Le case automobilistiche tornano nel WEC perché la classe Hypercar, con i regolamenti LMH e LMDh e il Balance of Performance, permette di correre per vincere la 24 Ore di Le Mans con costi e rischi più contenuti, provando sulla pista tecnologie che poi arrivano sulle auto di serie. Nel 2026 in classe Hypercar corrono otto costruttori (Alpine, Aston Martin, BMW, Cadillac, Ferrari, Genesis, Peugeot e Toyota) e nel 2027 arriveranno anche Ford e McLaren.
Aggiornato a settembre 2026.
Il WEC, il Campionato del Mondo Endurance della FIA, è la serie che più di ogni altra ha riportato le grandi marche sulle piste di durata. Il quadro è più mosso di quando abbiamo scritto questo articolo nel 2023: alcuni marchi sono arrivati, uno (Porsche) ha lasciato la classe regina, altri arrivano. Capire perché le case tornano, e perché a volte se ne vanno, è il modo migliore per valutare cosa offre oggi il WEC a chi sponsorizza.
Perché i costruttori scelgono il WEC: la risposta breve
Per due ragioni che il marketing sportivo conosce bene. La prima è la rilevanza stradale: le auto da corsa sono prototipi con soluzioni che possono finire su quelle di serie, e una gara di 24 ore è un banco di prova di affidabilità estremo. La seconda è la visibilità: con eventi in più continenti, il WEC offre una vetrina globale a marchi la cui attività centrale è proprio l’automobile. E a differenza di un Gran Premio di due ore, la 24 Ore premia chi è veloce e insieme affidabile.
Hypercar: LMH e LMDh spiegati
Dal 2021 la Hypercar è la classe regina del WEC e della 24 Ore di Le Mans, con due tipi di auto ammesse: le Le Mans Hypercar (LMH) e le Le Mans Daytona h (LMDh), queste ultime dal 2022. Le LMH lasciano ai costruttori una grande libertà di progetto, compresa la possibilità di montare un sistema ibrido sull’asse anteriore: sono auto pensate quasi da zero, come quelle di Toyota, Ferrari e Peugeot.
Le LMDh sono la porta d’ingresso più economica. Il telaio di base viene fornito da uno di quattro costruttori (Dallara, Multimatic, Ligier e Oreca) e il sistema ibrido è identico per tutti, con la trasmissione di Xtrac, il motore-generatore di Bosch e le batterie di Williams Advanced Engineering. Il costruttore mette il motore a combustione e la carrozzeria, cioè l’identità del marchio. È la formula scelta, tra gli altri, da Cadillac, BMW e Alpine.
Per far competere sullo stesso piano auto così diverse si usa il Balance of Performance (BoP), un insieme di correzioni tecniche, soprattutto su peso e potenza, che punta a livellare le prestazioni tra le due piattaforme. Per i costruttori significa una cosa semplice: si può vincere senza dover spendere più di tutti.
Chi c’è nel 2026 e chi arriva nel 2027
Nel 2026 la classe Hypercar schiera otto costruttori: Alpine, Aston Martin, BMW, Cadillac, Ferrari, Genesis, Peugeot e Toyota. La novità è Genesis, il marchio di lusso del gruppo Hyundai, al debutto con la GMR-001. Non c’è più invece Porsche, che ha lasciato la classe Hypercar: Porsche Penske Motorsport e Proton si sono ritirati e la Casa tedesca resta nel WEC solo in classe LMGT3 con team clienti.
Il movimento continua. Nel 2027 sono attese due nuove LMDh: quella di Ford, con telaio Oreca e un V8, e quella di McLaren, con telaio Dallara e un V6 biturbo da 3,0 litri, la MCL-HY. Il quadro è un buon promemoria per chi sponsorizza: le griglie dei campionati cambiano, e il valore di un accordo dipende anche dal numero e dalla qualità dei costruttori presenti. Per un quadro dei costi, trovi i dettagli nella nostra guida alla sponsorizzazione del WEC.
Dalla pista alla strada: cosa ha inventato l’endurance
Il WEC è da sempre un laboratorio. I freni a disco, per esempio, si affermarono a Le Mans nel 1953, quando la Jaguar C-Type vinse correndo con freni a disco e spinse il settore a montarli anche sulle auto di serie. Lo stesso vale per i tergicristalli, per i fari a LED e per i sistemi ibridi, che sono stati sviluppati o affinati in gara prima di arrivare sulle auto di tutti i giorni. Per questo i costruttori usano la pista per comunicare innovazione, un racconto che si intreccia con quello della transizione sostenibile, di cui parliamo nel nostro articolo su sostenibilità e sponsorizzazioni nel motorsport.
Le Mans 2026: la vetrina del WEC
La 24 Ore di Le Mans 2026, il 13 e 14 giugno, ha mostrato cosa cerca un costruttore: la Toyota numero 7 di Kamui Kobayashi, Mike Conway e Nyck de Vries ha vinto davanti alla BMW numero 20 con un margine di circa dieci secondi, dopo 48 cambi di leader e 5.190 km. Per Toyota è la sesta vittoria, come Bentley. I presenti sul circuito sono stati 350.105. Una corsa così combattuta, in cui ogni costruttore è una storia da raccontare, è esattamente il tipo di contesto in cui un marchio può associarsi a competenza e innovazione. Per capire cosa può comprare un brand alla 24 Ore, leggi la nostra guida alla sponsorizzazione alla 24 Ore di Le Mans.
Cosa significa per chi sponsorizza
Il WEC resta meno popolare della Formula 1, ma ha un pubblico globale e un profilo molto adatto a marchi di tecnologia, energia, mobilità e sostenibilità. Lo sponsor non deve aspettarsi il boom mediatico della F1: deve valutare il WEC per quello che è, una piattaforma dove la tecnologia è il racconto, con costruttori che investono sul serio e un calendario internazionale. Se stai confrontando le due strade, la nostra analisi WEC contro F1 mette a confronto le due piattaforme.
RTR Sports Marketing costruisce sponsorizzazioni nel motorsport dal 1995.
Fonti: 24 Ore di Le Mans, l’entry list WEC 2026; Endurance & GT, entry list WEC 2026; Pit De Brief, la griglia Hypercar 2026; 24 Ore di Le Mans, i numeri dell’edizione 2026; Motorsport.com, Ford e McLaren nel WEC 2027; FIA WEC, cosa c’è sulla tua auto sviluppato nell’endurance; Professional Motorsport World, sistema ibrido LMDh; FIA, cos’è il Balance of Performance.
Domande frequenti
Perché le case automobilistiche tornano nel WEC?
Perché la classe Hypercar permette di correre per vincere a Le Mans con costi più contenuti grazie ai regolamenti LMH e LMDh e al Balance of Performance, e perché le 24 ore sono un banco di prova di affidabilità e tecnologia che poi arriva sulle auto di serie. Il WEC offre inoltre una vetrina globale.
Che differenza c'è tra LMH e LMDh?
Le LMH (Le Mans Hypercar) sono progettate quasi da zero dal costruttore, con libertà di architettura. Le LMDh (Le Mans Daytona h) partono da un telaio fornito da Dallara, Multimatic, Ligier o Oreca e da un sistema ibrido uguale per tutti, con motore e carrozzeria scelti dal costruttore: è la via d’accesso più economica.
Quali costruttori corrono nel WEC Hypercar nel 2026?
Otto: Alpine, Aston Martin, BMW, Cadillac, Ferrari, Genesis, Peugeot e Toyota. Genesis è al debutto, mentre Porsche ha lasciato la classe Hypercar e resta nel WEC solo in classe LMGT3 con team clienti.
Chi arriva nel WEC nel 2027?
Ford e McLaren, entrambe con auto LMDh: Ford con telaio Oreca e un motore V8, McLaren con telaio Dallara e un V6 biturbo da 3,0 litri.
Che cos'è il Balance of Performance nel WEC?
È un insieme di correzioni tecniche, soprattutto su peso e potenza, che punta a livellare le prestazioni tra auto di architettura diversa, LMH e LMDh. Permette ai costruttori di competere per vincere senza dover spendere più degli altri.