In Formula E

Perchè sponsorizzare la Formula E? Le ragioni sono tante e di varia natura. Sta di fatto che il più importante campionato elettrico del mondo è in fortissima crescita e presenta una serie di asset imperdibili per le aziende che vogliono uno strumento di marketing innovativo e soprattutto efficace. Vi lascio qui di seguito 21 piccole riflessioni sul perchè dovreste pensare alla sponsorizzazione in Formula E. Sono, come dicono gli anglosassoni, food for thought e non la ricetta.

  1. Perché gli appassionati del motorsport si contano a centinaia di milioni.
  2. Perché quelli della F1 da soli sono oltre 400 milioni.
  3. Perché la sensibilità nei confronti dell’inquinamento, sia esso acustico che in termini di emissioni è profondamente cambiata.
  4. Perché il pubblico chiede auto pulite.
  5. Perché le infrastrutture per ricaricare le batterie delle auto elettriche iniziano a diffondersi.
  6. Perché in alcune nazioni, come la Norvegia, il numero delle auto elettriche vendute ha già superato quello delle vetture tradizionali.
  7. Perché la tecnologia migliora rapidissimamente e l’autonomia delle auto elettriche è oramai paragonabile a quella delle auto dotate di motori a combustione.
  8. Perché i tempi di ricarica delle batterie stanno calando drasticamente.
  9. Perché tutti i più grandi costruttori di auto stanno lanciando modelli elettrici.
  10. Perché molti governi hanno o avranno incentivi per favorire l’acquisto di queste auto.
  11. Perché chi ha un auto elettrica può circolare anche nei centri cittadini chiusi ed in alcuni casi parcheggiare gratuitamente.
  12. Perché Porsche, Nissan, BMW, Audi, Jaguar, NIO, Mahindra e Venturi sono già impegnate nel campionato di Formula E quindi più costruttori ufficiali che in F1.
  13. Perché potete anche pensare che il mio giudizio sia di parte ma è difficile credere che Porsche, Nissan, BMW, Audi, Jaguar, NIO, Mahindra e Venturi siano in Formula E per errore.
  14. Perché i 400 milioni di appassionati non smetteranno di seguire le corse ma guarderanno corse diverse.
  15. Perché le grandi case hanno la possibilità di far vedere la loro capacità tecniche in questo nuovo settore.
  16. Perché i costruttori utilizzano il campionato per fare ricerca e sviluppo che riversano poi sulla produzione di serie.
  17. Perché i tifosi assoceranno le performance in pista a quella delle loro auto.
  18. Perché vincere nel motorsport elettrico significa posizionarsi sin dall’inizio tra i marchi tecnologicamente più validi.
  19. Perché esserci da subito, quando il campionato è in crescita significa conquistarsi uno spazio tra quella che indubbiamente è la disciplina del motorsport a quattro ruote che dominerà in futuro, non so quando, 5 o magari dieci anni ma succederà.
  20. Perché come dicevo esserci significa guadagnare un vantaggio sui competitor più lenti a reagire.
  21. Perché se non lo fate adesso potrete solo arrabbiarvi con voi stessi per non aver colto l’occasione.

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Riccardo Tafà
Riccardo nasce a Gulianova, si laurea in legge all’Università di Bologna e decide di fare altro, dopo un passaggio all’ ISFORP (istituto formazione relazioni pubbliche) di Milano si sposta in Inghilterra. Inizia la sua carriera lavorativa a Londra nelle PR, prima da MSP Communication e poi da Counsel Limited. Successivamente, seguendo la sua insana passione per lo sport, si trasferisce da SDC di Jean Paul Libert ed inizia a lavorare nelle due e nelle 4 ruote, siamo al 1991/1992. Segue un breve passaggio a Monaco, dove affianca il titolare di Pro COM, agenzia di sports marketing fondata da Nelson Piquet. Rientra in Italia e inizia ad operare in prima persona come RTR, prima studio di consulenza e poi società di marketing sportivo. 
Nel lontanissimo 2001 RTR vince il premio ESCA per la realizzazione del miglior progetto di MKTG sportivo in Italia nell’anno 2000. RTR tra l’altro ottiene il maggior punteggio tra tutte le categorie e rappresenta L’Italia nel Contest Europeo Esca. Da quel momento, RTR non parteciperà più ad altri premi nazionali o internazionali. Nel corso degli anni si toglie alcune soddisfazioni e ingoia un sacco di rospi. Ma è ancora qua, scrive in maniera disincantata e semplice, con l’obiettivo di dare consigli pratici (non richiesti) e spunti di riflessione.
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