Motegi, ottobre 2018. Sulla griglia del Gran Premio del Giappone la Ducati di Jack Miller nasconde qualcosa che nessuno nota: lo rivelerà lui stesso più di un anno dopo. È il primo abbassatore MotoGP usato in gara di cui si abbia notizia, e nel giro di pochi anni cambierà il modo di partire di tutto il campionato.
L’abbassatore MotoGP è un dispositivo meccanico che abbassa la moto comprimendo e bloccando la sospensione. Più bassa e più compatta, la moto impenna meno, scarica a terra più potenza e scatta meglio: per questo nasce come strumento per la partenza, il cosiddetto holeshot device, e si evolve poi in un sistema usato anche in uscita di curva, il ride height device.
Come funziona l’abbassatore
Il principio è semplice, la sua messa a punto molto meno. Una MotoGP che parte da ferma tende a sollevare la ruota anteriore: ogni centimetro di impennata è potenza che non arriva all’asfalto. Abbassando il posteriore si abbassa il baricentro, la moto resta incollata a terra e il pilota può aprire il gas prima e di più.
Nella versione per la partenza, il pilota arma il dispositivo in griglia con un comando manuale, nelle Ducati del 2019 una leva sulla piastra di sterzo, e la moto resta abbassata per tutto lo scatto, fino alla prima frenata, quando la sospensione si scarica e il blocco si sgancia. Nella versione da gara, il sistema si attiva anche in uscita dalle curve e sui rettilinei, cioè nei punti in cui la trazione decide il giro. Questi dispositivi sono azionati in modo meccanico o idraulico, perché il regolamento vieta le sospensioni a regolazione elettronica e dal 2016 impone a tutti centralina e software unici.
Da Borgo Panigale a tutta la griglia
Dopo Motegi, Ducati fa un passo in più. Dal Gran Premio di Thailandia dell’ottobre 2019 Miller usa una versione che abbassa il posteriore anche durante il giro, e ai test in Qatar di febbraio 2020 le telecamere la colgono in uscita di curva. Le altre case inseguono: dall’estate 2021, con l’arrivo di Suzuki, tutte e sei corrono con un abbassatore posteriore, e nel 2022, secondo Alex Rins, solo Suzuki e Yamaha devono ancora attivarlo a mano in uscita di curva.
Le opinioni si dividono da subito. C’è chi vede nell’abbassatore l’ennesimo colpo di genio di un costruttore che aveva già portato le ali aerodinamiche e, nel 2019, il «cucchiaio» sotto il forcellone, contestato da Honda, Suzuki, Aprilia e KTM e poi giudicato legale dalla Corte d’appello. E c’è chi lo considera un orpello che costa molto, aumenta i rischi e non aggiunge nulla allo spettacolo.
Ai test di Sepang e Mandalika di febbraio 2022 Ducati porta anche un dispositivo che comprime l’anteriore in uscita di curva. Questa volta il regolamento dà ragione ai critici: il 18 marzo 2022 la Grand Prix Commission vieta dal 2023 qualunque dispositivo che regoli l’altezza dell’anteriore con la moto in movimento. Restano ammessi, però, quelli che agiscono una sola volta alla partenza, cioè gli holeshot anteriori.
Il divieto di Assen 2026 e le regole 2027
Quel margine si è chiuso nel giugno 2026. Dopo gli incidenti in partenza a Barcellona e al Balaton Park, a cui la stampa specializzata collega la decisione, il 22 giugno la Grand Prix Commission ha annunciato il divieto dell’abbassatore anteriore per la partenza, in vigore dal Gran Premio d’Olanda ad Assen. Nello stesso comunicato è stata confermata la nuova griglia: dal Gran Premio di Germania, in tutte le classi, lo sfalsamento in avanti tra un pilota e l’altro della stessa fila è passato da tre a quattro metri, e la distanza tra una fila e l’altra da nove a dodici. Ne parliamo nel dettaglio nell’approfondimento su holeshot, griglia e parco costruttori.
Per il resto della stagione 2026 restano legali l’abbassatore posteriore in gara e quello posteriore per la partenza. Hanno però i mesi contati: con il nuovo regolamento MotoGP 2027, che porta i motori da 1000 a 850 cc, tutti i dispositivi di regolazione dell’altezza e di partenza saranno vietati, per contenere i costi, rendere le partenze più sicure e dare più peso al pilota.
Spettacolo o laboratorio?
Dietro una leva sulla piastra di sterzo c’è una domanda che il paddock si pone da anni. La MotoGP è un campionato che deve prima di tutto offrire spettacolo, o il terreno più estremo della competizione tecnologica tra costruttori? Anche tra i piloti le opinioni si dividono: c’è chi vorrebbe una battaglia più genuina e meno ingegneristica e chi difende l’idea pura di prototipo.
Con il 2027 il regolamento ha scelto la prima strada, almeno per quanto riguarda gli abbassatori. Resta da vedere se il talento dei progettisti, chiusa una porta, troverà come sempre una finestra.
Domande frequenti sull'abbassatore MotoGP
Che cos'è l'abbassatore MotoGP?
È un dispositivo meccanico che abbassa la moto comprimendo e bloccando la sospensione. Abbassando il baricentro riduce l’impennata e permette di scaricare a terra più potenza, sia alla partenza sia, nella versione da gara, in uscita dalle curve.
Che differenza c'è tra holeshot device e ride height device?
L’holeshot device agisce una sola volta, alla partenza: il pilota lo arma in griglia e la moto resta abbassata fino alla prima frenata. Il ride height device abbassa la moto anche durante il giro, in uscita di curva e sui rettilinei, dove la trazione fa la differenza.
Chi ha inventato l'abbassatore in MotoGP?
Lo ha introdotto per prima Ducati. Il primo abbassatore per la partenza di cui si abbia notizia è stato usato in gara da Jack Miller nel Gran Premio del Giappone del 2018; dal Gran Premio di Thailandia del 2019 Ducati ha usato una versione che agisce anche durante il giro, poi adottata da tutte le altre case.
L'abbassatore è ancora legale nel 2026?
Solo al posteriore. Il dispositivo anteriore in gara è vietato dal 2023, e il divieto dell’abbassatore anteriore per la partenza, annunciato il 22 giugno 2026, è in vigore dal Gran Premio d’Olanda ad Assen. Gli abbassatori posteriori restano ammessi fino alla fine della stagione 2026.
Cosa cambia nel 2027?
Con il nuovo regolamento MotoGP, che riduce la cilindrata da 1000 a 850 cc, tutti i dispositivi di regolazione dell’altezza e di partenza saranno vietati, sia all’anteriore sia al posteriore.
Perché la MotoGP ha vietato gli abbassatori?
Il divieto totale dal 2027, deciso nel 2024, serve a contenere i costi, rendere più sicure le partenze e dare più peso al talento del pilota. Gli incidenti alla prima curva di Barcellona e del Balaton Park, nel 2026, hanno fatto anticipare il divieto sull’abbassatore anteriore per la partenza.