In Formula 1

Le regole che stanno alla base delle qualifiche della F1 non sono chiare per tutti. Oggi cercheremo di spiegarti nel modo più semplice possibile quali sono i meccanismi con cui si stabilisce la griglia di partenza delle gare di Formula 1.

 

Partiamo dalle basi

Ogni scuderia ha a disposizione 20 treni di gomme (un treno corrisponde a quattro pneumatici, ndr.) per ogni gara: 7 da bagnato (di cui 3 full wet e 4 intermediates) e 13 da asciutto. Ogni set è caratterizzato da un particolare tipo di mescola che differenzia l’uno dall’altro per durezza, prestazioni e durata.

La sfida per i team è quella di riuscire a trovare il miglior equilibrio tra  queste caratteristiche per sfruttarle al meglio ed essere veloci sia in qualifica che in gara. Il corretto sfruttamento delle gomme è alla base di ogni strategia vincente.

I pneumatici si dividono ulteriormente, come accennato pocanzi, per categoria: da bagnato e da asciutto. Nel primo caso, le scuderie possono contare su due tipi di mescola: full wet (riconoscibili dal colore blu sulla spalla del pneumatico) da utilizzare in caso di condizioni ambientali particolarmente avverse, oppure intermediates (in verde)  quando l’asfalto è una via di mezzo tra asciutto e bagnato. Per le gomme da asciutto (slick) le mescole diventano 5, riconosciute come C1 (compound) per la mescola più dura fino a C5 con la mescola più morbida. Per la precisione, le hard (bianche) vengono utilizzate per percorrenze di lunga distanza; le medium (gialle) per un compromesso tra lunghezza di percorrenza e prestazioni ed infine le soft (rosse) per il massimo grip possibile. Ogni weekend Pirelli demarca con queste 3 voci i pneumatici utilizzabili, ma in alcune gare le medium sono considerate soft a seconda delle condizioni del tracciato.

I comportamenti della gomma in pista variano anche in base alla temperatura dell’asfalto, temperatura che  impatta molto sull’ usura delle gomme.
In gergo, una pista viene definita come “gommata” quando le traiettorie sono coperte dai residui gommosi derivanti dal passaggio delle auto che hanno percorso diversi giri ed il grip è ottimale.
Le F1 hanno prima pulito la traiettoria, sollevando ad esempio l’inevitabile polvere ed hanno poi gommato la pista con il conseguente miglioramento dei tempi sul giro.

Ci sono molti modi per interpretare e prevedere quale potrebbe essere la strategia giusta. A volte in TV gli strateghi delle squadre accomunano le performance di una gomma hard “usata” (ovvero a temperatura ottimale raggiunta e grip con il terreno stabile) a quelle delle gomme medium. Viceversa, una gialla a pieno regime ottiene prestazioni simili alle soft. In definitiva le circostanze cambiano a seconda di temperatura, setting, feeling del pilota e settaggi delle auto…. solo gli ingeneri impegnati nello specifico riescono a decifrare l’immensa quantità di dati a disposizione e, talvolta, ad effettuare la scelta giusta.

Dopo questa breve quanto doverosa digressione, ritorniamo a spiegare come funzionano le qualifiche in Formula 1.

 

Struttura del fine settimana

Il weekend di gara inizia il venerdì con due sessioni di prove libere, conosciute meglio con le sigle FP1 e FP2 (free practice), dalla durata di un’ora ciascuna. Nelle FP1 e FP2 I team hanno la possibilità di provare modifche d’assetto, di testare nuove parti, magari di far percorrere qualche chilometro al terzo pilota della squadra. Allo stesso tempo le FP1 e FP2 servono a  far adattare il pilota al tracciato (FP1) per capire al meglio i punti di staccata ed ottenere dei primi dati sul passo gara (FP2) che la vettura può sostenere.
I tempi di queste sessioni non sono realmente comparabili, ogni squadra li utilizza in base alle proprie necessità ed al programma che ne deriva.

Il sabato inizia con un’ultima sessione di prove libere (FP3) in cui si effettuano in genere rifiniture sul lavoro svolto in precedenza per poi arrivare, salvo imprevisti, tre ore dopo alle qualifiche.

Queste sono divise in tre sessioni separate: Q1, Q2 e Q3.

Q1 – La durata è di 18 minuti. Tutti i piloti sono chiamati a registrare un tempo utile che li posizioni tra i primi 15 classificati. La zona compresa tra il sedicesimo ed il ventesimo viene definita “elimination zone”. Dalla Q1 arrivano i primi verdetti per la griglia di partenza, in quanto i piloti che finiscono nell’ elimination zone partiranno dalla posizione ottenuta durante questo turno di prove.

Q2 – Il tempo diminuisce a 15 minuti, come il numero di piloti che vi partecipano. La zona di eliminazione si sposta tra l’undicesima e la quindicesima posizione. Medesimo discorso per la griglia.

Q3 – Si entra nel vivo. I minuti a disposizione diventano 12 e i 10 piloti rimasti in quest’ultima fase si giocano la famigerata pole position, ovvero il primo posto sulla griglia di partenza della gara di Domenica. 

Una novità introdotta per la stagione 2022 è la possibilità di scegliere se usare la miglior mescola utilizzata nel Q2 anche per la gara, scelta obbligata fino all’edizione precedente. Cambio di paradigma che fa davvero la differenza in termini di prestazioni, poiché le strategie adottabili ora possono variare con maggior criterio e meno costrizioni. 

In casi particolari dove non è possibile svolgere/riprendere le qualifiche, la griglia per la gara verrà stilata in base ai risultati ottenuti nelle ultime prove libere effettuate, quindi le FP3. 

 

Spazio alle novità: cos’è la Sprint Race Qualifying

Nella stagione 2021  è stata sperimentata una nuova modalità di qualifica con l’introduzione della Sprint Race Qualifying. La federazione ha deciso di ripetere l’esperimento anche per la stagione 2022 del mondiale di Formula 1 in tre diverse occasioni: Imola, Austria e Brasile.

La Sprint Race Qualifying è una mini-gara di 100 km (dalla durata di massimo 30 minuti) senza pit-stop obbligatorio che decreta la griglia di partenza per la gara della Domenica. 

Vengono assegnati dei punti ai primi 8 classificati che si andranno a sommare sia in classifica piloti che costruttori. Il primo ottiene 8 punti, il secondo 7 fino ad arrivare all’ottavo con un punto. 

Ovviamente, il calendario con i canonici appuntamenti programmati varia: spazio alle FP1 del venerdì con l’aggiunta a seguire di Q1, Q2 e Q3. Le tradizionali sessioni di qualifiche serviranno a decretare le posizioni in griglia per la qualifica sprint del Sabato.

L’intento è di aggiungere spettacolarità al weekend togliendo di fatto una sessione di prove libere. Si tratta di una gara a tutti gli effetti, dato che i punti assegnati vengono aggiunti alle classifiche iridate. 

Chi vince la Sprint Race è in pole position per la gara della Domenica. Chi registra il tempo migliore durante le qualifiche del Venerdì partirà dal primo posto della griglia nella gara sprint del Sabato.

Caratteristica interessante è il mancato obbligo di fermata ai box per cambio gomme, a differenza delle gare a cui siamo abituati. Il pilota può decidere insieme alla scuderia di concludere con lo stesso treno di pneumatici con i quali è partito, complice la percorrenza ridotta. 

 

Semplice, no?

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Attilio Cesario
Attilio Cesario
Communication & Business Developer for RTR Sports Marketing. Bachelor’s degree in Communication, media & advertising from IULM University and master in Sport Business Management from 24ORE Business School. “Playing is very simple, but playing simple is the hardest thing there is.” - Johan Cruyff
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