Il 1° marzo 2026 Tyler Reddick ha vinto la gara della NASCAR Cup Series al Circuit of the Americas davanti a 3,93 milioni di spettatori su FOX, con Shane van Gisbergen del Trackhouse Racing secondo. Quattro settimane dopo lo stesso circuito di Austin ha ospitato la MotoGP e dal 23 al 25 ottobre ospita la Formula 1: è l’unico impianto presente in tutti e tre i calendari 2026. Quella pista texana è un buon ingresso alla domanda a cui questa guida risponde con i dati: NASCAR vs F1 vs MotoGP, quale sponsorizzazione rende di più a un brand americano? Il confronto passa per cinque dimensioni (copertura televisiva negli Stati Uniti, copertura globale, propensione all’acquisto dei fan, hospitality B2B, costo d’ingresso) e si chiude con una matrice decisionale. La guida è scritta per i CMO statunitensi che hanno già scelto il motorsport e ora devono scegliere la serie. Se quella decisione è ancora aperta, viene prima un’altra domanda: la sponsorizzazione nel motorsport è giusta per il mio brand?
In sintesi
- Miglior copertura TV negli Stati Uniti e massima propensione all’acquisto: NASCAR. La Daytona 500 del 2026 ha fatto una media di 7,49 milioni di spettatori su FOX, la stagione conta 36 gare a punti sulla TV nazionale e più di 7 fan su 10 dichiarano di scegliere quasi sempre o spesso il prodotto di uno sponsor rispetto a quello di un concorrente.
- Miglior copertura globale e associazione con il lusso: F1. Circa 831 milioni di fan nel mondo (Nielsen), 3,9 miliardi di dollari di ricavi nel 2025 (+14%), una partnership decennale con LVMH e tre Gran Premi negli Stati Uniti.
- Miglior accesso al Sud-est asiatico e all’Europa a costi inferiori alla F1: MotoGP. 632 milioni di fan (+12% nel 2025), mercati cuore in Indonesia, Malesia, Thailandia, Giappone, Spagna e Italia, e posizioni premium nei team a partire da circa 500.000 dollari contro una soglia d’ingresso in F1 di circa 1,5 milioni.
- Miglior traiettoria di crescita negli Stati Uniti per chi entra presto: MotoGP. Il seguito negli USA è cresciuto del 37% tra il terzo trimestre 2024 e il terzo trimestre 2025 (Nielsen); Liberty Media possiede la serie da luglio 2025 e ha indicato Miami come opzione «logica» per una seconda gara americana.
- Miglior efficienza di costo per una copertura solo nazionale negli USA: NASCAR. Le posizioni da associate partono da 15.000 dollari a gara, mentre in F1 il minimo è di circa 1,5 milioni a stagione per tre gare americane invece di 36.
- Miglior portafoglio per un brand americano con ambizioni internazionali: NASCAR + MotoGP. La NASCAR copre il mercato di massa statunitense, la MotoGP copre Sud-est asiatico ed Europa meridionale a prezzi inferiori alla F1 e negli Stati Uniti entrambe le serie sono sulle piattaforme di FOX Sports.
Il ROI di NASCAR, F1 e MotoGP a colpo d’occhio: il confronto tra le tre serie
La risposta onesta alla domanda sul ROI delle sponsorizzazioni NASCAR vs F1 vs MotoGP è che dipende da dove vivono i vostri clienti. La NASCAR è padrona del salotto americano. La F1 vende prestigio globale a un prezzo globale. La MotoGP compra profondità in mercati che le altre due sfiorano appena, con un biglietto più basso. Per un brand americano con mire globali, quindi, la domanda giusta non è «quale serie è più grande», ma «quale pubblico ci serve e in quali Paesi». La stessa logica decide il confronto tra MotoGP e F1 per i brand statunitensi con obiettivi internazionali.
La tabella valuta le tre serie sulle cinque dimensioni su cui un CMO americano mette davvero la firma. I dati sul pubblico sono documentati nelle sezioni che seguono; costi e hospitality sono stime indicative di RTR, non listini pubblicati, e vanno letti come ordini di grandezza.
| Dimensione del ROI | NASCAR | F1 | MotoGP | La migliore per i brand USA |
| Copertura TV negli Stati Uniti | Daytona 500: media di 7,49 mln, picco di 9,15 mln (FOX, 2026). La finestra di 14 gare di FOX ha fatto una media di 3,11 mln. 36 gare a punti negli USA | 3 gare negli USA su 22 nel 2026. ESPN ha fatto una media di 1,3 mln a gara nel 2025; dal 2026 l’emittente esclusiva negli USA è Apple TV, che non ha ancora dati Nielsen confrontabili | 1 gara negli USA (COTA, Austin) su un calendario di 22, in diretta sulle piattaforme di FOX Sports. Miami indicata come possibile seconda gara americana | NASCAR |
| Copertura globale dei fan | Concentrata negli USA: il 32% degli adulti americani, circa 83 mln di persone, sono fan (MRI-Simmons, 2026) | Circa 831 mln di fan nel mondo (Nielsen, 2026) | 632 mln di fan (+12% nel 2025), con il baricentro in Sud-est asiatico ed Europa meridionale | F1 per la scala; MotoGP per la profondità nel Sud-est asiatico |
| Propensione all’acquisto dei fan | Più di 7 fan su 10 scelgono quasi sempre o spesso i prodotti degli sponsor (Performance Research, dal 1994) | 1 fan su 3 più propenso ad acquistare dai partner della F1 (2025 Global F1 Fan Survey) | Indicativa: più forte in Indonesia, Italia e Spagna; nessuno studio americano confrontabile pubblicato | NASCAR (USA); MotoGP (Sud-est asiatico, indicativo) |
| Hospitality B2B | Gli accordi da primary sponsor in Cup includono di solito da 6 a 8 hot pass per il garage a weekend; volume su 36 weekend | Paddock Club: il massimo prestigio per posto, e il costo per posto più alto | Accesso a paddock e VIP Village su 22 weekend; ottima presa sui manager europei | F1 (prestigio); NASCAR (volume negli USA) |
| Efficienza del costo d’ingresso (indicativa) | Associate da $15.000 a gara | Associate da circa $1,5 mln a stagione | Pacchetti tecnici da circa €75.000; posizioni premium nei team da circa $500.000 a stagione | NASCAR o MotoGP |
ROI delle sponsorizzazioni NASCAR vs F1 vs MotoGP per i brand americani, 2026. Le righe su costi e hospitality sono stime indicative di RTR.
La copertura della NASCAR negli Stati Uniti: perché nessun’altra serie le si avvicina sugli obiettivi domestici
Si parte dal numero con cui si apre ogni presentazione sulla NASCAR, e poi si legge il resto della pagina. La Daytona 500 del 2026 ha fatto una media di 7.489.000 spettatori su FOX, l’11% in più rispetto all’anno precedente, con un picco di 9.154.000 tra le 17:30 e le 17:45 (ora della costa orientale): è stata la trasmissione NASCAR più vista dalla Daytona 500 del 2023. Daytona però è una delle Crown Jewel della NASCAR, e il quadro settimanale è più sfumato: la finestra di 14 gare di FOX ha fatto una media di 3,11 milioni, la media più bassa mai registrata dalla rete in Cup, con le gare sulla rete principale ben sopra quelle via cavo su FS1, mentre le cinque gare di Prime Video hanno fatto una media di 2,29 milioni, in crescita del 6%. La lezione per gli sponsor: oggi l’emittente che trasmette le vostre gare cambia il vostro numero.
Anche così, sul volume nessun’altra serie le si avvicina. La NASCAR corre 36 gare a punti in 19 Stati; la F1 arriva negli Stati Uniti tre volte e la MotoGP una. In qualsiasi confronto tra il ROI di una sponsorizzazione NASCAR e quello della F1 è questo il divario strutturale: un primary partner in Cup raccoglie 36 contatti televisivi nazionali a stagione, mentre F1 e MotoGP insieme ne offrono quattro sul suolo americano. Se si confrontano NASCAR e MotoGP sulla sola esposizione domestica, finisce 36 a uno.
Poi c’è il comportamento dei fan. Nello studio di lungo corso di Performance Research, pubblicato la prima volta nel 1994, più di 7 fan della NASCAR su 10 hanno dichiarato di scegliere «quasi sempre» o «spesso» il prodotto di uno sponsor rispetto a uno che non lo è, e 6 su 10 dicono di fidarsi di più dei prodotti degli sponsor. Lo Sports Fan Study di MRI-Simmons di luglio 2026 conta come fan della NASCAR il 32% degli adulti americani e li trova più propensi del 56% ad acquistare dai marchi che sponsorizzano il loro pilota preferito. È un’abitudine commerciale documentata, ed è il motivo per cui la lista degli sponsor NASCAR si legge come una mappa della grande distribuzione americana.
L’efficienza di costo completa il lato NASCAR dell’equazione. Secondo i prezzi che la nostra agenzia di sponsorizzazione NASCAR monitora per il 2026, le posizioni da associate in Cup vanno da 15.000 a 40.000 dollari a gara e un primary per l’intera stagione su un team di media classifica costa da 5 a 12 milioni. In F1, 3 milioni di dollari comprano una posizione da associate, fatta soprattutto di superfici secondarie e diritti da partner. In NASCAR, gli stessi 3 milioni comprano all’incirca da 10 a 20 gare da primary su una vettura Cup di media classifica, con il controllo della livrea e l’hospitality, oppure un’intera stagione da primary partner con un top team della O’Reilly Auto Parts Series, dove nel 2026 O’Reilly Auto Parts ha preso il posto di Xfinity come title sponsor. Per i prezzi livello per livello c’è la nostra guida completa a costi e pacchetti di sponsorizzazione NASCAR.
Il prestigio globale della F1: che cosa dicono 831 milioni di fan e la firma di LVMH
Il punto di forza della F1 è la scala, con una rifinitura di lusso. Nielsen stima oggi la base di fan globale in circa 831 milioni, contro gli 826,5 milioni del 2024, e calcola che il 43% abbia meno di 35 anni. I risultati del quarto trimestre 2025 di Liberty Media riportano ricavi F1 in crescita del 14% a 3,9 miliardi di dollari, un pubblico in diretta cresciuto del 21% rispetto al 2024 e 6,75 milioni di spettatori sugli spalti.
Il segnale più chiaro, però, è chi paga. LVMH ha firmato una partnership globale di dieci anni, dal 2025 al 2034, che ha portato in griglia Louis Vuitton, Moët Hennessy e TAG Heuer. I termini non sono mai stati resi noti; secondo Bloomberg l’accordo potrebbe valere fino a 150 milioni di dollari l’anno, altre stime si fermano più vicino ai 100 milioni. Quando un gruppo che protegge i propri marchi con la cura di LVMH si impegna per un decennio, la F1 è diventata una piattaforma di legittimazione del lusso, e nessun’altra serie del motorsport ha una firma del genere a livello di campionato.
L’accesso agli Stati Uniti è reale, ma stretto. La F1 corre a Miami, Austin e Las Vegas, tre gare su un calendario 2026 sceso da 24 a 22 dopo la cancellazione dei Gran Premi del Bahrein e dell’Arabia Saudita. Il Gran Premio di Las Vegas del 2025 ha fatto il tutto esaurito, con oltre 300.000 presenze e 1,8 miliardi di impression sui social. In televisione il quadro è in transizione: ESPN ha fatto una media di 1,3 milioni di spettatori americani a gara nel 2025 e Apple TV, esclusivista dal 2026, non ha ancora pubblicato dati che consentano un confronto omogeneo. Un brand americano che oggi compra la F1 per la copertura domestica sta comprando un vuoto di misurazione.
Poi c’è la realtà dei costi. Una presenza significativa in F1 parte da circa 1,5 milioni di dollari per una posizione da associate in un team di fondo griglia. Sotto quella soglia, la F1 semplicemente non è accessibile. Sopra i 5 milioni, e con obiettivi globali, offre la legittimazione di marca più prestigiosa di tutto il motorsport. È lì che comincia davvero il confronto tra il ROI di MotoGP e F1 per i brand americani. Per i numeri completi c’è la nostra guida a quanto costa sponsorizzare in Formula 1, oppure si può vedere come i brand arrivano a sponsorizzare un team di Formula 1 con RTR Sports.
Perché la MotoGP conviene ai brand americani: copertura globale sotto il costo della F1
È la parte meno capita del confronto e, per i CMO americani che soppesano il ROI di MotoGP e F1, la più utile. Si comincia dalla crescita. Negli Stati Uniti il seguito della MotoGP è aumentato del 37% tra il terzo trimestre 2024 e il terzo trimestre 2025, secondo dati Nielsen riportati da Marketing Brew a dicembre 2025. Kelly Brittain, alla guida del marketing globale della MotoGP, ha detto che lo sport «sta vivendo il suo momento», ammettendo però che «la notorietà non è dove vorremmo». Letto con onestà, è un pubblico in rapida crescita partito da una base piccola, cioè esattamente il profilo che premia chi compra presto, e la prima cosa da capire sul mercato americano delle sponsorizzazioni MotoGP nel 2026.
La scala globale è il secondo pilastro del ROI di una sponsorizzazione in MotoGP. La serie ha chiuso il 2025 con 632 milioni di fan, in crescita del 12%, e 3,66 milioni di spettatori sugli spalti, più 21%, con nove eventi che hanno battuto il proprio record di presenze. I suoi mercati cuore sono l’Indonesia, un Paese di oltre 284 milioni di abitanti dove secondo Ampere un quarto della popolazione segue la serie, e poi Malesia, Thailandia, Giappone, Spagna e Italia. Il solo Gran Premio di Mandalika del 2025 è stato valutato dal governo indonesiano circa 278 milioni di dollari di impatto economico. Gli sponsor comprano già questa geografia in modo deliberato: la livrea Gulf sull’Aprilia del team Trackhouse compare in Thailandia, Brasile, Italia, Indonesia e Malesia. Per i brand americani di beni di consumo, fintech, piattaforme tecnologiche o automotive con obiettivi nel Sud-est asiatico, la MotoGP non è una F1 più economica. È un veicolo diverso per entrare in un mercato, ed è su questa differenza che poggiano le ragioni di una sponsorizzazione MotoGP nel Sud-est asiatico per un brand americano.
Il terzo pilastro è la proprietà. Liberty Media ha completato il 3 luglio 2025 l’acquisizione dell’84% di Dorna Sports, titolare dei diritti commerciali della MotoGP, con un’operazione valutata 4,2 miliardi di euro. Nei primi numeri sotto Liberty, i ricavi della MotoGP sono cresciuti del 14% a 573 milioni di dollari su base pro forma e il reddito operativo dell’86% a 54 milioni. Con Liberty Media proprietaria di MotoGP e F1, dietro le due serie c’è la stessa capogruppo. Non è stato annunciato alcun prodotto di sponsorizzazione congiunto, quindi la proprietà comune va trattata come leva negoziale e non come voce di catalogo: un’organizzazione commerciale che ha interesse a far crescere entrambe le property ascolta in modo diverso un brand che entra in tutte e due.
Poi il costo, il cuore del confronto tra il ROI della MotoGP e il costo della F1. Sui livelli RTR 2026, i pacchetti da fornitore tecnico partono da circa 75.000 euro, i pacchetti di team visibili in TV vanno da 150.000 a 500.000 euro e le posizioni premium su carena o tuta del pilota partono da circa 500.000 dollari. Un brand che vuole un campionato del mondo su 22 gare e cinque continenti spendendo meno della quota d’ingresso in F1 ha, nei fatti, la MotoGP in cima a una lista corta. Sopra i 5 milioni di dollari, il confronto tra MotoGP e F1 per i brand americani diventa una questione di geografia del pubblico: prestigio globale uniforme da una parte, profondità in Sud-est asiatico ed Europa dall’altra. La nostra guida ai livelli di costo della sponsorizzazione MotoGP entra nel dettaglio, e MotoGP vs F1: che cosa compra davvero la differenza di prezzo mette le due serie una accanto all’altra.
Infine, il calendario americano. La MotoGP corre già al COTA, previsto in via provvisoria il 25 aprile nel calendario 2027, e a maggio 2026 l’amministratore delegato di Liberty, Derek Chang, ha detto che Miami «sembrerebbe un luogo logico» per una seconda gara negli Stati Uniti, pur precisando che i requisiti di sicurezza per le moto erano ancora da valutare. Adelaide entra in calendario dal 2027 come gara cittadina. Un brand che entra in MotoGP nel 2027 o nel 2028 potrebbe trovarsi lì per la prima stagione con due gare americane, una traiettoria che ricorda la storia della F1 negli Stati Uniti dopo l’arrivo di Austin nel 2012.
Il portafoglio NASCAR + MotoGP: perché queste due serie insieme coprono più terreno per un brand americano di NASCAR + F1
Il dibattito MotoGP o NASCAR per i brand americani viene di solito impostato come un aut aut. Non dovrebbe esserlo. Ogni piano su due serie paga quella che chiamiamo una tassa di sovrapposizione: la quota di budget che serve a raggiungere due volte lo stesso cliente. Per un brand americano con obiettivi domestici e nel Sud-est asiatico e un budget sopra i 3 milioni di dollari, la combinazione NASCAR + MotoGP tiene quella tassa vicina allo zero, e questo cambia del tutto i conti del ROI tra NASCAR, F1 e MotoGP. La NASCAR porta 36 gare negli Stati Uniti e una base di fan che le ricerche hanno indicato più volte come la più fedele ai marchi dello sport americano. La MotoGP porta 22 gare, 632 milioni di fan e un ingresso ben sotto la F1. Le due impronte si toccano appena: la NASCAR corre solo negli Stati Uniti e il peso della MotoGP sta in Asia e nell’Europa meridionale. La combinazione NASCAR + F1 paga una tassa più alta, perché parte del valore della F1 per un brand americano sono proprio le sue tre gare negli USA, che duplicano una copertura che la NASCAR garantisce già.
Prendiamo 5 milioni di dollari. NASCAR a 3 milioni (un programma da associate competitivo più alcune gare selezionate da primary) e MotoGP a 2 milioni (una posizione premium in un team) coprono più geografie di 3,5 milioni in NASCAR più il livello da associate della F1 a 1,5 milioni. Dividere il budget tra NASCAR e MotoGP ha anche un vantaggio operativo: negli Stati Uniti FOX Sports trasmette tutta la stagione della MotoGP e le prime 14 gare della NASCAR Cup, quindi in primavera un solo rapporto con un’emittente copre entrambe le serie. Il modello esiste già. Il Trackhouse Racing di Justin Marks schiera vetture in Cup e un team in MotoGP, ha vinto la sua prima gara in MotoGP con Raúl Fernández in Australia a ottobre 2025 e a marzo 2026 ha corso entrambe le serie al COTA. Monster Energy è stata title sponsor della NASCAR Cup dal 2017 al 2019 ed è title sponsor della Yamaha in MotoGP dal 2019. Sono indicazioni di massima per qualsiasi piano NASCAR + MotoGP: ogni brand ha bisogno di una valutazione propria.
La crescita della MotoGP negli Stati Uniti: che cosa significa il +37% per i brand che valutano l’ingresso
Se il +37% è il titolo, è il contesto a trasformarlo in un argomento di tempismo. La base di fan globale è salita del 12% a 632 milioni, i follower sui social hanno superato i 60 milioni e nel 2025 i fan hanno guardato più di un miliardo di minuti sul canale YouTube ufficiale della MotoGP. Per il quinto anno consecutivo, più della metà dei fan della MotoGP ha meno di 35 anni. Per chi pianifica una sponsorizzazione puntando sulla crescita del seguito americano, sono questi i numeri che descrivono un asset in movimento, non fermo, e incidono direttamente sul ROI: il pubblico che un contratto 2026 mette a prezzo è più piccolo di quello che consegnerà nel 2028.
Quello che spinge la crescita suona familiare a chiunque abbia seguito la F1 sotto Liberty: contenuti social strutturati, collaborazioni con i creator, racconto centrato sui piloti e una serie animata in uscita nel 2026. Il casco è la sfida specifica di questo sport, perché in gara i volti non si vedono, e Brittain l’ha detto senza giri di parole: «Dobbiamo portare [i piloti] davanti alla gente».
Da qui si apre la finestra per chi entra presto, ed è il punto in cui il ROI di MotoGP e F1 diverge di più. Quando il pubblico americano della F1 cresceva, tra il debutto su Netflix di Drive to Survive nel 2019 e l’esordio di Miami nel 2022, i brand che hanno firmato presto hanno bloccato il prezzo dei diritti prima che il sovrapprezzo americano entrasse nei listini della griglia. Nella nostra esperienza i diritti seguono il pubblico con qualche stagione di ritardo. Un brand che entra in un team MotoGP con 1-3 milioni di dollari nel 2026 o nel 2027 compra prima che la macchina commerciale di Liberty abbia messo a prezzo tutta la crescita americana, ed è per questo che qui conta il momento migliore per firmare una sponsorizzazione nel motorsport.
Poi c’è l’apertura delle categorie merceologiche. Secondo Marketing Brew circa il 65% degli sponsor della MotoGP viene dall’automotive, e la serie punta in modo esplicito a fintech, lifestyle, moda e abbigliamento. In F1 tecnologia, servizi finanziari ed energia sono sempre più bloccati a livello di team. Per il mercato americano delle sponsorizzazioni MotoGP nel 2026 questo significa che un brand statunitense di servizi finanziari, tecnologia di consumo o retail può ancora negoziare l’esclusiva di categoria in un team, una posizione che sarà più difficile da ottenere quando la spinta commerciale di Liberty sarà in corsa da un paio di stagioni. La nostra agenzia di sponsorizzazioni MotoGP tiene traccia, team per team, delle categorie ancora aperte.
La matrice decisionale per situazione del brand: NASCAR, F1 o MotoGP?
Per i brand americani è meglio sponsorizzare NASCAR, F1 o MotoGP? È qui che il confronto sul ROI delle tre serie diventa una decisione. La matrice risponde per situazione del brand e non per serie, perché lo stesso budget rende in modo molto diverso a seconda dell’obiettivo. Ogni riga va letta come un’ipotesi da verificare: le soglie d’ingresso sono stime indicative di RTR e il risultato dipende anche dall’attivazione della sponsorizzazione, che richiede un budget proprio oltre ai diritti.
| Situazione del brand | Serie consigliata | Motivo principale | Soglia d’ingresso (indicativa) |
| Brand di consumo americano, copertura di massa, obiettivo sul cuore del mercato interno | NASCAR | 36 gare a punti negli USA, più di 7 fan su 10 che preferiscono i prodotti degli sponsor, fan indicati come i più fedeli ai marchi nello sport americano (Repucom) | Da $15.000 a gara (associate) |
| Brand americano con ambizioni globali e posizionamento premium, budget sopra i $5 mln | F1 | Circa 831 mln di fan nel mondo, posizionamento di lusso legittimato da LVMH, sovrapprezzo della copertura globale | Da $1,5 mln (associate) |
| Brand americano che punta ai mercati del Sud-est asiatico (Indonesia, Malesia, Thailandia, Giappone) | MotoGP | 632 mln di fan con i mercati cuore nel Sud-est asiatico; un indonesiano su quattro segue la serie; F1 e NASCAR non hanno una profondità equivalente | Da $500.000 a stagione (posizione premium nel team) |
| Brand americano con ambizioni internazionali ma budget globale sotto $1,5 mln | MotoGP | Sotto la soglia minima della F1; 22 gare in cinque continenti; 632 mln di fan nel mondo | Da circa €75.000 (tecnico) a oltre $500.000 (premium) |
| Brand americano che vuole la copertura di massa negli USA più profondità in Sud-est asiatico o in Europa | Portafoglio NASCAR + MotoGP | Impronte che si sovrappongono appena; NASCAR per gli USA, MotoGP per Asia ed Europa; FOX Sports comune a entrambe negli USA; una tassa di sovrapposizione più bassa di NASCAR + F1 | NASCAR da $500.000 più MotoGP da $500.000 |
| Brand tecnologico o B2B americano che cerca un racconto ingegneristico con presa sulle grandi aziende | F1 o MotoGP | F1: il modello di credibilità enterprise di Oracle (Red Bull) e HP (Ferrari). MotoGP: il modello della prova tecnica sul campo di Michelin (fornitore unico di pneumatici dal 2016 al 2026) e Pirelli (dal 2027), con un ingresso più basso | F1 da $1,5 mln o MotoGP da $500.000 |
| Brand americano al primo ingresso nel motorsport, budget sotto $500.000 | Associate NASCAR gara per gara o pacchetto tecnico MotoGP | La barriera d’ingresso più bassa; si prova e si impara prima di un impegno pluriennale | Da $15.000 a gara NASCAR; da circa €75.000 per un pacchetto tecnico MotoGP |
Matrice decisionale per situazione del brand. Tutte le soglie d’ingresso e le raccomandazioni sono indicazioni di massima.
Tre domande rendono la scelta più nitida. Dove vivono i vostri clienti, e siete disposti a pagare una tassa di sovrapposizione per raggiungerne alcuni due volte? L’obiettivo sono le vendite al consumatore, dove i dati sulla fedeltà dei fan NASCAR sono difficili da battere, o la credibilità presso le aziende, dove a fare il lavoro sono le partnership tecniche? E per quante stagioni potete impegnarvi? L’ultima conta più di quanto sembri: quanto deve durare una sponsorizzazione nel motorsport pesa sul ritorno quanto la scelta della serie.
Nessuna serie vince su ogni obiettivo per ogni brand americano. La NASCAR vince sulla copertura domestica, sulla fedeltà d’acquisto dei fan e sull’efficienza dei costi. La F1 vince sulla scala globale, sulla legittimazione premium e sul prestigio che LVMH ha garantito per un decennio. La MotoGP vince sull’accesso al Sud-est asiatico, sulla copertura globale a prezzi inferiori alla F1 e su una finestra per chi entra presto, con il seguito americano cresciuto del 37% e l’era Liberty appena cominciata. Per questo la scelta tra MotoGP e NASCAR, per un brand americano, è meno secca di quanto sembri: a nostro avviso il portafoglio NASCAR + MotoGP è la combinazione più sottoutilizzata negli investimenti americani nel motorsport, perché le impronte quasi non si sovrappongono e il costo complessivo può restare sotto un ingresso significativo in F1. Per decidere quale delle tre serie renda di più al vostro brand serve uno sguardo esterno a qualsiasi paddock: RTR Sports lavora in modo indipendente dai team dal 1995, in tutte e tre le serie.
Domande frequenti su NASCAR, F1 e MotoGP per i brand americani
Per un brand americano è meglio sponsorizzare NASCAR, F1 o MotoGP?
Dipende da dove vivono i clienti. La NASCAR è la scelta migliore per la copertura negli Stati Uniti e la propensione all’acquisto dei fan, con 36 gare a punti sulla TV nazionale. La F1 offre la scala globale, circa 831 milioni di fan, e il prestigio premium, ma rende davvero sopra i 5 milioni di dollari. La MotoGP dà accesso a Sud-est asiatico ed Europa meridionale a un costo inferiore alla F1.
Quanto costa sponsorizzare NASCAR, F1 o MotoGP?
Secondo le stime indicative di RTR per il 2026, in NASCAR Cup una posizione da associate costa da 15.000 a 40.000 dollari a gara e un primary per l’intera stagione su un team di media classifica da 5 a 12 milioni. In F1 una posizione da associate parte da circa 1,5 milioni a stagione. In MotoGP i pacchetti tecnici partono da circa 75.000 euro e le posizioni premium nei team da circa 500.000 dollari.
Quante gare corrono negli Stati Uniti NASCAR, F1 e MotoGP?
Nel 2026 la NASCAR corre 36 gare a punti in 19 Stati, la F1 tre Gran Premi su 22 (Miami, Austin e Las Vegas) e la MotoGP uno, al Circuit of the Americas di Austin, unico impianto presente in tutti e tre i calendari. Liberty Media ha indicato Miami come luogo logico per una seconda gara MotoGP negli Stati Uniti, ancora senza conferma ufficiale.
Perché combinare NASCAR e MotoGP invece di NASCAR e F1?
Perché le due impronte quasi non si toccano: la NASCAR corre solo negli Stati Uniti, la MotoGP pesa in Asia ed Europa meridionale. La quota di budget spesa per raggiungere due volte lo stesso cliente, la tassa di sovrapposizione, resta vicina allo zero, mentre le tre gare americane della F1 duplicano in parte la copertura della NASCAR. Inoltre negli USA FOX Sports trasmette tutta la MotoGP e le prime 14 gare Cup.
La MotoGP sta crescendo negli Stati Uniti?
Sì, partendo da una base piccola. Secondo dati Nielsen riportati da Marketing Brew, il seguito americano della MotoGP è cresciuto del 37% tra il terzo trimestre 2024 e il terzo trimestre 2025. Dal luglio 2025 la serie appartiene a Liberty Media, proprietaria anche della F1, e nel 2025 ha raggiunto 632 milioni di fan nel mondo, più 12%, con più della metà sotto i 35 anni.
I fan della NASCAR comprano davvero i prodotti degli sponsor?
Le ricerche dicono di sì. Nello studio di Performance Research più di 7 fan su 10 scelgono quasi sempre o spesso il prodotto di uno sponsor e 6 su 10 si fidano di più dei prodotti degli sponsor. Lo Sports Fan Study di MRI-Simmons di luglio 2026 conta come fan il 32% degli adulti americani e li trova più propensi del 56% ad acquistare dai marchi che sponsorizzano il loro pilota preferito.