Assen, 28 giugno 2026, giro 20 di 26. Ai Ogura si infila all’interno della curva 9, passa il compagno di squadra Raúl Fernández e se ne va. Tre giri prima i due piloti Trackhouse avevano superato insieme l’Aprilia ufficiale di Jorge Martín, e a metà gara a Ogura si era bloccato per un giro il dispositivo che abbassa il posteriore della moto. Sotto la bandiera a scacchi il circuito di Assen registra una cosa che non succedeva da ventidue anni: un pilota giapponese che vince nella classe regina, il primo dopo Makoto Tamada nel 2004.
Che sia successo proprio qui ha una sua logica. Assen è l’unico luogo in cui il Motomondiale c’è sempre stato: era nel calendario della prima stagione, nel 1949, e da allora ha saltato soltanto il 2020, cancellato per il Covid. Lo chiamano la Cattedrale, e ogni pagina che si scrive qui pesa un po’ di più.
Cent’anni di TT, dalle strade di campagna alla pista
La prima gara si corse l’11 luglio 1925 su strade pubbliche, un anello di 28,4 km tra i villaggi di Rolde, Borger e Schoonloo, a est della città, tra ciottoli e tratti in sabbia. L’anno dopo il TT si spostò a sud di Assen, sempre su strade aperte, e lì rimase fino al 1955, quando il 16 luglio venne inaugurato un nuovo tracciato di 7,705 km, ancora in parte su strade pubbliche ma già molto più vicino a una pista moderna. La svolta più recente è del 2006, quando l’anello nord venne eliminato e il circuito si accorciò di molto; dopo un ultimo ritocco, dal 2010 il tracciato usato dalle moto misura 4,542 km, con 18 curve, dodici a destra e sei a sinistra.
Anche il calendario ha avuto le sue liturgie. Per decenni il TT si è corso di sabato, per ragioni religiose, una tradizione durata fino al 2015; dal 2016 la gara si corre la domenica, una scelta degli organizzatori per portare più pubblico in tribuna e più esposizione sui media. Il 2025 ha chiuso il primo secolo con il record di presenze, oltre 200.000 spettatori nel weekend, e con il premio di miglior Gran Premio della stagione, votato da squadre e addetti ai lavori del paddock.
Il tracciato: curve veloci e una chicane che decide le gare
Il fascino di Assen sta nelle sue curve veloci e nei cambi di direzione presi in piega, quelli in cui il coraggio conta quanto la moto. L’Hoge Heide è una piega destra-sinistra velocissima, il Ruskenhoek una destra in cui si tiene tantissima velocità e il Ramshoek una lunga sinistra in cui si arriva molto forte, mentre la Strubben, un tornante in cui si scende intorno ai 75 km/h, è uno dei punti più lenti del giro. Poi c’è l’ultima chicane, la Geert Timmer, l’ultima occasione per un sorpasso prima del traguardo.
È lì che nel 2015 Valentino Rossi e Marc Márquez arrivarono appaiati all’ultimo giro. Márquez si infilò all’interno, i due si toccarono e Rossi fu costretto a tirare dritto nella ghiaia: rimase in piedi, rientrò in pista e vinse con 1,242 secondi di vantaggio. Una chicane di pochi metri che da allora è entrata nella memoria collettiva del motociclismo, e che dà il nome anche a una delle tribune più ambite del circuito.
Le gare che hanno fatto la storia del TT
Ogni circuito ha i suoi giorni, e Assen ne ha collezionati parecchi. Il 25 giugno 1977 Wil Hartog, partito decimo, vinse la 500 con sei secondi su Barry Sheene e diventò il primo olandese a vincere un Gran Premio della classe regina; alto più di un metro e ottanta e sempre vestito di bianco, per tutti era il gigante bianco. Nel 2016 fu la pioggia a scrivere la storia: gara interrotta con la bandiera rossa dopo 14 giri, ripartenza su 12, e vittoria di Jack Miller con la Honda del team Marc VDS, la prima di un pilota non ufficiale nella classe regina dal 2006.
Gli anni più recenti raccontano invece il dominio Ducati: Francesco Bagnaia ha vinto tre volte di fila, dal 2022 al 2024, e nel 2025 è toccato a Marc Márquez, nell’anno del suo nuovo titolo. Poi il 2026, con la doppietta Trackhouse firmata da Ogura e Fernández. Una vittoria che in Giappone pesa doppio, e che dice quanto questo circuito continui a scrivere storia invece di limitarsi a conservarla.
Dove vedere la gara: tribune e VIP Village
Chi va ad Assen per la prima volta di solito chiede quale tribuna scegliere. La Hoofdtribune, la tribuna principale sul rettilineo d’arrivo, è l’unica coperta, e in Olanda a fine giugno non è un dettaglio. La tribuna Geert Timmer guarda proprio l’ultima chicane, quella del 2015, e ha un maxischermo per seguire il resto del giro; le altre tribune, come Haarbocht, Strubben, Stekkenwal e Ossebroeken, offrono punti di vista diversi sul tracciato. Nei giorni del Gran Premio, poi, il centro della città ospita il TT Festival, gratuito, con musica dal vivo e moto per più giorni.
Per chi cerca un’esperienza diversa c’è il MotoGP VIP Village, l’hospitality ufficiale del campionato: ad Assen ha un padiglione privato alla curva Ramshoek, con vista sulla pista, visite al paddock e passeggiate in pit lane. Abbiamo raccolto in una pagina dedicata come prenotare il VIP Village e l’hospitality MotoGP al TT di Assen, e chi vuole capire che cosa cambia tra le formule di accesso può leggere la differenza fra VIP Pass e Paddock Pass.
Perché Assen conta anche per i brand
Un Gran Premio che nel 2025 ha portato più di 200.000 persone in tre giorni e che ha un contratto con la MotoGP fino al 2031, rinnovato nel 2024 insieme a quello della Superbike, è prima di tutto un appuntamento stabile. Per un’azienda vuol dire poter costruire un evento che si ripete anno dopo anno, di solito nell’ultimo weekend di giugno: un’occasione per portare clienti e partner dentro una storia lunga cent’anni, e non soltanto per esporre un logo.
È qui che l’hospitality smette di essere un biglietto costoso e diventa uno strumento di relazione, ed è per questo che un Gran Premio come il TT entra spesso nei progetti di chi lavora con il motorsport. Chi vuole capire come inserirlo in una strategia più ampia trova il punto di partenza nella nostra pagina sulle sponsorizzazioni MotoGP. Il resto lo decide la pista, come Ogura ha ricordato a tutti nel 2026.
Domande frequenti sul circuito di Assen
Dove si trova il circuito di Assen?
Nel nord dei Paesi Bassi, nella provincia della Drenthe, appena fuori dalla città di Assen. Il TT Circuit Assen ospita ogni anno il Gran Premio d’Olanda di MotoGP e una tappa del mondiale Superbike, con un contratto che per entrambi i campionati arriva al 2031.
Quanto è lungo il circuito di Assen?
Il tracciato usato dalla MotoGP misura 4,542 km e ha 18 curve, dodici a destra e sei a sinistra. Il circuito si è accorciato nel 2006, quando venne eliminato l’anello nord; il nuovo tracciato del 1955 misurava 7,705 km.
Da quando si corre la MotoGP ad Assen?
Dal 1949, la prima stagione del Motomondiale: Assen è l’unico circuito presente ogni anno da allora, con la sola eccezione del 2020, cancellato per il Covid. La prima gara del TT risale però al 1925, su strade pubbliche, e nel 2025 il circuito ha festeggiato il centenario.
Chi ha vinto il Gran Premio d'Olanda 2026?
Ai Ogura con l’Aprilia del team Trackhouse, il 28 giugno 2026, davanti al compagno di squadra Raúl Fernández e a Jorge Martín. È stata la prima vittoria di Ogura in MotoGP e la prima di un pilota giapponese nella classe regina dal 2004, quando vinse Makoto Tamada.
Quale tribuna scegliere ad Assen?
Dipende da cosa si vuole vedere. La Hoofdtribune, sul rettilineo d’arrivo, è l’unica coperta; la tribuna Geert Timmer guarda l’ultima chicane, quella dei sorpassi decisivi, e ha un maxischermo. Chi cerca l’hospitality ha il MotoGP VIP Village, con un padiglione privato alla curva Ramshoek.
Perché il TT di Assen si correva di sabato?
Per ragioni religiose: per decenni la gara si è corsa di sabato, una tradizione durata fino al 2015. Dal 2016 gli organizzatori l’hanno spostata alla domenica, per portare più pubblico in tribuna e dare più visibilità all’evento sui media.