Domenica 19 luglio 2026, Ardenne belghe. Kimi Antonelli taglia il traguardo del Gran Premio del Belgio davanti a Charles Leclerc e Max Verstappen: è la sesta vittoria della sua stagione e il diciannovenne della Mercedes allunga in testa al mondiale. Intorno a lui, sulle colline che circondano Spa-Francorchamps, c’è una folla che negli ultimi anni ha continuato a battere record: dopo i 389.000 spettatori del 2025, secondo i dati diffusi dopo la gara il weekend del 2026 ha toccato per la prima volta quota 400.000.
Spa è uno di quei posti in cui la Formula 1 sembra ricordarsi da dove viene. È il circuito più lungo del calendario, il più imprevedibile per il meteo, quello con le curve che i piloti nominano con un rispetto quasi religioso. E, dal 2026, è anche un Gran Premio che non è più garantito ogni anno.
In questo articolo raccontiamo il circuito, la sua storia e le sue leggende, ma anche quello che Spa rappresenta oggi per chi guarda alla sponsorizzazione in Formula 1 con occhi da marketing.
Il circuito in numeri
Il Circuit de Spa-Francorchamps si trova nella provincia di Liegi, tra i comuni di Stavelot (di cui fa parte il villaggio di Francorchamps) e Malmedy. Il tracciato attuale misura 7,004 chilometri e conta 19 curve: nessun altro circuito del mondiale è più lungo. Il record sul giro in gara appartiene a Sergio Pérez, che nel 2024 ha girato in 1’44″701 con la Red Bull.
Il disegno alterna tratti velocissimi, come il lungo rettilineo del Kemmel e la piega di Blanchimont, a curve lente come La Source, subito dopo la partenza. Le squadre devono quindi scegliere un compromesso difficile tra carico aerodinamico, utile nel tratto centrale più guidato, e velocità di punta, decisiva nei rettilinei. Il dislivello è notevole e la pista sale e scende seguendo la forma delle colline, cosa sempre più rara nei circuiti moderni.
Un secolo di storia, dalle strade pubbliche alla pista
Il primo circuito di Spa nasce nel 1921 su strade pubbliche che collegavano Francorchamps, Malmedy e Stavelot: un triangolo di quasi 15 chilometri. Il primo Gran Premio si corre nel 1925, e il Belgio entra nel calendario del campionato del mondo di Formula 1 già nel 1950, la stagione d’esordio.
Per decenni Spa resta una pista velocissima e pericolosa. Nel 1979 viene ridisegnata e accorciata da circa 14 a poco meno di 7 chilometri, diventando un circuito permanente. La Formula 1 ci torna nel 1983, corre ancora una volta a Zolder nel 1984 e dal 1985 il Gran Premio del Belgio, quando si corre, si disputa sempre e solo qui.
Eau Rouge, Raidillon e le curve che fanno la leggenda
Il nome più famoso di Spa è Eau Rouge, anche se quello che i tifosi chiamano così è in realtà una sequenza: la piega a sinistra sul fondo della discesa, che prende il nome dal ruscello, e la salita ripida che segue, il Raidillon. Affrontarla in pieno con una Formula 1 è uno dei gesti che separano chi ha coraggio da chi ne ha un po’ meno, e per questo è diventata un simbolo.
Ma Spa è fatta anche di Pouhon, una doppia curva a sinistra velocissima, di Blanchimont, di La Source, dove si decidono tanti sorpassi alla prima curva. Ed è fatta di un clima che non perdona: il circuito è così lungo che può piovere in un settore e splendere il sole in un altro. Il caso più estremo è il 2021, quando la pioggia ha impedito di correre davvero: la gara si è chiusa dopo pochi giri dietro la safety car, con la metà dei punti assegnati. È rimasto il Gran Premio più corto della storia.
I re di Spa
Michael Schumacher è il pilota che ha vinto di più a Spa: sei volte, tra il 1992 e il 2002. Qui aveva anche debuttato in Formula 1, nel 1991, con la Jordan, e qui aveva colto la sua prima vittoria l’anno dopo con la Benetton. Dietro di lui ci sono Ayrton Senna, che ha vinto cinque volte, di cui quattro consecutive dal 1988 al 1991, e Lewis Hamilton, anche lui a quota cinque.
Le stagioni più recenti hanno aggiunto nuovi nomi: Oscar Piastri ha vinto con la McLaren nel 2025, Kimi Antonelli con la Mercedes nel 2026. Per un pubblico italiano, quest’ultima vittoria ha un sapore particolare, e ne abbiamo raccontato il valore per i marchi nella nostra analisi sulla finestra italiana aperta da Antonelli.
La sicurezza: il prezzo della velocità
La storia di Spa ha anche pagine dolorose. Nel 2019 Anthoine Hubert perse la vita in Formula 2 in un incidente al Raidillon. Dopo quell’episodio e altri incidenti gravi nella stessa zona, il circuito ha avviato un piano di rinnovamento da circa 80 milioni di euro: prima della stagione 2022 sono tornate le vie di fuga in ghiaia a La Source, Raidillon, Blanchimont, Les Combes e Stavelot, la via di fuga del Raidillon è stata ampliata e sono state costruite nuove tribune, comprese quelle che oggi dominano proprio la salita più famosa. La sicurezza resta comunque un tema aperto: nel 2023, sotto la pioggia, un altro giovane pilota, Dilano van ‘t Hoff, è morto in una gara della Formula Regional europea.
È un equilibrio difficile, quello tra preservare il carattere di una pista storica e renderla adatta alle velocità di oggi. Spa ci prova da anni, ed è anche per questo che continua a stare nel calendario.
Oltre la Formula 1: la casa dell’endurance
Spa non vive solo del Gran Premio. È una delle piste più importanti al mondo per le corse di durata: ospita la 24 Ore di Spa, la classica per vetture GT che dal 2023 porta il nome di CrowdStrike come title sponsor, e una tappa del mondiale endurance WEC. Per molti marchi, l’endurance è un modo diverso di entrare in questo circuito: weekend lunghi, paddock più accessibile, un pubblico di appassionati molto competente.
Cosa significa Spa per chi sponsorizza
Dal punto di vista commerciale, il dato più importante degli ultimi anni è il nuovo contratto con Formula 1. Annunciato nel gennaio 2025, prolunga la presenza del Gran Premio del Belgio fino al 2031, ma con una formula a rotazione: Spa ospita la Formula 1 nel 2026, 2027, 2029 e 2031, mentre nel 2028 e nel 2030 il suo posto andrà al Circuit de Barcelona-Catalunya, che con un accordo annunciato nel febbraio 2026 si alterna con Spa fino al 2032. È il primo accordo di questo tipo nella storia del campionato.
Per un’azienda questo ha due conseguenze. La prima è la scarsità: un Gran Premio che non c’è tutti gli anni diventa un’occasione da pianificare con anticipo, soprattutto per chi vuole usarlo come evento di relazione con i clienti europei. La seconda è il pubblico. Il weekend di Spa richiama ogni anno centinaia di migliaia di persone, con una presenza fortissima di tifosi olandesi arrivati per Verstappen. È uno dei pochi eventi del calendario in cui la Formula 1 incontra un pubblico europeo così numeroso e così vicino.
Per chi pensa all’hospitality, Spa ha poi un vantaggio pratico: si raggiunge facilmente da Belgio, Paesi Bassi, Germania, Francia e Lussemburgo, cioè da alcuni dei mercati più importanti per le aziende europee. Se state ragionando su quando e dove investire, il calendario di Formula 1 del 2026 è il punto di partenza per capire quali appuntamenti si adattano meglio ai vostri obiettivi.
Spa, alla fine, è la dimostrazione che nello sport più moderno del mondo conta ancora la storia. Le piste nuove possono offrire più comfort, più spettacolo, più grandi schermi. Ma poche possono offrire quello che si prova quando le macchine scendono verso l’Eau Rouge e risalgono il Raidillon. E chi sponsorizza, lo sa, compra anche questo.
Domande frequenti sul circuito di Spa-Francorchamps
Quanto è lungo il circuito di Spa-Francorchamps?
Il tracciato attuale misura 7,004 chilometri e ha 19 curve: è il circuito più lungo del calendario di Formula 1. Il record sul giro in gara è di Sergio Pérez, 1’44″701 con la Red Bull nel 2024.
Dove si trova Spa-Francorchamps?
In Belgio, nella regione delle Ardenne, in provincia di Liegi, tra i comuni di Stavelot (di cui fa parte il villaggio di Francorchamps) e Malmedy. È raggiungibile facilmente da Paesi Bassi, Germania, Francia e Lussemburgo.
Chi ha vinto di più a Spa?
Michael Schumacher, con sei vittorie tra il 1992 e il 2002. Seguono Ayrton Senna e Lewis Hamilton con cinque successi ciascuno. Nel 2025 ha vinto Oscar Piastri con la McLaren, nel 2026 Kimi Antonelli con la Mercedes.
Che cos'è l'Eau Rouge?
È la curva più famosa di Spa: tecnicamente la piega a sinistra sul fondo della discesa, che prende il nome dal ruscello, seguita dalla ripida salita del Raidillon. Insieme formano una sequenza velocissima e in forte salita, diventata il simbolo del circuito.
Il Gran Premio del Belgio si correrà ogni anno?
No. Il contratto annunciato nel gennaio 2025 porta Spa fino al 2031 con una formula a rotazione: il Gran Premio si corre nel 2026, 2027, 2029 e 2031, mentre nel 2028 e nel 2030 il posto in calendario andrà al Circuit de Barcelona-Catalunya.
Quali altre gare si corrono a Spa-Francorchamps?
Oltre alla Formula 1, Spa ospita la 24 Ore di Spa per vetture GT, che dal 2023 ha CrowdStrike come title sponsor, e una tappa del mondiale endurance WEC, oltre a numerose altre categorie nazionali e internazionali.