Lo champagne ufficiale della Formula 1 è, dal 2025, Moët & Chandon: il marchio è tornato sul podio con un accordo decennale tra la F1 e LVMH annunciato il 5 febbraio 2025, al posto di Ferrari Trento (2021-2024). Il brindisi sul podio di F1 nasce nel 1950, quando Moët regalò una bottiglia a Juan Manuel Fangio; lo spruzzo, invece, è nato alla 24 Ore di Le Mans del 1967 con Dan Gurney.
Aggiornato a ottobre 2026.
Se si dovesse distillare la vittoria in un solo gesto, sarebbe probabilmente quello di scuotere una bottiglia e spruzzarla sui meccanici. È un rituale che sembra spontaneo, e in parte lo è stato, ma oggi è anche uno dei momenti di marca più preziosi dello sport: arriva al culmine dell’emozione, davanti a un pubblico mondiale, nello stesso istante in cui un pilota alza il trofeo. Qui trovi da dove viene, chi lo ha fornito negli anni, perché vale per uno sponsor e che cosa succede negli altri sport.
Che champagne si usa oggi sul podio di F1
Dal 2025 è Moët & Chandon. I primi tre classificati e la squadra vincitrice festeggiano con le sue bottiglie, e il marchio è stato anche title partner del Gran Premio del Belgio 2025. Con il ritorno di Moët, la F1 ha chiuso l’esperienza di Ferrari Trento, uno spumante italiano (non uno champagne) arrivato nel 2021, dopo Carbon e un breve ritorno di Moët durante la pandemia. La successione dei fornitori, secondo le ricostruzioni:
- dal 1950: Moët & Chandon, con la prima bottiglia a Fangio al Gran Premio di Francia a Reims;
- 2000-2015: G.H. Mumm;
- 2016-2017: Chandon, la versione argentina della maison, per pochi Gran Premi;
- 2017-2019: Champagne Carbon;
- 2020: Moët & Chandon, per un breve ritorno;
- 2021-2024: Ferrari Trento;
- dal 2025: Moët & Chandon.
Le fonti non coincidono sugli anni esatti del primo contratto di Moët (c’è chi indica il 1966, chi il 1950-1999): la sostanza è che per decenni il brindisi della F1 è stato il suo.
Come è nato lo spruzzo
Nel 1950, dopo il Gran Premio di Francia a Reims-Gueux, Moët & Chandon offrì una bottiglia a Fangio: da lì il brindisi sul podio. Lo spruzzo è arrivato più tardi e quasi per caso. Nel 1966, a Le Mans, il tappo di una bottiglia saltò da solo; nel 1967 Dan Gurney, vincitore con A.J. Foyt su Ford GT40, scosse la bottiglia di Moët e la spruzzò su Henry Ford II, Carroll Shelby e chiunque gli fosse intorno. Lo ha raccontato lui stesso: fu un gesto spontaneo, senza l’idea di fondare una tradizione.
Perché vale per uno sponsor
Lo champagne sul podio è un caso di scuola di collocazione di marca: il prodotto compare nel momento di massima emozione, in mano al vincitore, e la scena viene ripresa e condivisa in tutto il mondo. Per una maison di lusso il valore sta nell’associazione tra la vittoria e il brindisi: il marchio non si limita a stare accanto all’emozione, la rende riconoscibile. Con LVMH, poi, l’accordo non riguarda solo il podio: la stessa partnership decennale ha portato Moët & Chandon a legare il proprio nome a un intero Gran Premio.
Chi vuole capire come un gruppo del lusso entra in F1 può leggere la storia della sponsorizzazione di Louis Vuitton in Formula 1, che appartiene allo stesso universo di marca.
Altri sport, altri rituali
Ogni sport ha il suo. Alla 500 Miglia di Indianapolis il vincitore beve latte: la tradizione risale al 1936, quando Louis Meyer, dopo la sua terza vittoria, chiese del latticello e un dirigente della Milk Foundation vide la foto sul giornale. Nel football americano la doccia di Gatorade nasce nel 1984, quando Jim Burt dei New York Giants rovesciò una tinozza sul suo allenatore Bill Parcells. In MotoGP il podio è celebrato con il Prosecco: il Consorzio Prosecco DOC è fornitore ufficiale dei festeggiamenti dal 2019. Cambiano le bevande, resta il meccanismo: un gesto collettivo e riconoscibile, che il marchio può far suo.
Il limite: alcol e mercati
Il rito ha un confine. Nei Gran Premi dei Paesi dove l’alcol è vietato (Arabia Saudita, Bahrein, Qatar, Emirati) la F1 sostituisce lo champagne con una bevanda analcolica. Per chi sponsorizza, il tema non è marginale: la presenza di bevande alcoliche nel motorsport ha una storia di regole e dibattiti che raccontiamo in pubblicità dell’alcol in F1: tra sport, marketing ed etica e in Drink and Drive: perché tante marche di alcolici sponsorizzano il motorsport. Se stai valutando l’ingresso in F1, le soglie di budget sono nella guida al costo della sponsorizzazione in Formula 1.
RTR Sports Marketing costruisce sponsorizzazioni nel motorsport dal 1995.
Fonti: Formula 1, Moët & Chandon torna champagne ufficiale; Autosport, come lo spruzzo è diventato una tradizione; The Gentleman’s Journal, Moët & Chandon e la F1; Falstaff, il ritorno di Moët & Chandon; Motor Sport Magazine, Gurney e il primo spruzzo; 24 Ore di Le Mans, la tradizione dello spruzzo; MotoGP.com, Prosecco DOC e MotoGP; NBC Washington, il latte alla Indy 500; Wikipedia, la doccia di Gatorade.
Domande frequenti
Che champagne usa la Formula 1 sul podio?
Dal 2025 Moët & Chandon, champagne ufficiale della F1 con un accordo decennale tra la F1 e LVMH. Dal 2021 al 2024 il fornitore era Ferrari Trento.
Chi ha iniziato a spruzzare champagne sul podio?
Dan Gurney, alla 24 Ore di Le Mans del 1967, dopo la vittoria con A.J. Foyt su Ford GT40. Il brindisi sul podio di F1 risale invece al 1950, con una bottiglia di Moët offerta a Fangio.
Perché in alcuni Gran Premi non si spruzza champagne?
Nei Paesi dove l’alcol è vietato, come Arabia Saudita, Bahrein, Qatar ed Emirati, la F1 usa una bevanda analcolica.
Che cosa si beve sul podio della MotoGP?
Il Prosecco: il Consorzio Prosecco DOC è fornitore ufficiale dei festeggiamenti sul podio dal 2019.
Perché lo champagne sul podio è un buon investimento per un marchio?
Perché il prodotto compare nel momento di massima emozione, in mano al vincitore, davanti a un pubblico mondiale: l’associazione tra vittoria e marchio è immediata.