Questa è una lista, non una classifica. Se dovessi sceglierne uno solo con il cuore, Ayrton Senna sarebbe sempre il primo. Ma i migliori piloti F1 di sempre non si misurano solo con il cuore, e qui sotto trovate anche i numeri.
Chi cerca una risposta secca la trova nelle statistiche. Per i numeri il più grande è Lewis Hamilton: 7 titoli mondiali, come Michael Schumacher, 106 vittorie e 104 pole position, entrambi record assoluti. Per rendimento il riferimento resta Juan Manuel Fangio, che ha vinto 24 dei 51 Gran Premi disputati, il 47%. Per talento puro chiedete a dieci appassionati: la maggior parte vi dirà Senna.
Come ho scelto i 14 piloti della lista
Ho tenuto insieme tre criteri: i titoli mondiali, le vittorie in rapporto ai Gran Premi disputati e il segno che un pilota lascia nella storia della Formula 1 anche quando i numeri non bastano a raccontarlo. Per questo nella lista ci sono due piloti che il Mondiale non l’hanno mai vinto, Stirling Moss e Gilles Villeneuve.
La tabella mette in fila i dati. Per Alonso, Hamilton e Verstappen, ancora in attività, sono aggiornati al 12 ottobre 2026; per gli altri sono quelli dell’intera carriera.
| Pilota | Mondiali (anni) | Vittorie | GP disputati | % vittorie |
| Ayrton Senna | 3 (1988, 1990, 1991) | 41 | 161 | 25,5% |
| Juan Manuel Fangio | 5 (1951, 1954-1957) | 24 | 51 | 47,1% |
| Jim Clark | 2 (1963, 1965) | 25 | 72 | 34,7% |
| Stirling Moss | 0 | 16 | 66 | 24,2% |
| Jackie Stewart | 3 (1969, 1971, 1973) | 27 | 99 | 27,3% |
| Michael Schumacher | 7 (1994, 1995, 2000-2004) | 91 | 306 | 29,7% |
| Niki Lauda | 3 (1975, 1977, 1984) | 25 | 171 | 14,6% |
| Nelson Piquet | 3 (1981, 1983, 1987) | 23 | 204 | 11,3% |
| Alain Prost | 4 (1985, 1986, 1989, 1993) | 51 | 199 | 25,6% |
| Gilles Villeneuve | 0 | 6 | 67 | 9,0% |
| Fernando Alonso | 2 (2005, 2006) | 32 | 442 | 7,2% |
| Lewis Hamilton | 7 (2008, 2014, 2015, 2017-2020) | 106 | 397 | 26,7% |
| Sebastian Vettel | 4 (2010-2013) | 53 | 299 | 17,7% |
| Max Verstappen | 4 (2021-2024) | 73 | 250 | 29,2% |
Fonti: Wikipedia e formula1.com, dati al 12 ottobre 2026. I Gran Premi disputati sono quelli in cui il pilota ha preso il via, e la percentuale è calcolata su questi.
Ayrton Senna
Tre Mondiali con la McLaren, nel 1988, nel 1990 e nel 1991, 41 vittorie e 65 pole position in 161 Gran Premi. Numeri enormi, che però non spiegano perché ancora oggi tanti appassionati lo mettano davanti a tutti. Chi ha avuto la fortuna di vederlo in pista, soprattutto sul giro secco in qualifica, conosce la risposta: doti di guida eccezionali e un carisma che nessuno ha più eguagliato. Pura magia.
È morto il 1° maggio 1994 a Imola, durante il Gran Premio di San Marino, a 34 anni. Ho raccontato la sua storia per intero nel nostro articolo su Ayrton Senna.
Juan Manuel Fangio
Cinque titoli mondiali tra il 1951 e il 1957, vinti con quattro costruttori diversi: Alfa Romeo, Maserati, Mercedes e Ferrari. Fangio aveva il dono di trovarsi sempre sulla macchina giusta al momento giusto, e si racconta che questo non piacesse a Enzo Ferrari, che pretendeva fedeltà assoluta: Fangio a Maranello è rimasto una sola stagione, il 1956, e se n’è andato da campione.
È il pilota con la percentuale di vittorie più alta tra i campioni del mondo: 24 successi in 51 Gran Premi, il 47%. Nel 1957 ha vinto il titolo a 46 anni, ed è ancora oggi il campione più anziano della storia. Il suo record di cinque Mondiali è durato 46 anni, fino al sesto titolo di Michael Schumacher nel 2003.
Jim Clark
Clark era uno degli uomini più schivi che si siano mai seduti in un abitacolo di Formula 1, e probabilmente il pilota più dotato della sua generazione. Ha vinto due Mondiali con la Lotus, nel 1963 e nel 1965, e nel 1965 anche la 500 Miglia di Indianapolis.
Al Gran Premio del Belgio del 1963, sotto la pioggia di Spa, ha tagliato il traguardo con quasi cinque minuti di vantaggio sul secondo. In carriera ha vinto 25 delle 72 gare disputate, il 34,7%. È morto nel 1968 a Hockenheim, durante una gara di Formula 2.
Stirling Moss
Il più grande pilota a non aver mai vinto il Mondiale. Moss è stato secondo in campionato quattro anni di fila, dal 1955 al 1958, e terzo nei tre anni successivi. Nel 1958 ha perso il titolo per un punto da Mike Hawthorn, dopo averlo difeso davanti ai commissari al Gran Premio del Portogallo, quando Hawthorn rischiava la squalifica.
Gentiluomo inglese, narratore e avventuriero, ha vinto 16 dei 66 Gran Premi disputati, il 24,2%.
Jackie Stewart
Lo chiamavano «Flying Scot». Ha vinto tre titoli mondiali, nel 1969 con la Matra e nel 1971 e nel 1973 con la Tyrrell, e 27 delle 99 gare disputate, il 27,3%.
Si è ritirato alla fine del 1973, dopo la morte del compagno di squadra François Cevert nelle prove di Watkins Glen, rinunciando a quella che sarebbe stata la sua centesima gara. Il suo lascito più grande però è fuori dal risultato: la battaglia per la sicurezza di circuiti e vetture, che ha cambiato la Formula 1.
Michael Schumacher
Michael Schumacher ha vinto sette Mondiali, gli stessi di Hamilton: i primi due con la Benetton, nel 1994 e nel 1995, gli altri cinque consecutivi con la Ferrari, dal 2000 al 2004. Insieme a Jean Todt, Ross Brawn e Rory Byrne ha costruito a Maranello un ciclo che per molti tifosi resta irripetibile.
Ha vinto 91 Gran Premi su 306 disputati, il 29,7%, ed è rimasto il pilota più vincente della storia fino al 2020, quando lo ha superato Hamilton.
Niki Lauda
Niki Lauda ha vinto tre titoli: nel 1975 e nel 1977 con la Ferrari, nel 1984 con la McLaren, quest’ultimo con mezzo punto di vantaggio su Alain Prost. Il 1° agosto 1976, al Nürburgring, la sua Ferrari prese fuoco dopo un incidente. Lauda tornò in pista sei settimane dopo, a Monza, e si giocò il titolo fino all’ultima gara con James Hunt.
Ha vinto 25 gare su 171, il 14,6%. Dopo il ritiro è stato imprenditore nel trasporto aereo e, fino alla morte nel 2019, presidente non esecutivo della Mercedes in Formula 1.
Nelson Piquet
Nato a Rio de Janeiro il 17 agosto 1952, Piquet è forse il campione più sottovalutato di questa lista. Ha vinto tre Mondiali con due squadre diverse: nel 1981 e nel 1983 con la Brabham, nel 1987 con la Williams.
Ha vinto 23 gare su 204, l’11,3%: una percentuale più bassa di altri campioni, ma tre titoli in un’epoca con avversari come Prost, Senna, Mansell e Lauda valgono più di qualsiasi media.
Alain Prost
Alain Prost ha vinto quattro Mondiali: nel 1985, nel 1986 e nel 1989 con la McLaren, nel 1993 con la Williams. Lo chiamavano il Professore per il modo in cui gestiva la gara, e la sua rivalità con Senna resta una delle pagine più intense della storia della Formula 1.
Ha vinto 51 gare su 199, il 25,6%, ed è stato il pilota con più vittorie fino al 2001, quando lo ha superato Schumacher. Nel 1990 e nel 1991 ha corso anche per la Ferrari, con cinque vittorie nella prima stagione.
Gilles Villeneuve
Gilles Villeneuve non ha mai vinto il Mondiale, eppure pochi piloti hanno avuto un legame così forte con i tifosi. Dopo il debutto con la McLaren nel 1977, ha corso per la Ferrari fino al 1982, con sei vittorie e uno stile di guida spettacolare, sempre oltre il limite della macchina.
È morto l’8 maggio 1982 nelle qualifiche del Gran Premio del Belgio, a Zolder. Il figlio Jacques ha poi vinto il Mondiale del 1997 con la Williams, il titolo che al padre era sfuggito.
Fernando Alonso
Fernando Alonso ha vinto due Mondiali consecutivi con la Renault, nel 2005 e nel 2006, interrompendo il dominio di Schumacher. Con la Ferrari ha sfiorato il titolo nel 2010 e nel 2012, perso all’ultima gara per pochi punti, ed è stato secondo anche nel 2013.
Ha vinto 32 Gran Premi, l’ultimo in Spagna nel 2013, e detiene il record di Gran Premi disputati: 442 al 12 ottobre 2026, oggi al volante dell’Aston Martin.
Lewis Hamilton
I numeri dicono che è il più grande. Lewis Hamilton ha vinto sette Mondiali come Schumacher, nel 2008 con la McLaren e nel 2014, nel 2015 e dal 2017 al 2020 con la Mercedes, e detiene i record di vittorie (106) e pole position (104).
Dal 2025 corre per la Ferrari. La prima stagione in rosso si è chiusa senza podi nei Gran Premi, poi nel giugno 2026 è arrivata a Barcellona la prima vittoria con la Ferrari, la numero 106 della carriera, a 41 anni. Hamilton è anche un’icona fuori dalla pista, uno degli atleti più riconoscibili al mondo, e per un brand il suo peso va molto oltre i risultati.
Sebastian Vettel
Sebastian Vettel è il campione del mondo più giovane della storia: nel 2010 ha vinto il titolo a 23 anni e 134 giorni, il primo di quattro consecutivi con la Red Bull, fino al 2013. La prima vittoria era arrivata nel 2008, a Monza, sotto la pioggia, al volante della Toro Rosso.
Dal 2015 al 2020 ha corso per la Ferrari, chiudendo secondo nel 2017 e nel 2018, poi due stagioni con l’Aston Martin prima del ritiro alla fine del 2022. In carriera ha vinto 53 gare e conquistato 122 podi in 299 Gran Premi.
Max Verstappen
Max Verstappen è nato il 30 settembre 1997 a Hasselt, in Belgio. Ha debuttato in Formula 1 nel 2015 a 17 anni, il più giovane di sempre, e nel 2016 è diventato il più giovane vincitore di un Gran Premio, in Spagna, a 18 anni e 228 giorni.
Ha vinto quattro Mondiali consecutivi con la Red Bull, dal 2021 al 2024. Nel 2023 ha vinto 19 gare su 22 e ha chiuso con 575 punti, il record per una singola stagione. Nel 2025 ha perso il quinto titolo per 2 punti contro Lando Norris. Al 12 ottobre 2026 conta 73 vittorie in 250 Gran Premi, il 29,2%: alla sua età e con questa costanza, molti record restano a portata di mano.
Perché i grandi piloti contano anche per chi sponsorizza
Ogni nome di questa lista ha avuto accanto dei marchi che hanno legato la propria immagine a quella storia. È uno dei motivi per cui la Formula 1 resta la piattaforma più ambita da chi investe nello sport: un campione porta con sé un pubblico e un racconto che nessuna pubblicità tradizionale può comprare.
Per un’azienda però la domanda giusta non è chi sia il più grande di sempre, ma quale pilota parli al proprio pubblico oggi. Ne parliamo nell’articolo sui 10 migliori piloti di Formula 1 nel 2026 e in quello sui piloti più forti negli accordi di endorsement. Se state valutando un progetto, trovate tutto nella nostra pagina sulla sponsorizzazione in Formula 1.
Domande frequenti sui migliori piloti della Formula 1
Chi è il miglior pilota di Formula 1 di sempre?
Non esiste una risposta unica. Per i numeri è Lewis Hamilton, con 7 titoli mondiali come Michael Schumacher e i record di vittorie (106) e pole position (104). Per rendimento è Juan Manuel Fangio, che ha vinto il 47% dei Gran Premi disputati. Per molti appassionati, per talento e carisma, è Ayrton Senna.
Chi ha vinto più Mondiali di Formula 1?
Lewis Hamilton e Michael Schumacher, con 7 titoli ciascuno. Seguono Juan Manuel Fangio con 5, Alain Prost, Sebastian Vettel e Max Verstappen con 4.
Chi ha vinto più Gran Premi in Formula 1?
Lewis Hamilton, con 106 vittorie al 12 ottobre 2026, l’ultima nel giugno 2026 a Barcellona con la Ferrari. Dietro di lui ci sono Michael Schumacher con 91 e Max Verstappen con 73.
Quale campione del mondo ha la percentuale di vittorie più alta?
Juan Manuel Fangio, con 24 vittorie in 51 Gran Premi, il 47%. Tra i piloti di questa lista seguono Jim Clark con il 34,7% e Michael Schumacher con il 29,7%.
Chi è stato il campione del mondo più giovane e chi il più anziano?
Il più giovane è Sebastian Vettel, campione nel 2010 a 23 anni e 134 giorni. Il più anziano è Juan Manuel Fangio, che ha vinto il titolo del 1957 a 46 anni.
Chi ha disputato più Gran Premi nella storia della Formula 1?
Fernando Alonso, con 442 Gran Premi disputati al 12 ottobre 2026. Lo spagnolo, due volte campione del mondo con la Renault, corre oggi con l’Aston Martin.