In MotoGP, MotoGP

La MotoGP, la massima categoria del motociclismo mondiale, è un mondo affascinante e complesso, pieno di tecnologie avanzate e soluzioni tecniche innovative. Tra queste, spicca il cambio al contrario, un elemento che suscita curiosità tra appassionati e neofiti. Ma perché le moto della MotoGP adottano questo particolare tipo di cambio? In questo articolo, esploreremo le ragioni, la storia e i vantaggi del cambio rovesciato, oltre a capire come i piloti professionisti si adattano e si allenano con questa configurazione.

Introduzione alla MotoGP e al cambio al contrario

La MotoGP è la classe regina del motociclismo, dove corrono le moto più veloci e tecnologicamente avanzate al mondo. I dettagli tecnici di queste moto, inclusi i sistemi di trasmissione, sono progettati per massimizzare le prestazioni e la sicurezza in pista. Uno degli aspetti più peculiari è il cambio rovesciato, una configurazione in cui l’ordine delle marce è invertito rispetto alle moto stradali.

In un cambio tradizionale, le marce si scalano spingendo la leva del cambio verso il basso e si aumentano tirandola verso l’alto. Nel cambio al contrario, invece, si scala tirando la leva verso l’alto e si aumenta spingendo verso il basso. Questa configurazione può sembrare controintuitiva per chi è abituato alla guida di una moto stradale, ma offre diversi vantaggi in pista.

Il cambio al contrario è stato adottato per la prima volta dai piloti professionisti per facilitare il passaggio delle marce durante le curve, dove la posizione del corpo e l’angolazione della moto possono rendere difficile l’uso di un cambio tradizionale. La configurazione inversa permette ai piloti di cambiare marcia senza dover alterare significativamente la loro posizione di guida, mantenendo così maggiore controllo e stabilità.

Questa soluzione tecnica è ormai uno standard nella MotoGP, adottata non solo per le sue implicazioni pratiche ma anche per il livello di precisione che offre. La maggior parte dei piloti di MotoGP si allena fin dalle categorie minori con il cambio rovesciato, rendendolo una parte integrante delle loro abilità di guida.

Motorcycle shift

Storia e origini del cambio rovesciato

Le origini del cambio rovesciato risalgono agli anni ’70, quando i piloti iniziarono a cercare modi per migliorare le loro prestazioni in pista. Le prime configurazioni di cambio al contrario furono sperimentate nelle categorie minori e nelle gare di endurance, dove la necessità di cambi marcia rapidi e sicuri era particolarmente sentita.

Uno dei pionieri nell’uso del cambio rovesciato fu Kenny Roberts, un pilota statunitense che dominò la scena del motociclismo negli anni ’70 e ’80. Roberts adottò questa configurazione per migliorare la sua efficacia in curva, una scelta che contribuì ai suoi numerosi successi e che influenzò molti altri piloti.

Col passare degli anni, il cambio rovesciato si diffuse sempre di più nel mondo delle corse, grazie anche alla crescente competizione e alla ricerca costante di soluzioni tecniche innovative. Le case motociclistiche iniziarono a produrre modelli specifici per le gare con questa configurazione, rendendo più facile per i piloti adottarla e perfezionarla.

Negli anni ’90, il cambio al contrario diventò uno standard nella MotoGP -allora classe 500, adottato da quasi tutti i team e piloti. Questo standard si è mantenuto fino ai giorni nostri, diventando una caratteristica distintiva delle moto da corsa rispetto a quelle stradali.

Vantaggi del cambio al contrario nella MotoGP

Il principale vantaggio del cambio al contrario è la facilità con cui consente ai piloti di scalare le marce durante le curve, specie in quelle a sinistra, permettendo un cambio di marcia più fluido e rapido senza dover modificare eccessivamente la posizione del corpo.

Un altro vantaggio significativo è la maggiore sicurezza. Con il cambio rovesciato, i piloti possono mantenere una posizione più stabile e concentrata durante la guida, riducendo il rischio di errori che potrebbero portare a incidenti. Questo è particolarmente importante in una disciplina dove le frazioni di secondo possono fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta.

Il cambio al contrario permette anche una migliore gestione della potenza del motore. In uscita di curva, inserire le marce in modo rapido e preciso consente di sfruttare al massimo l’accelerazione, migliorando le prestazioni complessive della moto. Questo è un aspetto cruciale nelle gare di MotoGP, dove ogni dettaglio può influenzare il risultato finale.

Adattamento e allenamento dei piloti professionisti

L’adattamento al cambio rovesciato richiede un periodo di allenamento specifico. I piloti iniziano a familiarizzare con questa configurazione fin dalle categorie minori, dove possono dedicare tempo e risorse per sviluppare le competenze necessarie. Questo processo è essenziale per garantire che, una volta arrivati nei campionati più impegnativi o alla MotoGP, siano completamente a loro agio con il cambio al contrario.

Gli allenamenti includono esercizi specifici sia in pista che fuori, con simulazioni che replicano le situazioni di gara. I piloti lavorano su cambi di marcia rapidi e precisi, abituandosi a utilizzare la leva in modo intuitivo. Questo tipo di allenamento è fondamentale per costruire la memoria muscolare e automatizzare il processo di cambio marcia.

Anche l’aspetto mentale è importante. I piloti devono sviluppare la capacità di mantenere la concentrazione e la calma durante le manovre più complesse. La familiarità con il cambio rovesciato diventa così una parte naturale del loro arsenale tecnico, permettendo loro di focalizzarsi su altri aspetti della guida come la strategia e l’analisi delle condizioni di gara.

Il cambio al contrario è una delle tante sfaccettature che rendono la MotoGP un campionato così unico e affascinante. La sua adozione deriva da una combinazione di innovazione tecnica e necessità pratiche, e i suoi vantaggi in termini di sicurezza, efficienza e controllo sono indiscutibili. Per i piloti, adattarsi a questa configurazione richiede dedizione e allenamento, ma i risultati in termini di prestazioni in pista ne fanno decisamente valere la pena. In definitiva, il cambio rovesciato rappresenta un perfetto esempio di come la ricerca della perfezione tecnica possa portare a soluzioni innovative e miglioramenti costanti nel mondo delle corse.

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Riccardo Tafà
Riccardo Tafà
Managing Director di RTR Sports, Riccardo si è laurea in giurisprudenza all'Università di Bologna. Inizia la sua carriera a Londra nelle relazioni pubbliche, poi si sposta nel settore delle due e quattro ruote. Si trasferisce brevemente a Monaco prima di tornare in Italia. Lì fonda RTR, prima una società di consulenza e poi un'azienda di marketing sportivo che, alla fine, trova una nuova e definitiva sede a Londra.
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