Sabato 24 ottobre, alle 11:40 ora del Texas, il Circuit of The Americas di Austin cambierà voce. Per venti minuti, sulla pista che in quel weekend appartiene alla Formula 1, gireranno quattro MotoGP, oltre 130 decibel ciascuna, mezz’ora prima della terza sessione di prove libere delle monoposto. Nello stesso weekend il paddock del Motomondiale sarà dall’altra parte del pianeta, a Phillip Island, per il Gran Premio d’Australia. Ad Austin, insomma, la MotoGP ci va da ospite.
Un ospite, però, che pesa. Per la prima volta la MotoGP entra nel weekend di un Gran Premio di Formula 1, quello degli Stati Uniti, davanti a un pubblico che gli organizzatori stimano in oltre 400.000 persone nell’arco dell’evento. Lo ha annunciato la MotoGP il 20 ottobre 2026: in pista Dani Pedrosa, Nicolò Bulega, Andrea Dovizioso e Lorenzo Savadori, nella fan zone le quattro moto in esposizione per tutto il weekend, con squadre e piloti presenti da giovedì a domenica.
Per chi segue le corse da tifoso è una bella vetrina. Per chi le guarda da sponsor, ed è lo sguardo che ci interessa qui, è la prima prova pubblica di un tema che circola da quando Liberty Media ha comprato la MotoGP: che cosa succede quando lo stesso proprietario tiene in mano il Mondiale delle quattro ruote e quello delle due.
Venti minuti ad Austin: cosa succede il 24 ottobre
La MotoGP farà una dimostrazione in pista durante il Gran Premio degli Stati Uniti di Formula 1, sabato 24 ottobre 2026 dalle 11:40 alle 12:00 ora locale, con giri veloci prima delle FP3. È la prima volta che la MotoGP partecipa a un weekend di Gran Premio della Formula 1.
| MotoGP al Gran Premio degli Stati Uniti di F1: la scheda | |
|---|---|
| Evento | Formula 1 MSC Cruises United States Grand Prix 2026, Circuit of The Americas, Austin |
| Dimostrazione | Sabato 24 ottobre 2026, 11:40-12:00 ora locale, prima delle FP3 |
| Piloti | Dani Pedrosa (KTM), Nicolò Bulega (Ducati), Andrea Dovizioso (Yamaha), Lorenzo Savadori (Trackhouse) |
| Fan zone | Le quattro moto esposte per tutto il weekend; squadre e piloti presenti da giovedì a domenica |
| Pubblico atteso | Oltre 400.000 persone nell’arco dell’evento (stima degli organizzatori) |
| Ritorno della MotoGP ad Austin | Gran Premio degli Stati Uniti MotoGP, 23-25 aprile 2027 |
La scelta dei piloti racconta già qualcosa. Pedrosa, tre titoli mondiali fra 125 e 250 e un posto nella Hall of Fame della MotoGP, è la memoria del campionato. Dovizioso e Savadori sono collaudatori. Bulega è il presente: campione del mondo Superbike 2026, nel 2027 correrà in MotoGP con il Pertamina Enduro VR46 Racing Team, e lo ha detto lui stesso: ad Austin tornerà con la MotoGP nel 2027. Le moto, per parte loro, superano i 360 km/h e piegano oltre i 60 gradi. Sono numeri che un pubblico abituato alla Formula 1 conosce per sentito dire. Sabato li vedrà.
Due campionati, un solo proprietario
MotoGP e Formula 1 hanno lo stesso proprietario dal 3 luglio 2025, quando Liberty Media ha completato l’acquisizione dell’84% di Dorna, in un’operazione che valutava il campionato 4,2 miliardi di euro. Da febbraio 2026 Dorna si chiama MotoGP Sports Entertainment Group e oggi è, con la Formula 1, una delle due principali controllate di Liberty Media. I due campionati, però, restano separati: due società, due sedi, due gestioni.
Non è un dettaglio organizzativo, è una scelta dichiarata. Nell’aprile 2024, annunciando l’accordo, l’allora amministratore delegato di Liberty Media Greg Maffei fu esplicito: l’unica cosa che Liberty non avrebbe fatto era gestire MotoGP e Formula 1 insieme, sia per ragioni regolamentari sia per la struttura degli accordi con i partner e le squadre della Formula 1. E aggiunse che le due serie non sarebbero state trattate come un pacchetto da portare insieme sul mercato. Secondo Motorsport.com, che a luglio aveva anticipato il progetto di Austin, ai vertici si è parlato anche di eventi comuni, ma un Gran Premio congiunto fra le due serie non è in programma nel breve periodo.
Austin, quindi, non è una fusione. È un invito a cena, non un matrimonio. Ed è proprio per questo che vale la pena guardarlo da vicino: mostra che cosa Liberty può fare con due campionati che non intende unire.
Perché portare la MotoGP davanti al pubblico della Formula 1
La ragione la dichiara il comunicato stesso della MotoGP: il weekend di Austin è un’occasione unica per portare il campionato dentro uno dei più grandi eventi sportivi degli Stati Uniti, uno dei weekend di motorsport più frequentati al mondo. L’edizione 2025 del Gran Premio di Formula 1 ha registrato il tutto esaurito, con presenze stimate in oltre 400.000 persone, e per il 2026 Bobby Epstein, fondatore del circuito e promotore della gara, ha parlato di vendite in linea con un nuovo record.
La MotoGP corre al Circuit of The Americas dal 2013, e negli Stati Uniti ha ancora margini di crescita che il suo stesso promotore locale riconosce. Epstein, intervistato da Motor Sport Magazine, ha osservato che sui piloti ci sono grandi storie che non vengono raccontate, e che lì sta un potenziale ancora da sbloccare. Venti minuti in pista non bastano a raccontarle, ma portano la MotoGP davanti alle persone giuste: appassionati di motori, già paganti, già sul posto, che la Formula 1 le presta per un pomeriggio. Del piano americano di Liberty, compresa l’ipotesi Miami, abbiamo scritto nel nostro playbook sull’espansione della MotoGP negli Stati Uniti.
C’è poi un dettaglio che rende l’esperimento ripetibile. Fino a oggi, ha spiegato Motorsport.com, la maggior parte delle squadre usava per le apparizioni promozionali moto stradali vestite con i colori della MotoGP. I nuovi accordi quinquennali fra il promotore e i team, firmati nel 2026 per il periodo 2027-2031, prevedono invece, sempre secondo Motorsport.com, l’impegno a mantenere prototipi perfettamente funzionanti da usare proprio in occasioni come questa. Austin, in altre parole, potrebbe essere la prima di una serie. E di certo è il trailer di una data precisa: la MotoGP torna al Circuit of The Americas dal 23 al 25 aprile 2027, come si legge nel calendario MotoGP 2027.
I ponti fra i due paddock esistono già
Anche senza unire i campionati, persone, fornitori e agenzie stanno già passando dalla Formula 1 alla MotoGP. Guenther Steiner, per anni team principal della Haas, ha guidato nel 2025 la cordata che ha rilevato il team Tech3 e ne è diventato amministratore delegato; fra gli investitori c’è Pierre Gasly, che Tech3 presenta come il primo pilota di Formula 1 in attività a investire in una squadra MotoGP. Nel maggio 2026 Ross Brawn, l’uomo di Benetton, Ferrari, Brawn GP e Mercedes, è entrato nel consiglio di amministrazione di Pramac come consulente strategico.
Lo stesso vale per i fornitori. Dal 2027 Pirelli, che fornisce in esclusiva gli pneumatici della Formula 1, sarà fornitore unico anche della MotoGP, con un contratto di cinque anni fino al 2031. E sul fronte commerciale il passaggio più visibile è del 23 giugno 2026, quando la MotoGP ha nominato CAA Sports sua agenzia esclusiva globale per le sponsorizzazioni: è la stessa agenzia che Liberty aveva scelto nel 2017 per i diritti di sponsorizzazione della Formula 1. Che cosa significhi per chi tratta con il campionato lo abbiamo spiegato parlando di MotoGP e CAA Sports.
È difficile non vedere un legame fra questi passaggi e la dimostrazione di Austin. I due paddock restano due mondi, ma manager, fornitori e agenzie cominciano a essere in comune.
Cosa cambia per gli sponsor
Per uno sponsor cambiano tre cose: chi vende, a chi si parla e quando conviene entrare.
Chi vende. Oggi non esiste un pacchetto che compri insieme Formula 1 e MotoGP, e le parole di Maffei rendono improbabile che arrivi sotto forma di campionato unico. Ma una proprietà comune, e una MotoGP che vende i suoi diritti attraverso la stessa agenzia scelta a suo tempo dalla Formula 1, accorciano la distanza fra le due trattative. Un marchio che conosce già il modello della sponsorizzazione in Formula 1 troverà in MotoGP interlocutori che lo hanno costruito, o che lo stanno replicando. Lo abbiamo raccontato analizzando la roadmap MotoGP di Liberty Media, dove Chase Carey, architetto della Formula 1 targata Liberty, siede oggi alla presidenza di MotoGP Sports Entertainment.
A chi si parla. Ad Austin la MotoGP si presenta a un evento che, secondo gli organizzatori, richiama oltre 400.000 persone venute per la Formula 1. Per un brand già presente in MotoGP, un’occasione di questo tipo può essere visibilità in più, davanti a un pubblico che il campionato da solo non avrebbe raggiunto. Per chi valuta di sponsorizzare la MotoGP con ambizioni americane, Austin è un indizio di come Liberty intende far crescere quel mercato: prendendo in prestito la platea della sorella maggiore.
Quando entrare. Nel primo semestre 2026, secondo i conti di Liberty Media, i ricavi da sponsorizzazione della MotoGP sono cresciuti grazie a nuovi sponsor e agli aumenti previsti dai contratti esistenti. È la direzione che la proprietà ha scelto, ed è ragionevole aspettarsi che ogni esperimento riuscito, a cominciare da quello di sabato, la renda più ripida. Per questo, a nostro avviso, chi entra prima compra a prezzi di costruzione. Chi aspetta, a prezzi di mercato.
Un trailer di venti minuti
Bulega l’ha detto con la semplicità dei piloti: speriamo che quei giri mostrino quanto è spettacolare il nostro sport; vogliamo dare ai tifosi un assaggio di quello che li aspetta quando tornerò ad Austin con la MotoGP nel 2027. È la definizione esatta di un trailer.
Resta da capire se, sabato, il pubblico della Formula 1 guarderà le MotoGP come una curiosità fra una sessione e l’altra o come l’inizio di qualcosa. Liberty ha già deciso di non unire i due campionati. Ma non unirli non significa tenerli lontani. E nel marketing sportivo, a volte, la differenza fra un ospite e un parente la fa soltanto il tempo.
Domande frequenti su MotoGP e Formula 1 ad Austin
Quando corre la MotoGP al Gran Premio degli Stati Uniti di Formula 1?
Sabato 24 ottobre 2026, dalle 11:40 alle 12:00 ora locale, sul Circuit of The Americas di Austin, prima della terza sessione di prove libere della Formula 1. È una dimostrazione con giri veloci, non una gara, ed è la prima volta che la MotoGP partecipa a un weekend di Gran Premio di Formula 1.
Quali piloti guidano le MotoGP ad Austin durante il weekend di Formula 1?
Dani Pedrosa su KTM, Nicolò Bulega su Ducati, Andrea Dovizioso su Yamaha e Lorenzo Savadori con il team Trackhouse. Bulega è campione del mondo Superbike 2026 e dal 2027 correrà in MotoGP con il Pertamina Enduro VR46 Racing Team; Dovizioso e Savadori sono collaudatori.
MotoGP e Formula 1 correranno insieme nello stesso weekend in futuro?
Non è previsto un Gran Premio congiunto. Liberty Media, proprietaria di entrambe le serie, ha dichiarato fin dal 2024 che non le gestirà insieme, per ragioni regolamentari e per gli accordi con partner e squadre della Formula 1. Dimostrazioni come quella di Austin potrebbero però ripetersi, perché, secondo Motorsport.com, i nuovi accordi 2027-2031 impegnano i team a mantenere prototipi funzionanti per eventi promozionali.
Chi è il proprietario della MotoGP e della Formula 1?
Liberty Media. Possiede la Formula 1 dal 2017 e dal 3 luglio 2025 controlla l’84% di Dorna, oggi MotoGP Sports Entertainment Group, acquisita con una valutazione di 4,2 miliardi di euro. Formula 1 e MotoGP sono le due principali controllate di Liberty, ma restano società separate, con gestioni distinte.
Quando torna la MotoGP al Circuit of The Americas di Austin?
Dal 23 al 25 aprile 2027, con il Gran Premio degli Stati Uniti. La dimostrazione durante il weekend di Formula 1 dell’ottobre 2026 serve anche a promuovere quella gara davanti al pubblico del Gran Premio di Formula 1, che gli organizzatori stimano in oltre 400.000 persone nell’arco dell’evento.
Cosa cambia per gli sponsor con MotoGP e Formula 1 sotto lo stesso proprietario?
Non esiste un pacchetto unico per le due serie, e Liberty ha detto di non volerle vendere insieme. Ma il proprietario è lo stesso, e dal 23 giugno 2026 le sponsorizzazioni MotoGP passano in esclusiva da CAA Sports, l’agenzia che la Formula 1 aveva scelto nel 2017. Per i brand significa trattative più simili e un campionato che cerca nuovi pubblici anche attraverso la Formula 1.
Foto: Raffaella Gianolla / Mirco Lazzari