In Formula 1, Formula1

Ronnie Peterson, il SuperSwede

Ronnie Peterson è stato un pilota svedese di Formula 1; è considerato uno dei piloti più veloci di tutti i tempi. Nato il 14 febbraio 1944 a Örebro, in Svezia, Peterson ha iniziato la sua carriera agonistica alla fine degli anni ’60 e ha rapidamente scalato le classifiche fino a diventare uno dei piloti di maggior successo nella storia della Formula 1.

Peterson ha sviluppato l’amore per la velocità e la competizione fin da giovane: ha iniziato a correre con i go-kart da adolescente e ha subito dimostrato un talento naturale per questo sport vincendo il campionato svedese nel 1963 e nel 1964.

Ronnie Peterson

La carriera professionale nelle corse

La carriera agonistica professionale di Peterson è iniziata nel 1968, quando si è iscritto al campionato di Formula 3. Quell’anno vinse la sua prima gara e ne vinse altre negli anni successivi, affermandosi come una stella nascente nel mondo del motorsport. È stato incoronato campione svedese di F3 nel 1968 e nel 1969.

Nel 1970, Peterson fece il suo debutto in Formula 1, guidando per il team March. Nell’anno successivo, ha ottenuto cinque podi e si è classificato secondo nel campionato di F1, diventando anche campione europeo di F2.

Dopo un 1972 piuttosto piatto, che vide Peterson salire solo una volta sul podio con la March, nel 1973 passò al team Lotus, di cui divenne uno dei piloti di maggior successo.
Si è classificato terzo nella sua prima gara, il Gran Premio di Monaco, e ha vinto la sua prima gara più tardi nella stessa stagione in Francia chiudendo il campionato di F1 interza posizione.

Ronnie Peterson

Un casco iconico

Il casco di Ronnie Peterson era caratteristico e facilmente riconoscibile. Indossava un elmetto blu brillante con una grande striscia gialla che andava dalla parte anteriore a quella posteriore. Il casco riportava anche la bandiera svedese sui lati, con il nome di Peterson scritto in lettere bianche. Il design del casco di Peterson era semplice ma accattivante, e divenne uno dei caschi più iconici della storia della Formula 1. Molti appassionati di corse ricordano e riconoscono il design del casco di Peterson ancora oggi, 45 anni dopo la sua prematura scomparsa.

Ronnie Peterson: il corridore, l’uomo.

Peterson era noto per la sua personalità amichevole e per i buoni rapporti con i suoi compagni di squadra, tra cui Colin Chapman, il fondatore della Lotus.
Chapman rimase impressionato dall’abilità e dalla dedizione di Peterson e lo considerò uno dei suoi piloti preferiti. Peterson era noto per il suo stile di guida aggressivo e per la capacità di spingere la sua auto al limite. Era anche una figura popolare tra i tifosi e i suoi colleghi piloti, che ammiravano la sua abilità e sportività.

Tuttavia, la carriera di Peterson non è stata priva di sfide. Nel corso della sua carriera è stato coinvolto in diversi incidenti. In particolare, la Lotus guidata da Peterson era nota per essere veloce ma anche difficile da gestire e potenzialmente pericolosa. Nonostante ciò, Peterson ha continuato a spingere se stesso e la sua auto al limite, guadagnandosi l’ammirazione dei suoi fan e dei suoi colleghi piloti.

Nel complesso, Ronnie Peterson è stato un pilota talentuoso e amato, che ha lasciato un’eredità duratura nel mondo del motorsport. La sua velocità, la sua abilità e la sua sportività continuano a ispirare e a influenzare nuove generazioni di appassionati e di piloti.

Ronnie Peterson

Il SuperSwede

Nonostante il successo, Peterson non ha mai vinto il campionato mondiale di Formula 1. Tuttavia, molti fan ed esperti lo considerano uno dei più grandi piloti della sua generazione, e alcuni ritengono addirittura che sia stato il pilota più veloce di sempre a gareggiare in Formula 1. La sua velocità, abilità e sportività continuano a ispirare nuove generazioni di piloti e di fan.

Monza 1978, la fine di tutto.

Purtroppo, la vita di Peterson fu stroncata da un tragico incidente durante il Gran Premio d’Italia del 1978. Alla partenza della gara, la sua auto è stata coinvolta in un tamponamento e ha preso fuoco.
Peterson è sopravvissuto all’incidente ma ha riportato numerose fratture agli arti inferiori e ustioni, ed è stato trasportato all’ospedale Niguarda dove i chirurghi sono intervenuti per stabilizzarle; purtroppo, durante la notte le sue condizioni sono peggiorate ed è morto per una complicazione, l’embolia grassa.
All’indomani dell’incidente, sono state sollevate anche preoccupazioni sulla sicurezza del circuito di Monza e delle gare di Formula 1 in generale. L’incidente ha indotto a rivedere le procedure di sicurezza e ha portato a migliorare la progettazione dei binari e le norme di sicurezza negli anni successivi. Nonostante questi cambiamenti, tuttavia, il ricordo di Peterson e del tragico incidente che gli è costato la vita rimane un monito che ci ricorda i rischi e i pericoli che si corrono negli sport motoristici. L’incidente è stato una tragica perdita per il mondo del motorsport e ha lasciato i fan e i colleghi piloti in lutto per la scomparsa di uno dei più grandi talenti di questo sport.

“Il film “Superswede

Se volete saperne di più su Peterson potete guardare questo grande film, “Superswede” è un film documentario sulla vita e la carriera di Ronnie Peterson, uscito nel 2017. Il film è stato diretto da Henrik Jansson-Schweizer e presenta interviste con diverse personalità del mondo del motorsport, tra cui colleghi piloti, proprietari di squadre e familiari di Peterson.

Il film ripercorre i primi anni di vita di Peterson e la sua ascesa alla ribalta nel mondo del motorsport, compresi i suoi successi nelle formule inferiori e il suo ingresso in Formula 1. Inoltre, approfondisce la vita personale di Peterson, compresi i suoi rapporti con la famiglia e gli amici, e il suo amore per le attività all’aria aperta come la pesca e lo sci.

Uno dei temi chiave del film è l’eredità duratura di Peterson come uno dei più grandi piloti della storia della Formula 1. Il film celebra il suo talento, la sua dedizione e il suo spirito competitivo e mostra alcuni dei suoi momenti più memorabili in pista, tra cui la drammatica vittoria al Gran Premio d’Austria del 1978.

Tuttavia, il film tocca anche alcune delle sfide e delle tragedie che Peterson ha affrontato durante la sua carriera, tra cui le lotte contro gli infortuni e l’incidente di Monza che alla fine gli è costato la vita. Il film utilizza filmati d’archivio e interviste con coloro che conoscevano meglio Peterson per fornire un ritratto sfumato e coinvolgente di questo leggendario pilota.

Nel complesso, “Superswede” è un tributo potente e commovente a una delle figure più amate e rispettate nella storia del motorsport. Il film celebra i successi di Peterson sia in pista che fuori e offre uno sguardo affascinante sulla vita e l’eredità di questo straordinario atleta.

Mi è piaciuto anche questo articolo di Autosport che potete trovare qui https://www.youtube.com/watch?v=MCcC4-vPdkc&ab_channel=Autosport

 


Pictures, top to bottom

- Gillfoto, Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0, https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0, Ronnie Peterson March BH
- Gillfoto,Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0, https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/
- Martin Lee, Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0, https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0, Ronnie Peterson - Lotus 79 - 1978 Dutch Grand Prix,
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Riccardo Tafà
Riccardo Tafà
Riccardo nasce a Giulianova, si laurea in legge all’Università di Bologna e decide di fare altro, dopo un passaggio all’ ISFORP (istituto formazione relazioni pubbliche) di Milano si sposta in Inghilterra. Inizia la sua carriera lavorativa a Londra nelle PR, prima da MSP Communication e poi da Counsel Limited. Successivamente, seguendo la sua insana passione per lo sport, si trasferisce da SDC di Jean Paul Libert ed inizia a lavorare nelle due e nelle 4 ruote, siamo al 1991/1992. Segue un breve passaggio a Monaco, dove affianca il titolare di Pro COM, agenzia di sports marketing fondata da Nelson Piquet. Rientra in Italia e inizia ad operare in prima persona come RTR, prima studio di consulenza e poi società di marketing sportivo. 
Nel lontanissimo 2001 RTR vince il premio ESCA per la realizzazione del miglior progetto di MKTG sportivo in Italia nell’anno 2000. RTR tra l’altro ottiene il maggior punteggio tra tutte le categorie e rappresenta L’Italia nel Contest Europeo Esca. Da quel momento, RTR non parteciperà più ad altri premi nazionali o internazionali. Nel corso degli anni si toglie alcune soddisfazioni e ingoia un sacco di rospi. Ma è ancora qua, scrive in maniera disincantata e semplice, con l’obiettivo di dare consigli pratici (non richiesti) e spunti di riflessione.
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