In Marketing Sportivo, MotoGP, Sponsorizzazioni Sportive

Se il tuo marchio è sinonimo di velocità, precisione, evoluzione tecnica, innovazione, forte spirito di squadra e determinazione, allora il Motorsport potrebbe essere il settore giusto in cui lanciare il tuo marchio. Ad esempio, la Formula 1, massima categoria tra gli sport motoristici, ha dominato questo aspetto per decenni, anche grazie alla presenza di scuderie all’avanguardia e molto attrattive per gli sponsor come Mercedes, Ferrari e Red Bull. Sponsorizzare un team di Formula Uno, oltre che essere sinonimo di sfida e di emozione, rappresenta una grande opportunità per il proprio business.

Il Campionato di MotoGP è un altro eccellente esempio di piattaforma di comunicazione entusiasmante e di caratura mondiale. La massima categoria su due ruote è amata e seguita in tutto il mondo: più di 200 paesi ricevono segnali TV in diretta, 433 milioni di case dispongono di una rete via cavo / satellitare e ogni stagione vengono trasmesse un totale di quasi 30.000 ore di gara.

La nostra esperienza nella sponsorizzazione nel Motorsport ci ha esposto ad una vasta gamma di progetti. Sappiamo bene quanto possano essere utili sponsorizzazioni e attivazioni ben pianificate, sia per le aziende di grandi dimensioni e con progetti ambiziosi, che per quelle più contenute e con obiettivi più contenuti.

Non commettete errori però. Come per ogni forma di marketing, il marketing sportivo ha molte sfumature da apprezzare, buone pratiche da seguire ed errori da evitare. Quindi, se hai in mente un progetto di sponsorizzazione in MotoGP o un programma di marketing per gli sport motoristici, ecco otto insidie ​​da evitare per rendere la tua stagione un successo a tutto tondo:

1 – Non si tratta di salire sul podio alle gare

Abbiamo deciso di citare questo aspetto per primo, poiché fornisce un’idea reale di cosa significhi marketing sportivo e sponsorizzazione nel Motorsport. Anche se salire sul podio (così come segnare goal o essere in cima alla classifica) sia, senza ombra di dubbio, bello da vedere, ricordati che non sei lì per vincere. Grandi progetti di sponsorizzazione e attivazioni di marketing sportivo devono distaccarsi dai risultati in pista e devono, invece, fare affidamento su valori condivisi, obiettivi comuni e sul lungo periodo.

Soprattutto al giorno d’oggi, in cui risultati e prestazioni possono essere alterati o ostacolati da diversi fattori esogeni, è fondamentale concentrarsi su un piano di sponsorizzazione solido e a lungo termine che faccia leva su risorse più prevedibili.

2 – Sottovalutare competenze ed esperienze specifiche

Proprio come la tecnologia o la finanza, lo sport è un settore di competenza molto specifico. A differenza della tecnologia o della finanza, però, il marketing sportivo è spesso considerato facile da gestire, alla portata di tutti ed immediato, e questo grazie anche alla sua popolarità a livello globale.

Anche se la sponsorizzazione nel Motorsport non è ingegneria aerospaziale, possiamo affermare che abbiamo visto fin troppi progetti e attività affondare perché il compito era stato sottovalutato. Competenze specifiche ed esperienza nel settore sono la chiave per avere successo rapidamente e senza intoppi lungo il percorso. Perché sottolineiamo “specifico”? Perché ogni disciplina è diversa e si basa totalmente su un insieme di regole specifiche ed uniche per quella competizione. La MotoGP, ad esempio, è una creatura totalmente diversa dal basket (avendo lavorato in entrambi i campi posso testimoniarlo in prima persona).

Non c’è bisogno di interpretare insoliti anticonformismi: contatta un’agenzia per impostare il tuo piano di attivazione o per mediare il tuo accordo di sponsorizzazione. Il più delle volte non guadagnano da te, ma dalle squadre.

3 – Mancanza di budget per l’attivazione

Se nel capitolo precedente abbiamo menzionato l’attivazione delle sponsorizzazioni, ora possiamo fornire qualche informazione in più su come si definisca il budget nel modo corretto. Prima di tutto, l‘attivazione della sponsorizzazione è il sistema olistico di azioni, strumenti e strategie che devi attuare per trasformare i tuoi vantaggi di marketing in azioni di marketing. Tutti contenti di questo? Ovviamente no. Per farla breve, attivare un programma di sponsorizzazione significa estrarre valore dal tuo contratto di sponsorizzazione con delle azioni concrete, come portare i tuoi clienti più fedeli in pista o utilizzare le foto del team nella tua campagna ADV. Questi sono solo alcuni dei tanti esempi attraverso i quali è possibile valorizzare il proprio marchio con sponsorizzazioni e attivazioni nel Motorsport.

Il problema è: la tua sponsorizzazione non si attiverà da sola e non devi aspettarti molto aiuto dai team (non perché siano cattivi, ma perché devono semplicemente pensare alle gare). L’attivazione richiede denaro e quel denaro non risiede nel contratto di sponsorizzazione stipulato. Segui la nostra regola pratica, per ogni dollaro speso nel tuo contratto di sponsorizzazione hai bisogno di 0,50 centesimi per attivare quella sponsorizzazione. Ciò significa che se il tuo budget per il marketing sportivo è di $ 750.000 dovresti acquistare sponsorizzazioni per mezzo milione e utilizzare il resto per attivarlo. Grazie, a più tardi.

4 – Scegliere quello che ti piace

La sensazione viscerale è fantastica finché non si torna alla realtà. Quando scegli una campagna di marketing sportivo o un progetto di sponsorizzazione sportiva, il primo istinto è sempre quello di scegliere per il tuo marchio lo sport che sceglieresti per te stesso. Purtroppo, questa scelta sarebbe semplicemente sbagliata, ritrovando spesso il proprio marchio fuori contesto. A volte, ciò che ti piace e ciò che ritieni giusto per te, sono due strade completamente diverse. Ricorda: la sponsorizzazione dovrebbe essere uno strumento di marketing efficiente, non un hobby. Scegli una disciplina o una competizione che corrisponda ai valori, alle caratteristiche, all’eredità e alla visione della tua azienda e interagisci con il target giusto. Dopo tutto, c’è una ragione per cui Richard Mille si trovi su una macchina di Formula Uno e Toolstation sia coinvolta nel rugby?

5 – Non pianificare attentamente

Ci sono molte cose da fare quando si è coinvolti in una sponsorizzazione sportiva, questo perché un piano di sponsorizzazione studiato nei minimi dettagli può potenzialmente rafforzare tutti i tuoi strumenti di marketing e comunicazione. La tua attività sui social media? Controllala. Un’entusiasmante campagna ADV? Controllala. Un pluripremiato programma di incentivi? Controllalo. Una cornice avvincente per il tuo prossimo evento? Controllala.

Una delle insidie ​​più comuni, non solo nella sponsorizzazione della MotoGP ma in ogni programma di marketing sportivo, è la mancanza di pianificazione all’inizio della stagione, prima che le gomme tocchino l’asfalto e che tutto inizi a muoversi troppo velocemente. Quindi se vuoi partire in quarta, utilizza, come regola generale, i 60 giorni dopo l’ultimo evento per pianificare tutti gli interventi futuri e per coinvolgere la tua squadra. Idealmente, bisogna farsi trovare pronti un mese prima del primo gran premio della stagione.

6 – Non intrattenere rapporti con squadre e agenzie di marketing sportivo

A meno che tu non sia Repsol, Philip Morris o Petronas (grandi aziende con 20 anni di esperienza nella sponsorizzazione in sport motoristici), non puoi fare tutto questo da solo. Diciamo che avrai bisogno di un piccolo aiuto dai tuoi amici fidati: il reparto marketing del team e la tua agenzia di marketing sportivo sono lì per te. Utilizzali come guida lungo il tuo percorso, poni loro domande, chiedi loro un supporto, fidati della loro esperienza e usa i loro suggerimenti. Sono già stati lì in passato e arriveranno velocemente al nocciolo della questione. Inoltre, diffida dei giovani novellini che non sono mai stati in pista ma che si comportano come se gestissero l’intera competizione solo perché hanno ricevuto un pass per il paddock. Perché ricorda, il Motorsport tende ad essere un ambiente semplice, ma assai “appuntito”.

7 – Considerare la sponsorizzazione una gara sprint

Per quanto riguarda il comportamento del consumatore, la sponsorizzazione è soprattutto un affare mentale. Dal momento che è uno strumento inclusivo e non invadente, il cervello impiega del tempo per assimilare tutte le qualità di uno sport, collegarle ad un marchio o prodotto sponsorizzato, creare un’associazione vincente, pensare a quel marchio o prodotto con le sue qualità e i suoi valori. Solo successivamente cambieranno abitudini e comportamenti, inducendo poi il consumatore all’acquisto del prodotto. Sì, è esattamente quello che succede. Il fatto è che non accadrà dall’oggi al domani: ci vogliono anni per creare quella solida ed efficace associazione mentale e per concretizzare questo magico processo. Se hai nuovamente bisogno di una regola pratica: ci vogliono dai due ai tre anni per perfezionare quel gioco mentale tra il marchio e la proprietà sportiva. Quindi, se avessi nove dollari, ne spenderei tre all’anno per tre anni. Ricordati che non è una gara sprint, è una maratona.

Qual è il bello di tutto questo, allora? È molto potente ed è un processo che dura per sempre.

8 – Non andare a tutto gas

Ultimo ma non meno importante, l’impegno. La sponsorizzazione non è lo spot di un accessorio da arredo che starà bene nell’angolo della tua sala riunioni senza abbaiare. I programmi di marketing sportivo portano risultati, entusiasmo, appartenenza e passione, ma richiedono tempo e impegno. Non puoi andare a metà velocità e su questo non c’è via d’uscita. Una buona sponsorizzazione si riflette su ogni reparto e coinvolge tutti, dalla produzione alla gestione. Quindi, se hai intenzione di imbarcarti in questa nuova avventura, ricorda che assomiglierà più al rafting che ad una crociera. Ma ti porterà dove non sei mai stato prima e ti darà ciò che non ti è mai stato dato.

Se hai bisogno di maggiori informazioni sulle sponsorizzazioni nel Motorsport o sui programmi di marketing sportivo, non esitare a metterti in contatto con RTR Sports: lo facciamo da 25 anni

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