità
La sicurezza è una delle ragioni per cui le regole sono cambiate di più: dopo la morte di Ayrton Senna a Imola il 1° maggio 1994 il regolamento è stato rivisto, a partire dalla variante al Tamburello e dalle norme introdotte per il 1995. Sul versante ambientale, dal 2014 le power unit sono ibride (V6 turbo da 1,6 litri con recupero di energia), dal 2026 il carburante deve essere interamente sostenibile e la Formula 1 si è data l’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2030: secondo l’ultimo rapporto di impatto ha già ridotto del 35% la propria impronta di carbonio.
Perché la formula conta anche per chi sponsorizza
Per uno sponsor la formula è anche una cornice: i regolamenti definiscono il campo, e la visibilità di un marchio dipende da come lo si attiva dentro quel campo. Dal 2019 la serie Netflix Drive to Survive ha portato un pubblico nuovo davanti alla F1. Se stai valutando di entrare, la guida al costo della sponsorizzazione in Formula 1 mostra le soglie di budget, mentre l’analisi sugli sponsor delle squadre del 2026 racconta chi c’è oggi e che cosa è cambiato; i punti che tengono insieme il campionato sono spiegati in come funziona il sistema a punti della Formula 1.
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Fonti: Wikipedia, History of Formula One; Yahoo Sports, perché si chiama Formula 1; Motor1, il nome spiegato; Motor Sport Magazine, il GP di Gran Bretagna 1950; Formula 1, il primo Gran Premio; Ferrari, il primo titolo piloti; Formula 1, Giuseppe Farina; Wikipedia, Team Lotus; PlanetF1, GP2 diventa Formula 2; Formula 1, il regolamento 2026; Crash.net, i cambiamenti del 2026; Formula 1, l’obiettivo net zero 2030.
Domande frequenti
Perché la Formula 1 si chiama Formula 1?
Perché «formula» indica l’insieme di regole tecniche che ogni vettura deve rispettare e «1» la categoria più alta delle monoposto, sopra Formula 2 e Formula 3. Il nome risale al 1946, con effetto dal 1947.
La Formula 1 si è chiamata Formula A?
All’inizio sì: tra il 1946 e il 1950 la categoria alta era chiamata indifferentemente Formula A, Formula I o Formula 1, e quella inferiore Formula B, Formula II o Formula 2. Dal 1950, con la nascita ufficiale della Formula 3, restarono Formula 1, 2 e 3.
Perché le corse di formula si chiamano così?
Perché ogni categoria segue una formula, cioè un insieme di regolamenti tecnici (motore, peso, dimensioni, sicurezza, aerodinamica) uguali per tutte le vetture del campionato.
Quando è iniziato il Mondiale di Formula 1?
Il 13 maggio 1950, con il Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone, vinto da Nino Farina su Alfa Romeo, che a fine anno è diventato il primo campione del mondo.
Che cosa è cambiato nella formula nel 2026?
Un regolamento nuovo: più potenza elettrica (350 kW), carburanti interamente sostenibili, ali mobili (aerodinamica attiva) e un peso minimo di 768 kg.