In Sponsorizzazioni Sportive

Le Serie TV fanno parte della nostra vita quotidiana già da diversi decenni grazie alla loro semplice modalità di fruizione, reperibilità ed intrattenimento. Lo streaming ha alimentato la loro espansione, dando la possibilità di accedervi in qualsiasi momento. Alzi la mano chi non ne ha mai fatto uso e chi non ha mai fatto “maratone” fino ad orari improponibili.

Nell’offerta che ci viene proposta, ti sarai sicuramente reso conto che un’ampia parte tratta temi legati allo sport. Sempre più realtà sportive, infatti, sentono il bisogno di raccontare la propria storia e non necessariamente di un passato lontanissimo, anzi. Chiariamoci, i documentari ci sono sempre stati, ma qui si tratta di un next level: vivere il dietro le quinte di una stagione, vissuta fino a quel momento solo da spettatore, è un’opportunità che il tifoso apprezza (nonostante sappia già il finale).

Nuovi strumenti di fruizione

Con l’arrivo della crisi pandemica, il processo di questa evoluzione è accelerato. Nel marzo 2020, tutto il mondo ha vissuto uno stop importante e lo sport non ha fatto eccezione. Niente più spasmodica attesa del weekend per la partita, la gara, i duelli. Niente più domeniche allo stadio con amici e parenti. Come colmare questo vuoto?

La possibilità di accedere ad un servizio streaming come, quando e dove vuoi ha cambiato il paradigma dell’intrattenimento. Quante volte ci è capitato di non essere a casa ma, grazie alle app sul proprio smartphone/tablet/PC, non perdersi neanche un minuto del nostro evento preferito? A questo si unisce lo sport, contraddistinguendosi da sempre per essere uno dei migliori attivatori sociali possibili. Difatti, è uno dei motivi più gettonati di incontro sia fisico – “Andiamo alla partita insieme?” – che intellettuale – “Segui anche tu questo sport? Abbiamo degli interessi in comune, potremmo conoscerci meglio”.

Legando queste due caratteristiche, le potenzialità di coinvolgimento aumentano esponenzialmente. Inoltre, il raggio d’azione copre una vasta gamma di pubblico: il 26% degli utenti Netflix (punto di riferimento delle piattaforme streaming) è composto da persone tra i 18 e i 34 anni. Se invece l’azienda punta al pubblico adulto, la situazione addirittura migliora: il 51% ha più di 35 anni (1).

Chi lo ferma più

Tutti avranno guardato titoli come “Rush” o “Pelé”, per poi lanciarsi sui più recenti “The last game” e “All or nothing: Juventus” fino ai racconti sui singoli come “Fernando” (Alonso, ndr.), “Rooney”, “Schumacher”, “Naomi Osaka”, “Maradona: sogno benedetto” e “Sir Alex ferguson: mai arrendersi”.

La congiunzione tra sport e streaming non è morta con il progressivo ritorno alla normalità, tutt’altro. Lo scopo è diventato allungare l’evento oltre la sua durata effettiva: riempire il gap tra le gare o i periodi di pausa del campionato, per non parlare della continuità tra una stagione e l’altra. La fame di contenuti non è mai abbastanza per uno sportivo. Questo aspetto non è sempre presente con altri prodotti, anche se concedono visibilità.

Cavalca l’onda con la tua azienda

Essendo lo sport il miglior driver di emozioni che ci sia, perché non sfruttarlo per valorizzare il tuo brand?

Una volta creata l’associazione tra il marchio ed i valori di un team/scuderia/atleta, il gioco è fatto. Coinvolgere il lato affettivo di una persona significa modellare il suo comportamento (nel nostro caso, il più importante: quello d’acquisto). Che ne sia consapevole o meno, il tifoso che osserva le gesta sportive del suo idolo in azione è stimolato da tante immagini incluse nello spettacolo. È così che, a differenza dell’advertising classico, le sponsorizzazioni sportive garantiscono un risultato tangibile.

Le Serie TV hanno amplificato questo concetto, dato che la visione ripetuta di una stessa serie non è un fenomeno così astratto. Oltretutto, gli eventi vengono presentati con una certa spettacolarità, insieme ad una buona dose di “fake drama”. A volte molto estremizzato, come lamentano alcuni piloti di F1 nel celebre “Drive to survive”.

Lando Norris, primo pilota McLaren, si è esposto ai microfoni della stampa: “Netflix può farti sembrare come se avessi detto qualcosa in un momento e in un luogo che non sono sicuramente corretti. C’è una scena che riprende me e Daniel Ricciardo che andiamo fianco a fianco alla prima curva quando in realtà non siamo nemmeno vicini, in cui è stato montato un audio in cui dico che mi ha spinto fuori, ma che appartiene a una gara completamente diversa. Non sono molto d’accordo con tutto questo, ma nel complesso, penso che sia una serie eccitante per tutti” (2).

L’ultima arrivata nel motorsport è “MotoGP Unlimited” targata Amazon Prime Video, che racconta i momenti salienti e il dietro le quinte della stagione 2021 del più importante campionato al mondo delle due ruote. Per la prima volta il pubblico viene fatto entrare nel paddock, all’interno dei box dei team, nelle hospitality, nei motorhome dei piloti; si riesce a vedere cosa accade dietro le quinte, mentre i piloti sfrecciano a 300 km all’ora. La preparazione, l’attesa, la gioia, i momenti di difficoltà del team, delle famiglie, degli amici che accompagnano questi ragazzi in giro per il mondo.  Per la prima volta si vede, anche in questa serie, il lato umano degli sportivi, che appassiona e interessa il pubblico tanto quanto quello sportivo.

Protagonista assoluto, non solo di questa serie, ma del Motomondiale degli ultimi 20 anni, è chiaramente Valentino Rossi. In questo ducumentario si assiste al suo ritiro dalle gare, ma si riassaporano anche le emozioni più salienti e i momenti storici che l’icona di questo sport e 9 volte campione del mondo, ci ha fatto vivere. Un pezzo di storia, non solo del motociclismo e dei motori, ma dello sport mondiale.

Storytelling: il miglior amico del tuo successo

Nonostante qualche protagonista di queste serie che lamenta una narrazione a volte troppo “condita” per eccesso, l’hype che hanno portato dei prodotti del genere può solo che aumentare. Difatti, enfatizzare non è sempre un male. A volte, è proprio ciò che il pubblico desidera (senza cadere in un’edulcorazione effimera, sia chiaro).

La dimostrazione è Federico Buffa, con il suo “Buffa racconta”: narrazioni dei più grandi eventi e personaggi sportivi della storia, appassionando dal giovane fino a chi magari quell’impresa l’ha vissuta coi propri occhi e vuole “letteralmente” rivivere quei giorni. La potenza del racconto e l’enfasi catalizzante con i quali viene proposto l’episodio sbalordiscono il fruitore, ma mai in maniera aggressiva.

Includere il tuo brand in una storia sportiva significa vivere nel tempo e non morire mai. Dalle vecchie alle nuove generazioni, nel bene e nel male.

Come si entra in questo mondo?

Grazie alle agenzie di marketing sportivo, puoi offrire ai tuoi clienti delle esperienze uniche durante gli eventi più importanti della stagione.

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(1) “Netflix statistics in 2022: the status of the internet streaming giant” – https://www.internetadvisor.com/netflix-facts-statistics

 

(2) “Norris warns of Netflix overdoing it with Drive to Survive stories” – https://www.gpfans.com/en/f1-news/77584/norris-warns-of-netflix-overdoing-it-with-drive-to-survive-stories/

Attilio Cesario
Attilio Cesario
Communication & Business Developer for RTR Sports Marketing. Bachelor’s degree in Communication, media & advertising from IULM University and master in Sport Business Management from 24ORE Business School. “Playing is very simple, but playing simple is the hardest thing there is.” - Johan Cruyff
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