Jochen Rindt (Mainz, 18 aprile 1942 – Monza, 5 settembre 1970) è l’unico pilota della storia a essere stato campione del mondo di Formula 1 a titolo postumo. Morì nelle qualifiche del Gran Premio d’Italia 1970 con 45 punti in classifica, e nessun avversario riuscì più a raggiungerli. In carriera ha vinto 6 Gran Premi, ottenuto 10 pole position e, nel 1965, la 24 Ore di Le Mans.
Aggiornato a ottobre 2026.
Di Jochen Rindt si ricorda quasi sempre la fine. Si ricorda meno bene il modo in cui costruì quel vantaggio: cinque vittorie nelle prime nove gare del 1970, su una macchina nuova, in una squadra tra le prime a correre nei colori di uno sponsor. Il titolo arrivò senza di lui, ma era già interamente suo. Questa è la storia di come ci arrivò, e di cosa insegna ancora a chi si occupa di sponsorizzazione nel motorsport.
Chi era Jochen Rindt: da Mainz a Graz, fino alla Formula 2
Karl Jochen Rindt nacque a Mainz, in Germania, il 18 aprile 1942. I genitori morirono sotto i bombardamenti alleati quando lui aveva circa quindici mesi, e a crescerlo furono i nonni materni a Graz, in Austria. Il nonno mantenne la cittadinanza tedesca, ma Rindt corse sempre con licenza austriaca: per questo è ricordato come il campione del mondo austriaco, pur essendo nato in Germania.
Non è vero, come si legge spesso, che si buttò nelle corse senza alcuna gavetta. Cominciò nel 1961 con vetture da turismo (Abarth-Simca e Alfa Romeo), passò alle monoposto nel 1963 con la Formula Junior e la Formula 2, e il 18 maggio 1964 vinse a Crystal Palace davanti a Graham Hill. Fu l’inizio di una dominazione: in totale vinse 29 gare in Formula 2, nove delle quali nel solo 1967, l’anno in cui la stampa lo chiamò il re della categoria.

In Formula 1: da Cooper a Lotus
L’esordio in Formula 1 è il Gran Premio d’Austria del 1964, con una Brabham BT11 del team di Rob Walker: si ritirò al giro 58 per la rottura di un organo dello sterzo. Dal 1965 al 1967 corse per la Cooper, nel 1968 per la Brabham, e nel 1969 passò alla Lotus di Colin Chapman. Nel mezzo c’è un risultato che non appartiene alla F1: nel 1965 vinse la 24 Ore di Le Mans con Masten Gregory, su una Ferrari 250 LM del North American Racing Team.
La prima vittoria in F1 arrivò nel Gran Premio degli Stati Uniti del 1969 a Watkins Glen, al volante della Lotus. Aveva 27 anni, alla quinta stagione completa nella categoria.
I numeri di Rindt in Formula 1
- Gran Premi disputati: 60 partenze (62 iscrizioni);
- Vittorie: 6, la prima nel 1969 a Watkins Glen e le altre cinque nel 1970;
- Pole position: 10;
- Podi: 13;
- Titolo mondiale: 1970, con 45 punti, davanti a Jacky Ickx (40) e Clay Regazzoni (33).
Il 1970: cinque vittorie in nove gare
La stagione 1970 si apre con un’impresa fortunata e insieme meritata: a Monaco, il 10 maggio, Rindt parte ottavo e si porta dietro a Jack Brabham, che guida la gara. All’ultima curva dell’ultimo giro Brabham chiude la traiettoria interna, perde aderenza sulla polvere fuori dalla linea ideale, bloccando le ruote e finendo contro le barriere. Rindt passa e vince. Poi arrivano altre quattro vittorie consecutive: Olanda, Francia, Gran Bretagna e Germania, quasi sempre con la nuova Lotus 72 progettata da Chapman.
In Austria, nella nona gara, si ferma per un guasto al motore. A fine stagione quei 45 punti saranno ancora i suoi, e gli bastano per vincere il titolo.

Monza, 5 settembre 1970
Il sabato delle qualifiche del Gran Premio d’Italia, alla Parabolica, la Lotus di Rindt, con le ali rimosse per ridurre la resistenza, ebbe un cedimento meccanico: secondo le ricostruzioni, un albero del freno anteriore. La macchina finì contro una barriera installata in modo inadeguato. Rindt aveva 28 anni. La Lotus si ritirò dalla corsa della domenica, vinta da Clay Regazzoni su Ferrari il 6 settembre.
Il campionato aveva ancora tre gare. La certezza matematica arrivò al Gran Premio degli Stati Uniti, vinto da Emerson Fittipaldi (su Lotus) alla sua prima vittoria in F1. Ickx si fermò a 40 punti, Rindt chiuse a 45 e rimane l’unico pilota ad aver conquistato il titolo mondiale dopo la propria morte.
Rindt, il business e la sponsorizzazione
Si sente dire che Rindt disprezzasse gli aspetti commerciali dello sport. I fatti dicono il contrario. Nel 1965, a 23 anni, lanciò a Vienna una mostra di auto da corsa, la Jochen Rindt Show, e condusse in televisione un programma mensile sul motorsport, Motorama. La mostra continuò dopo la sua morte e negli anni è diventata l’Essen Motor Show, che esiste ancora oggi. Chi la inventa, a quell’età, ha capito prima di molti altri che attorno alle corse si costruisce un’industria.
Il titolo del 1970 è anche un caso di sponsorizzazione. Dal 1968 la Lotus corre nei colori di Gold Leaf, marchio di Imperial Tobacco: è il primo team regolare a gareggiare in un campionato di F1 con la livrea del proprio sponsor, rosso e oro. Rindt vinse il Mondiale 1970 per la Gold Leaf Team Lotus. Le cifre dell’accordo non le riportiamo, perché le fonti non concordano.

Il tabacco è poi uscito dalla Formula 1 per le restrizioni sulla pubblicità, e oggi sulle monoposto ci sono altri marchi: chi sono, e quanto pagano, lo raccontiamo nella guida ai title sponsor di ogni squadra nel 2026. Sul rapporto fra sport, pubblicità e regole c’è anche l’approfondimento su alcol e pubblicità in F1. Per capire che cosa significa oggi entrare nel paddock c’è il quadro dei costi della sponsorizzazione in Formula 1.
L’eredità di Rindt
Quella F1 era un’altra cosa: nel campionato 1970 le macchine non avevano gli standard di sicurezza di oggi, e a Monza non esistevano le protezioni che oggi si danno per scontate. Ma Rindt resta un riferimento per un motivo che non dipende dalla nostalgia. Era veloce, era rapido nel capire il valore di ciò che stava attorno alla pista, e ha lasciato un record che nessuno potrà eguagliare, perché nessuno vorrà che accada di nuovo.
Il titolo arrivò senza di lui. Il valore, invece, era già tutto nelle gare.
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Fonti: Wikipedia, Jochen Rindt; F1 Fansite, Jochen Rindt; Wikipedia, stagione 1970 di Formula 1; Wikipedia, GP di Monaco 1970; Wikipedia, GP degli Stati Uniti 1970; Wikipedia, GP d’Italia 1970; Sports Car Digest, Gold Leaf Team Lotus; jochenrindt.com, Jochen Rindt Show.
Domande frequenti
Chi è stato Jochen Rindt?
Pilota austriaco di origine tedesca (Mainz, 1942 – Monza, 1970), campione del mondo di Formula 1 nel 1970 con la Lotus e vincitore della 24 Ore di Le Mans 1965. In F1 ha vinto 6 Gran Premi e ottenuto 10 pole position.
Perché Jochen Rindt è campione del mondo postumo?
Morì il 5 settembre 1970 nelle qualifiche del GP d’Italia a Monza con 45 punti in classifica. Nelle gare restanti nessun pilota riuscì a superarli: Jacky Ickx chiuse secondo con 40, Clay Regazzoni terzo con 33.
Quanti Gran Premi ha vinto Jochen Rindt?
6: il GP degli Stati Uniti 1969 e, nel 1970, Monaco, Olanda, Francia, Gran Bretagna e Germania. Ha ottenuto anche 10 pole position e 13 podi in 60 partenze.
Jochen Rindt era tedesco o austriaco?
Nacque a Mainz, in Germania, ma crebbe a Graz, in Austria, con i nonni materni. Corse sempre con licenza austriaca ed è ricordato come campione del mondo austriaco.
Come morì Jochen Rindt?
Il 5 settembre 1970, nelle qualifiche del GP d’Italia, alla Parabolica di Monza, per un cedimento meccanico alla sua Lotus (secondo le ricostruzioni un albero del freno anteriore) e l’impatto contro una barriera installata in modo inadeguato. Aveva 28 anni.