Ayrton Senna (San Paolo, 21 marzo 1960 – 1 maggio 1994) è stato tre volte campione del mondo di Formula 1, nel 1988, 1990 e 1991. In 161 Gran Premi ha ottenuto 41 vittorie, 65 pole position, 80 podi e 19 giri più veloci, e detiene il record di sei vittorie a Monaco. È morto a 34 anni nel Gran Premio di San Marino del 1994, e la sua eredità vive ancora nello sport e nell’Instituto Ayrton Senna.
Aggiornato a settembre 2026.
Chi non ha avuto la fortuna di vederlo correre si chiede ancora quanto fosse bravo Ayrton Senna. I numeri rispondono in parte: il resto sta nel modo in cui guidava, soprattutto sotto la pioggia, e nell’intensità con cui ha vissuto la Formula 1, dentro e fuori dalla pista. È stato uno dei personaggi che hanno contribuito di più alla popolarità della Formula 1 nel mondo.
Gli inizi: il kart e la famiglia
Ayrton Senna da Silva è nato il 21 marzo 1960 a Santana, quartiere di San Paolo, in Brasile. I genitori erano Milton Guirado da Silva, proprietario di terreni e di una fabbrica, e Neide Joanna Senna da Silva. Il padre costruì per il figlio il primo kart con un motore da tagliaerba, e a 13 anni Ayrton cominciò a correre davvero.
Nel 1977 vinse il campionato sudamericano di kart, e nel 1979 e nel 1980 fu vicecampione del mondo. Le basi del suo stile, dal controllo preciso della vettura alla lettura delle traiettorie, nascono lì. Un altro grande brasiliano, Emerson Fittipaldi, lo aveva preceduto in Formula 1 e aveva già aperto la strada ai piloti del suo Paese.
Dalle formule minori alla Formula 1
Nel 1981 Senna passò alle monoposto in Europa e vinse il campionato britannico di Formula Ford 1600, sia il titolo britannico sia il Townsend Thoresen. Nel 1982 dominò la Formula Ford 2000, conquistando i campionati britannico ed europeo e vincendo 15 gare su 17 nel campionato britannico. Nel 1983 vinse il campionato britannico di Formula 3 al termine di un duello serrato con Martin Brundle, e si aggiudicò anche il Gran Premio di Macao.
Nel 1983 fece un test con la Williams a Donington Park: completò 40 giri e fu più veloce del campione del mondo in carica Keke Rosberg. Un posto in una squadra di vertice però non arrivò: la McLaren e la Brabham lo scartarono, e Senna firmò per la Toleman, una squadra giovane che usava pneumatici Pirelli.
Il debutto con la Toleman e Monaco 1984
Senna esordì in Formula 1 nel Gran Premio del Brasile 1984, dove si ritirò all’ottavo giro. A Monaco, nella stessa stagione, partì tredicesimo e nel giro di poche tornate risalì fino al secondo posto, passando Niki Lauda al 19° giro. Stava rimontando su Alain Prost quando la gara fu interrotta al 31° giro per la pioggia violenta. Fu il suo primo podio e una prima prova di quello che sapeva fare sul bagnato.
Lotus: la prima vittoria a Estoril
Nel 1985 passò alla Lotus e al Gran Premio del Portogallo, a Estoril, ottenne la prima pole position e la prima vittoria, sotto la pioggia e con oltre un minuto di vantaggio sul secondo. Chiuse la stagione con sette pole position. Nel 1986 fu quarto nel campionato con 55 punti e otto pole position, nel 1987 terzo con 57 punti e sei podi.
McLaren e la rivalità con Prost
Nel 1988 Senna passò alla McLaren, come compagno di squadra di Alain Prost. La MP4/4 vinse quindici delle sedici gare della stagione, otto delle quali con Senna, che conquistò il primo titolo mondiale con tre punti di vantaggio su Prost.
La rivalità tra i due esplose nei due anni successivi, in entrambi i casi a Suzuka. Nel 1989 si toccarono alla chicane al 46° giro: Senna ripartì e tagliò il traguardo per primo, ma fu squalificato per aver tagliato la chicane, e il titolo andò a Prost. Nel 1990 Senna, in pole, fu superato da Prost alla partenza e lo tamponò alla prima curva, a circa 270 km/h, eliminando entrambi e vincendo così il campionato. Nel 1991 ammise che lo scontro era stato volontario.
In totale Senna vinse tre titoli mondiali (1988, 1990, 1991), fu secondo nel 1989 e nel 1993, e vinse sei volte a Monaco, nel 1987 e poi dal 1989 al 1993. Fu temuto e rispettato dagli altri piloti: per la velocità, per la dedizione e per la capacità di spingere la macchina al limite, soprattutto con l’asfalto bagnato. Per dare un’idea del suo peso, Senna è stato in testa per 2.987 giri in carriera, il 36,34% di quelli disputati.
La gara capolavoro: Donington 1993
Il Gran Premio d’Europa, disputato l’11 aprile 1993 a Donington Park sotto una pioggia battente, è considerato una delle più grandi prove di guida della storia della F1. Senna guidava una McLaren con motore Ford, meno potente delle Williams, e partì quarto. Nel solo primo giro superò Michael Schumacher, Karl Wendlinger, Damon Hill e Alain Prost, prendendo la testa della corsa: un giro passato alla storia come il “giro degli dei”.
Vinse con più di 80 secondi di vantaggio su Hill, l’unico a finire a pieni giri; tutti gli altri, compreso Prost, terzo, furono doppiati. Dopo il sesto successo a Monaco, nello stesso anno, fu la vittoria che meglio racconta il suo talento sul bagnato.
L’incubo di Imola
Il Gran Premio di San Marino del 1994, a Imola, fu un weekend tragico già prima della gara. Il venerdì Rubens Barrichello ebbe un grave incidente con la Jordan nelle prime prove libere, uscendone vivo per miracolo. Il sabato, nelle qualifiche, Roland Ratzenberger morì al volante della sua Simtek, dopo il cedimento dell’ala anteriore.
Domenica 1° maggio, al via, la Benetton di J.J. Lehto si spense in griglia e fu tamponata dalla Lotus di Pedro Lamy: dei detriti finirono oltre le reti di protezione e ferirono in modo lieve un agente di polizia e otto spettatori. La safety car guidò il gruppo fino alla ripartenza, al termine del quinto giro. Al settimo giro la Williams di Senna, che era in testa e inseguito da Michael Schumacher, uscì alla curva del Tamburello a circa 305 km/h e colpì il muro a 211 km/h. Senna morì a 34 anni.
La morte di Senna, dopo quella di Ratzenberger, portò a cambiamenti profondi nella sicurezza della Formula 1: il Tamburello fu trasformato da curva velocissima in una chicane, l’associazione dei piloti (GPDA) fu ricostituita e la FIA introdusse nuove regole di sicurezza, che costrinsero le squadre a riprogettare le vetture del 1995.
L’eredità di Senna
Senna ha lasciato un segno anche fuori dalla pista. L’Instituto Ayrton Senna, fondato nel 1994 dalla sorella Viviane Senna, lavora per migliorare l’istruzione in Brasile, con programmi di formazione per insegnanti e istituzioni locali. È una delle ragioni per cui il suo nome, a più di trent’anni dalla morte, continua a significare qualcosa anche per chi non ha mai visto una gara di Formula 1.
L’impatto di Ayrton Senna sulla Formula 1 è difficile da misurare: un talento raro, che spingeva se stesso e la vettura al limite assoluto alla ricerca della vittoria. Per me Senna è stato il pilota più talentuoso che abbia mai visto su una pista. Se ti interessano altri grandi piloti, leggi anche il profilo di Ronnie Peterson e quello di Mario Andretti.
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Immagini, dall’alto: la Lotus 99T di Ayrton Senna usata nella stagione 1987 (Dima Moroz, Creative Commons Attribution 2.0); Ayrton Senna nel 1988 (Instituto Ayrton Senna, Creative Commons Attribution 2.0); la Lotus 97T di Ayrton Senna usata nella stagione 1985 (Dima Moroz, Creative Commons Attribution 2.0).
Fonti: Wikipedia, Ayrton Senna; Formula 1, Vital Statistics: Ayrton Senna; Wikipedia, Gran Premio di San Marino 1994; Wikipedia, Gran Premio d’Europa 1993; Motor Sport Magazine, Lap of the Gods; McLaren, Opening lap Donington; Motor Sport Magazine, Mondiale 1989; GPOne, Senna e Prost a Suzuka; Ayrton Senna Net, Instituto Ayrton Senna.
Domande frequenti
Quanti mondiali di Formula 1 ha vinto Ayrton Senna?
Tre: nel 1988, 1990 e 1991, tutti con la McLaren. Fu vicecampione del mondo nel 1989 e nel 1993, sempre alle spalle di Alain Prost.
Quante vittorie e pole position ha ottenuto Senna?
In 161 Gran Premi Senna ha ottenuto 41 vittorie, 65 pole position, 80 podi e 19 giri più veloci. Ha vinto sei volte a Monaco, un record.
Quando e come è morto Ayrton Senna?
Il 1° maggio 1994, a 34 anni, nel Gran Premio di San Marino a Imola. Era in testa con la Williams quando, al settimo giro, uscì alla curva del Tamburello a circa 305 km/h e colpì il muro a 211 km/h.
Perché la gara di Donington 1993 è così famosa?
Perché nel primo giro, sotto la pioggia e partendo quarto con una McLaren meno potente, Senna superò Schumacher, Wendlinger, Hill e Prost e prese la testa. Vinse con più di 80 secondi di vantaggio su Hill, l’unico a finire a pieni giri.
Com'era la rivalità tra Senna e Prost?
Fu una delle più dure della storia della F1. I due furono compagni alla McLaren nel 1988 e si scontrarono a Suzuka nel 1989 (titolo a Prost) e nel 1990 (titolo a Senna, che l’anno dopo ammise che l’incidente era stato volontario).