Le auto di Formula 1 sono responsabili di circa l’1% dell’impronta di carbonio del campionato: la parte più grande viene dai viaggi (39%) e dalla logistica (33%). Nel 2025 la F1 ha dichiarato 148.805 tonnellate di CO2 equivalente, il 35% in meno rispetto al 2018 e il 12% in meno rispetto al 2024, e punta alle emissioni nette zero nel 2030. Ma il dato ufficiale non include i viaggi dei tifosi, che secondo stime esterne pesano molto di più.
Aggiornato a ottobre 2026.
Quando si parla di impatto ambientale della Formula 1, l’immagine che torna è sempre la stessa: monoposto che bruciano carburante a ritmo forsennato. È un’immagine efficace e in gran parte sbagliata, e il modo migliore per accorgersene è guardare dove finiscono davvero le emissioni. Questo articolo prende i quattro miti più diffusi e li confronta con i numeri del rapporto di sostenibilità pubblicato dalla F1 nel giugno 2026, che riguarda la stagione 2025, senza nascondere ciò che quei numeri non dicono.
Mito 1: sono le auto a inquinare di più
Non lo sono. Nel 2025 le unità di potenza (i motori) valgono circa l’1% dell’impronta di carbonio del campionato. Il resto, per fonte, è questo:
- viaggi di lavoro: 39%;
- logistica: 33%;
- operazioni degli eventi: 14%;
- fabbriche e strutture: 14%;
- unità di potenza: 1%.
Logistica e viaggi, insieme, valgono quindi circa tre quarti del totale: ciò che pesa è spostare ogni anno persone, attrezzature e strutture televisive per tutti i Gran Premi del calendario. Il totale del 2025 è di 148.805 tonnellate di CO2 equivalente, contro le 168.720 del 2024.
Mito 2: la F1 non sta facendo nulla per ridurre l’impatto
I numeri dicono altro. Rispetto alla base del 2018 l’impronta è scesa del 35% e il rapporto attribuisce quasi 80.000 tonnellate di CO2 evitate in otto anni alla riduzione delle emissioni nelle diverse funzioni dello sport. Le emissioni dei viaggi sono scese del 27%, quelle della logistica del 29% (il 21% in meno rispetto al 2024), quelle di fabbriche e strutture del 64%. Tra le misure del 2025: l’investimento raddoppiato in carburante sostenibile per l’aviazione, il primo investimento in carburante marittimo sostenibile, l’olio vegetale idrotrattato (HVO) e il solare negli eventi europei, i camion elettrici e a biocarburante, gli hub regionali per l’attrezzatura e il calendario riorganizzato per ridurre gli spostamenti. Entro il 2030 la F1 prevede di togliere dall’aereo più della metà del trasporto delle attrezzature televisive e dei carichi collegati.
Mito 3: la F1 non serve all’innovazione sostenibile
Dal 2014 le monoposto sono ibride e, dal 2026, il regolamento dei motori va oltre. Le nuove unità di potenza usano carburanti sostenibili avanzati, con il carbonio che viene da fonti non alimentari, da rifiuti urbani o dall’atmosfera e non da nuovo petrolio, e l’energia elettrica raggiunge circa il 50% della potenza: il MGU-K triplica a circa 350 kW, il MGU-H è eliminato e la quantità di carburante per Gran Premio scende a 70 kg, contro i 100 del 2020 e i 160 del 2013. La F1 parla di emissioni di CO2 allo scarico nette pari a zero: va precisato che l’espressione riguarda lo scarico, non l’intero ciclo di vita.
Mito 4: basterebbe passare tutto all’elettrico
La domanda confonde due scopi diversi. La Formula E nasce per far avanzare i veicoli elettrici; la F1 per spingere al limite la tecnologia dell’automobile, e oggi lo fa su carburanti sostenibili e su motori più efficienti, un terreno in cui i progressi possono arrivare anche sui motori a combustione ancora in circolazione. Come la sostenibilità sta cambiando le sponsorizzazioni di F1 e MotoGP lo raccontiamo in F1, MotoGP e la rivoluzione verde.
Quello che i dati ufficiali non dicono
Un conto onesto deve includere il limite del rapporto: l’impronta dichiarata dalla F1 riguarda le operazioni del campionato e non i viaggi di chi assiste ai Gran Premi. Una stima di Greenly, società di contabilità del carbonio, calcola che gli spostamenti degli spettatori nel solo 2023 abbiano prodotto circa 655.600 tonnellate di CO2 equivalente, quasi quattro volte l’impronta operativa dichiarata, e che l’impronta complessiva sarebbe di circa 1,04 milioni di tonnellate, sei volte il dato ufficiale. Si tratta di una stima di un soggetto terzo, non di una misura della F1, e va letta come ordine di grandezza. Ma segnala dove si gioca davvero la partita: nei trasporti, non sul rettilineo.
Che cosa significa per uno sponsor
Per chi sponsorizza, i numeri contano perché le dichiarazioni sulla sostenibilità vanno sostenute da dati: collegare un marchio a una F1 che riduce davvero l’impronta è un vantaggio, associarlo a slogan generici è un rischio di reputazione. Chi sta valutando di entrare trova le soglie nella guida al costo della sponsorizzazione in Formula 1.
RTR Sports Marketing costruisce sponsorizzazioni nel motorsport dal 1995.
Fonti: Autosport, il rapporto F1 2026 sulle emissioni; Statista, l’impronta di carbonio della F1 nel 2025; Air Cargo Week, la F1 riduce l’impronta con la logistica sostenibile; IANS, F1 verso il net zero 2030; Formula 1, il regolamento dei motori 2026; Greenly, l’impronta reale della F1; ESG Dive, il rapporto sulle emissioni 2022.
Domande frequenti
Quanto inquina la Formula 1?
Nel 2025 la F1 ha dichiarato 148.805 tonnellate di CO2 equivalente, il 35% in meno rispetto al 2018. Le unità di potenza valgono circa l’1%; il resto viene da viaggi (39%), logistica (33%), operazioni degli eventi (14%) e fabbriche (14%).
Le auto di F1 sono la principale fonte di emissioni?
No. Le unità di potenza pesano circa l’1% dell’impronta di carbonio del campionato; pesano molto di più i viaggi e la logistica.
La Formula 1 punta davvero a emissioni zero?
L’obiettivo dichiarato è il net zero entro il 2030, con una riduzione assoluta del 50%. Dal 2026 i motori usano carburanti sostenibili avanzati, e l’espressione «zero emissioni nette» riguarda lo scarico, non l’intero ciclo di vita.
Cosa cambia nei motori di F1 dal 2026?
Carburanti sostenibili avanzati, circa il 50% della potenza elettrica, MGU-H eliminato e 70 kg di carburante per Gran Premio (contro 100 nel 2020 e 160 nel 2013).
Il dato ufficiale comprende i viaggi dei tifosi?
No. L’impronta dichiarata riguarda le operazioni del campionato. Una stima di Greenly indica che i viaggi degli spettatori peserebbero molto di più: è una stima di terzi, non una misura della F1.