Mario Andretti (Montona, oggi Motovun, in Istria, 28 febbraio 1940) è un ex pilota italo-americano, campione del mondo di Formula 1 nel 1978 con la Lotus e quattro volte campione IndyCar. È l’unico pilota ad aver vinto la 500 Miglia di Indianapolis (1969), la Daytona 500 (1967) e il Mondiale di F1. In Formula 1 ha corso dal 1968 al 1982: 128 gran premi, 12 vittorie e 18 pole position.
Aggiornato a ottobre 2026.
Nel 1968, al suo primo gran premio di Formula 1, a Watkins Glen, Andretti partì dalla pole position. Quasi quindici anni dopo, nel 1982, lo richiamò la Ferrari e a 42 anni partì ancora dalla pole. In mezzo c’è una carriera che ha attraversato quattro decenni e quasi tutte le categorie del motorsport. Ecco la storia di Mario Andretti, e di un cognome che oggi si trova anche sulla sigla di una vettura di F1.
Mario Andretti in breve
- Nato a Montona, Istria (allora Regno d’Italia, oggi Motovun, Croazia), il 28 febbraio 1940, insieme al gemello Aldo.
- Campione del mondo di Formula 1 nel 1978 con la Lotus.
- IndyCar: quattro titoli (1965, 1966, 1969 e 1984) e 52 vittorie.
- Vittorie simbolo: 500 Miglia di Indianapolis 1969, Daytona 500 1967, 12 Ore di Sebring 1967, 1970 e 1972.
- Formula 1: 128 gran premi, 12 vittorie, 18 pole position, 10 giri veloci.
Dall’Istria alla Pennsylvania
Andretti nacque a Montona, in Istria, il 28 febbraio 1940. La famiglia lasciò l’Istria dopo la guerra e nel 1955 emigrò negli Stati Uniti, a Nazareth, in Pennsylvania: Mario aveva quindici anni. Iniziò a correre sulle piste di terra nel 1959, a diciannove anni. Il suo debutto in IndyCar fu il 19 aprile 1964 a Trenton.
Gli anni americani: IndyCar, Indianapolis e Daytona
Negli Stati Uniti Andretti vinse il campionato nazionale di monoposto quattro volte: nel 1965, nel 1966, nel 1969 e nel 1984. Nel 1969 vinse anche la 500 Miglia di Indianapolis, l’unica della sua carriera. Aveva già vinto, nel 1967, la Daytona 500 in NASCAR, e tra le gare di durata conquistò tre volte la 12 Ore di Sebring: nel 1967, nel 1970 e nel 1972.
La sua ultima vittoria in IndyCar arrivò il 4 aprile 1993 a Phoenix, a 53 anni e 34 giorni: è il più anziano vincitore nella storia della serie, ed era la sua 52ª vittoria. Dopo il tour d’addio «Arrivederci Mario», si ritirò dalle corse IndyCar il 9 ottobre 1994 a Laguna Seca. Oggi resta terzo per vittorie di tutti i tempi nella serie, dietro ad A.J. Foyt (67) e a Scott Dixon.
Nel 1995, a 55 anni, corse la 24 Ore di Le Mans con la Courage, insieme a Bob Wollek ed Eric Hélary: arrivò secondo assoluto, battuto dalla McLaren vincitrice, il suo miglior risultato nella corsa francese.
La Formula 1: dal debutto in pole al titolo 1978
Andretti debuttò in Formula 1 nel Gran Premio degli Stati Uniti del 1968, a Watkins Glen, con la Lotus, e partì dalla pole position. La prima vittoria arrivò il 6 marzo 1971 nel Gran Premio del Sudafrica a Kyalami, con la Ferrari. Nel corso della carriera corse anche con March, Parnelli, Alfa Romeo e Williams, ma si dedicò alla F1 a tempo pieno solo dal 1976, tornando in Lotus.
Il 1978 fu la sua stagione. Con la Lotus 79, innovativa vettura a effetto suolo, Andretti vinse sei gare (cinque con la 79) e chiuse il campionato con 64 punti, 13 più del compagno di squadra Ronnie Peterson, secondo con 51. Il titolo si decise a Monza, nel gran premio segnato dall’incidente mortale dello svedese.

Andretti è il secondo pilota statunitense campione del mondo di Formula 1, dopo Phil Hill (1961, con la Ferrari). A differenza di Hill, però, non è nato negli Stati Uniti.
Il suo ultimo grande giorno in F1 fu il 12 settembre 1982 a Monza. La Ferrari lo richiamò per sostituire Didier Pironi, ferito a Hockenheim: Andretti, a 42 anni, conquistò la pole position con il tempo di 1’28″472 e arrivò terzo, dietro a René Arnoux e a Patrick Tambay.

Un record che resta
Andretti è l’unico pilota ad aver vinto la 500 Miglia di Indianapolis, la Daytona 500 e il titolo mondiale di Formula 1: il Guinness dei primati lo registra come primo a riuscirci, nel 1978. Fu anche il primo a vincere gare in quattro decenni diversi, dagli anni Sessanta ai Novanta. Nel 2000 è stato inserito nella International Motorsports Hall of Fame, nella stessa classe di Ayrton Senna e A.J. Foyt. Per un confronto con un altro grande nome della Formula 1 di quegli anni, leggi il profilo di Ayrton Senna.
Il cognome Andretti: da Michael alla Cadillac F1
Il figlio Michael, campione CART nel 1991, ha costruito una squadra, Andretti Global, che ha provato a entrare in Formula 1: la candidatura fu respinta dalla F1 il 31 gennaio 2024. Il 25 novembre 2024 la Formula 1 ha invece approvato come undicesima squadra dal 2026 il progetto di General Motors con Cadillac, guidato da Dan Towriss, azionista di maggioranza di Andretti Global, con Michael fuori dal progetto.
Mario siede nel consiglio di amministrazione della Cadillac come direttore non esecutivo, senza incarichi operativi quotidiani. Il 27 febbraio 2026, alla vigilia del suo 86° compleanno, la squadra ha chiamato MAC-26 (Mario Andretti Cadillac) il suo primo telaio di Formula 1. I piloti sono Valtteri Bottas e Sergio Pérez, e la stagione è partita in Australia l’8 marzo.
Resta una domanda aperta, per chi sponsorizza: quanto vale, su una griglia di partenza, un cognome che è già una storia?
RTR Sports Marketing costruisce sponsorizzazioni nel motorsport dal 1995.
Immagini, dall’alto: Mario Andretti, Lotus 79, Gran Premio di Gran Bretagna 1978, Druids (Martin Lee, Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0); Mario Andretti, Lotus 80, Gran Premio di Monaco 1979, Rascasse (Martin Lee, Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0).
Fonti: Wikipedia, Mario Andretti; Formula 1, Hall of Fame, Mario Andretti; Motor Sport Magazine, Mario Andretti; Formula 1, classifica piloti 1978; Guinness World Records, Indianapolis 500, Daytona 500 e titolo di F1; Wikipedia, Gran Premio d’Italia 1982; Wikipedia, Gran Premio del Sudafrica 1971; IndyCar, Arrivederci Mario; IndyCar, l’ultima vittoria di Andretti a Phoenix; 24h-lemans.com, il lascito di Andretti a Le Mans; The Race, F1 respinge la candidatura Andretti; Crash.net, il ruolo di Mario Andretti in Cadillac; GrandPrix247, il telaio MAC-26.
Domande frequenti
Chi è Mario Andretti?
Un ex pilota italo-americano nato a Montona, in Istria, il 28 febbraio 1940, campione del mondo di Formula 1 nel 1978 con la Lotus e quattro volte campione IndyCar. È l’unico ad aver vinto la 500 Miglia di Indianapolis, la Daytona 500 e il Mondiale di F1.
Quante gare ha vinto Mario Andretti in Formula 1?
Dodici vittorie in 128 gran premi tra il 1968 e il 1982, con 18 pole position e 10 giri veloci. Sei vittorie sono arrivate nel 1978, l’anno del titolo.
Mario Andretti è stato il primo americano campione del mondo di F1?
No: il primo è stato Phil Hill, nel 1961 con la Ferrari. Andretti, campione nel 1978, è il secondo pilota statunitense a vincere il titolo, ed è nato in Italia.
Quali sono le vittorie più famose di Mario Andretti?
La 500 Miglia di Indianapolis nel 1969, la Daytona 500 nel 1967, la 12 Ore di Sebring nel 1967, 1970 e 1972, e il titolo mondiale di Formula 1 nel 1978. In IndyCar ha vinto 52 gare e quattro campionati.
Che cosa c'entra Mario Andretti con la Cadillac in Formula 1?
È nel consiglio di amministrazione della squadra come direttore non esecutivo. Il primo telaio Cadillac, presentato il 27 febbraio 2026, si chiama MAC-26 in suo onore, da «Mario Andretti Cadillac».