In Formula 1, Marketing Sportivo

Nel corso della storia della F1 abbiamo assistito ad epoche gloriose con vere e proprie leggende dello sport. I tempi di Ayrton SennaAlain Prost e Gilles Villenueve sono cambiati e con loro anche il mondo delle sponsorizzazioni: non esisteva una parte social media da gestire e l’eco mediatica dello sport aveva contorni profondamente diversi. L’unico modo per farsi notare e fare breccia tra i fans era vincere, finire in televisione, diventare un idolo, bello e dannato (James Hunt insegna). Se ci si pensa bene, anche ai tempi di Micheal Schumacher – e non parliamo di 50 anni fa – non c’erano i social media e se oggi viene ancora riconosciuto come un’icona della F1 è principalmente grazie ai risultati superlativi che ha ottenuto. Un campione incredibile, un talento unico, per molti aspetti ancor oggi ineguagliabile.

Come dicevamo, i tempi però sono cambiati e il modo di comunicare e di ingaggiare i fans lo è ancora di più. La prestazione chiaramente conta ancora, ma ai piloti si chiede sempre di più di essere anche uomini di comunicazione.

 

L’importanza dell’immagine per il marketing sportivo

Il mercato che ruota attorno alla Formula 1 (e non solo, poiché questo accade anche in molte altre discipline sportive) adesso impone ai suoi protagonisti di adottare un’operazione di self-branding non da poco, considerando il traffico di visitatori da tutto il mondo. Che sia il semplice fan o un potenziale cliente, poco importa: l’immagine che si costruisce il pilota agli occhi dello spettatore vale tanto quanto i risultati sportivi, in alcuni casi anche di più.

Il suo successo e la visibilità sono determinati da tanti aspetti di marketing sportivo; difatti il lavoro non inizia e finisce solo nei weekend di gara, anzi. Tra le attività che oggi si richiedono ad un pilota di F1 c’è, ad esempio, gestire, curare e sviluppare i propri social media. Ovviamente non ci si aspetta che sia il pilota ad occuparsene direttamente ma è necessario che ci sia chi se ne occupa per suo conto all’interno del team o del management del pilota. La creazione di contenuti, l’organizzazione e la gestione di campagne di branding e sponsorizzazione sono necessarie affinché il pilota sia anche un perfetto brand ambassador, soddisfacendo le necessità di sponsor e partner (sia del team che personali) nelle varie attività di marketing e nelle attivazioni delle stesse. Gli ingaggi ottenuti dalle scuderie non sono l’unica fonte di guadagno per un pilota, a questi si aggiungono le sponsorizzazioni con aziende che cercano grande visibilità e si rispecchiano nei valori del driver in questione.

 

Cosa è cambiato

In tutto questo, non sono solo i social ad aver fatto esplodere tutto il recente interesse sul circus di uno degli sport più seguiti al mondo. Dall’arrivo della serie “Drive to Survive” sulla piattaforma di streaming Netflix, tutti i principali personaggi del paddock sono diventati veri e propri attori di una storia con taglio cinematografico. È stata l’aggiunta di “drama” a rendere così appetibile questo prodotto oltreoceano: l’ingresso in scena di Miami e Las Vegas (dal 2023) tra le gare della stagione non è avvenuto solo per accordi contrattuali, piuttosto per il forte interesse degli USA venuto a crearsi grazie al coinvolgimento emotivo suscitato dalla serie su tutto il mondo F1.

Bene, ma chi sono allora i piloti più influenti su cui le aziende dovrebbero investire? Ecco la nostra lista, stilata non solo in base ai risultati in pista, ma anche a quello che accade al di fuori del circuito.

 

Max Verstappen

Figlio d’arte degli ex piloti Jos Verstappen e Sophie Kumpen: una famiglia con le quattro ruote nel sangue. Non tutti sanno che era la madre il vero talento di casa. Sophie ha infatti un passato di successo alla guida di kart a livello professionistico, dove dava filo da torcere alla maggior parte degli uomini, si scontrava con nomi del calibro di Giancarlo Fisichella, Jarno Trulli e Jenson Button.

L’olandese è stato il più giovane a gareggiare in F1 al Gran Premio d’Australia nel 2015 con la scuderia Toro Rosso per poi diventare il più giovane a vincere un GP, in Spagna nel 2016 con RedBull. Nel 2021 viene incoronato campione del mondo dopo un’epica battaglia con Lewis Hamilton durata fino all’ultima gara della stagione disputata ad Abu Dhabi, diventando il primo olandese a trionfare nella massima serie del motorsport.

Alla guida

Il campione in carica si è reso famoso per il suo stile d’altri tempi non risparmiandosi in nessuna occasione. La sua aggressività lo contraddistingue, portandolo ad ottenere traguardi prima di lui impensabili. Iconico l’incidente con Hamilton al Gran Premio di Monza 2021.

Senza tuta

Su Instagram conta 8.6M di followers, con principale attività sugli avvenimenti sportivi che lo riguardano e sprazzi di vita privata. Quanto basta per far breccia nel cuore degli Orange, pubblico olandese che lo segue in tutto il mondo durante i GP. Grande appassionato di videogiochi non è raro trovarlo competere anche in gare di guida virtuali. Il suo carattere è piuttosto “nordico”: sangue freddo e zero trasparenza di emozioni. Non ha mai nascosto gli attriti con scuderie e piloti rivali, sottolineando errori altrui in determinati episodi durante le stagioni passate. A livello mediatico, doveroso menzionare la sua relazione con Kelly Piquet, figlia di Nelson (campione del mondo F1 per 3 volte negli anni 80).

Perché investire su Max Verstappen

Attualmente, rappresenta l’eccellenza in termini di prestazioni, vittorie e competitività. La sua scuderia è nella top 3, lui è un fenomeno, perciò siamo ai massimi livelli di prestigio e visibilità per ogni brand interessato alla F1.

 

Charles Leclerc

Debutta in F1 nel 2018 con la Sauber, scuderia satellite Ferrari. Diventa il secondo pole-man più giovane nella storia della competizione nel 2019 in Bahrain e nello stesso anno ottiene la sua prima vittoria in carriera, nel Gran Premio del Belgio. Gli viene consegnata la prima guida Ferrari dopo la partenza di Sebastian Vettel, con la promessa di salire sul tetto più alto della classifica un giorno e riuscirci con lo stemma del Cavallino stampato sul petto.

Alla guida

Il monegasco si è contraddistinto già in tenera età per la sua abilità nel sapersi adattare alle situazioni di pista e spingere al massimo il mezzo a sua disposizione. Numeri alla mano, possiede tutte le carte in regola per entrare nei libri di storia di questo sport e confermare il suo soprannome di “predestinato”.

Senza tuta

Con i suoi 7.5M di followers su Instagram, è uno dei personaggi più amati del paddock su tutti i fronti: tifosi della Ferrari, della Formula 1 e dagli addetti ai lavori. Anche tra piloti, nonostante sia risaputo che “non esistano amici in pista”, si nutre grande rispetto nei suoi confronti. Persino da Max Verstappen, rivale dichiarato già dai tempi dei kart, sono arrivati diversi complimenti.  a sua attività non si ferma solo sui social ma spazia anche in altre piattaforme di intrattenimento come Twitch, dove in tempi di pandemia ha aperto un canale per interagire con i fan migliorando ulteriormente la sua immagine ed incrementando la sua reach.

Perché investire su Charles Leclerc

Come per Max, parliamo di uno dei personaggi più influenti in tutto il panorama sportivo mondiale. Investire su una sponsorship con la sua immagine permette di trasferire i suoi valori su qualsiasi brand, con la possibilità di costruire campagne di marketing e comunicazione di qualsiasi tipo. Un esempio calzante è Richard Mille, azienda di spicco nel settore degli orologi di lusso che ha creduto nel talento del monegasco sin dai tempi delle competizioni su kart. Oggi gode di accordi di sponsorizzazione riservati con il pilota ed una sezione dedicata sul proprio sito.

 

George Russell

Dopo aver vinto il campionato di Formula 2 nel 2018 approda in Williams l’anno successivo, dove muove i suoi primi passi nella massima serie debuttando al Gran Premio d’Australia. Ottiene il suo primo podio 2 anni più tardi nel GP del Belgio e nel 2022 diventa compagno di squadra di Lewis Hamilton in Mercedes .

Alla guida

Ha dimostrato il suo talento ancor prima di prendere parte alla causa della scuderia tedesca, non ha nessun timore reverenziale nei confronti del più blasonato Hamilton che, anzi, mette punti alla mano in difficoltà concludendo le prime 7 gare in top 5. La difesa messa in mostra a Barcellona contro Verstappen è solo una delle tante specialità del britannico, dimostra in quell’occasione che per essere forti bisogna anche saper “soffrire”.

Senza tuta

Se non avesse fatto il pilota, l’avremmo conosciuto probabilmente nelle vesti di un famoso Lord inglese. La sua eleganza semplice e mai sopra le righe gli conferiscono un’aria regale e classica, nonostante si trovi a fare i conti con uno degli sport più rischiosi ed adrenalinici del globo. Con i suoi 3.4M di seguaci, ci tiene a mantenere il suo status di pilota sempre ad alti livelli mostrando anche attimi di svago della sua vita fuori pista.

Perché investire su George Russell

Come per i due piloti precedentemente citati, restiamo in una cerchia elitaria. Avere la possibilità di lavorare con un front-man di tale impatto non può che essere la scelta giusta per un brand che punta a raffinatezza, classe e performance.

 

Lando Norris

Restando in terra britannica, Norris comincia la sua gavetta in campionati minori delle quattro ruote con eccellenti risultati, che lo portano a diventare tester ufficiale per McLaren. Colpita dal suo talento, la scuderia gli offre il suo primo contratto da professionista per un posto accanto a Carlos Sainz nel 2019. Ottiene una serie di podi importanti nelle stagioni successive, garantendogli un rinnovo che lo legherà alla compagine di Woking fino al 2025.

Alla guida

Per la serie “spazio ai giovani”, anche lui rientra nella classe dei ‘97-‘98’-‘99 prodigio, capace di giocarsi le sue carte anche contro piloti ben più affermati. Affonda il pedale quando è necessario e prende il rischio delle sue scelte con personalità, anche andando contro ordini di scuderia se necessario (come successo nel Gran Premio di Russia 2021 in merito al cambio gomme prima di un preannunciato maltempo che gli costò caro).

Senza tuta

Il suo sorriso contagioso e l’attitudine da “good boy” prescindono dai risultati in pista. La sua influenza positiva gli fa perdonare tutto. Oltre 5 milioni di seguaci lo apprezzano per la spontaneità di un 23enne che ha ancora tutto da dimostrare, ma che ha già vinto nel cuore dei suoi tifosi. Lo dimostra la ricerca stilata da Nielsen riguardo l’apprezzamento dei fans nei confronti dei piloti, dove la prima guida McLaren si trova al secondo posto della classifica (dietro solo a Max Verstappen).

Perché investire su Lando Norris

Quando riesci a posizionare il tuo nome così bene, il risultato sportivo è un plus. Investire su una sponsorship sportiva con Norris significa avere successo a prescindere dall’imprevedibile (sconfitte, ritiri ecc.). Il marchio storico della sua scuderia non perde mai appeal agli occhi di un potenziale cliente, rendendo il marketing legato ad un brand più semplice da gestire.

 

Daniel Ricciardo

Dopo varie esperienze in leghe cadette, nel 2011 approda prima da collaudatore e poi come pilota ufficiale in Toro Rosso per i successivi 2 anni. Firma con Red Bull nel 2014, dove ottiene buoni risultati fino al 2018, si trasferisce per le 2 stagioni successive in Renault. Dal 2021 è sotto contratto con McLaren al fianco di Norris.

Alla guida

Nonostante non abbia ottenuto tutto ciò che una carriera come la sua prometteva, si è ritagliato il suo spazio in un paddock sempre più all’insegna della competitività. Sicuramente da quelle parti lo ricorderanno per la vittoria del Gran Premio d’Italia a Monza nel 2021, dove l’australiano ha agguantato un trionfo che mancava alla McLaren da 9 anni.

Senza tuta

In McLaren sanno come tenere un ambiente sano nonostante la carenza di successi in pista. Daniel Ricciardo si contraddistingue per la sua forte personalità. Solare, cordiale e spiritoso sono solo alcuni degli aggettivi attribuibili alla sua figura. Con quasi 7M di seguaci su Instagram e 180k su LinkedIn (unico pilota ad avere un profilo attivo su questa piattaforma), il suo personal branding è uno dei migliori all’interno del panorama sportivo.

Perché investire su Daniel Ricciardo

La sua carriera da pilota non durerà certo in eterno, ma per il classe ‘89 è solo l’inizio di una vita sotto i riflettori. Sorridente, positivo, disponibile, goliardico, sempre allegro: la sua attitudine si presta perfettamente ad una varietà di brand internazionali di qualsiasi livello e target.

 

Pierre Gasly

Debutta in Formula 1 con Toro Rosso nel 2017, per poi trasferirsi in Red Bull nel 2019 al fianco di Max Verstappen. Purtroppo incontra diverse difficoltà con la monoposto austriaca e lo stesso anno ritorna nel team precedente, poi rinominato AlphaTauri, dove ottiene la sua prima vittoria in carriera durante il Gran Premio d’Italia a Monza nel 2020.

Alla guida

In più di un’occasione si è rivelato un avversario temibile in grado di poter dare filo da torcere anche ai piloti delle prime file, grazie alle sue spiccate doti di gestione gara. Anche lui rientra nella generazione dei “golden boys” in attesa di un sedile più prestigioso e, come nel suo caso, più fortunato che in passato.

Senza tuta

Cool, giovane, rispettoso, corretto e… Super digitale: il francese è difatti impegnato nella vendita di NFT a suo nome, disponibili su un sito dedicato. Un esempio è il casco realizzato in occasione del Gran Premio di Miami 2022. Ciò lo rende un personaggio al passo coi tempi e con un pubblico considerevole, essendo a quota 3M di seguaci.

Perche investire su Pierre Gasly

Per un brand all’avanguardia sul fronte economico/tecnologico potrebbe rivelarsi un’ottima scelta avere un testimonial  con queste caratteristiche.

 

Lewis Hamilton

Primo pilota per numero di pole, di podi e di vittorie nella storia di questo sport. Sette volte campione del mondo come Micheal Schumacher. Dopo una parentesi in McLaren di 6 anni dove vince il suo primo titolo mondiale (il più giovane nella storia a riuscirci), si sposta in Mercedes ed inizia la sua scalata verso l’Olimpo dei piloti di Formula 1 più importanti di sempre.

Alla guida

Sin da giovane ha dimostrato di saper dare indicazioni ben precise ai suoi ingegneri riguardo l’assetto desiderato per la sua monoposto. Strategia, cura dei dettagli maniacale e sfrontatezza in pista l’hanno contraddistinto negli anni in cui ha deciso di non lasciare nulla ai suoi avversari.

Senza tuta

Si spende molto a livello ambientale e sociale per migliorare le condizioni di vita delle persone meno abbienti. Dopo aver capito l’importanza dell’influenza dei social, passa da una comunicazione piuttosto diretta e privata ad una più professionale, gestita da un team di esperti. Con i suoi 28.3M di followers su Instagram, a livello di numeri non ha paragoni con i propri colleghi.

Perché investire su Lewis Hamilton

Unico. La sua immagine gode di luce propria, dopo aver scalzato record di questo sport che sembravano destinati a rimanere nelle teche dei precedenti detentori. Si tratterebbe di una sponsorship sportiva con uno dei personaggi più influenti a livello globale, quindi di sicuro impatto mediatico. Se un brand lo prende in considerazione, deve essere al corrente della sua grandissima passione per moda e tendenze: la sua presenza è così influente da poter essere considerato un trend-setter in questo settore e non solo.

 

Sponsorizzare i piloti di Formula 1: come fare

Quelli sopraelencati sono solo alcuni dei piloti che consigliamo ai nostri clienti, ma ce ne sono tantissimi nel panorama del motorsport con i quali è possibile implementare svariate ed efficaci strategie di sponsorizzazione sportiva che gioveranno alla tua azienda. Da più di 25 anni RTR Sports Marketing costruisce programmi di sponsorizzazione per aziende e brand che vogliono usare la Formula 1 e il motorsport per comunicare efficacemente con i propri clienti

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Attilio Cesario
Attilio Cesario
Communication & Business Developer for RTR Sports Marketing. Bachelor’s degree in Communication, media & advertising from IULM University and master in Sport Business Management from 24ORE Business School. “Playing is very simple, but playing simple is the hardest thing there is.” - Johan Cruyff
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