Si racconta spesso che la Williams sia diventata grande con i motori Honda e Renault, con Mansell, Prost, Hill e Villeneuve. È vero solo in parte. La Williams è diventata una squadra vincente prima, tra il 1980 e il 1982, con due piloti che nessuno considerava predestinati, Alan Jones e Keke Rosberg, e con un modello di finanziamento che oggi chiameremmo sponsorizzazione internazionale costruita su misura.
I numeri di partenza dicono tutto. La Williams Grand Prix Engineering nasce nel 1977, fondata da Frank Williams e Patrick Head. Tre anni dopo vince il primo titolo piloti e il primo titolo costruttori. Oggi ne conta sette tra i piloti e nove tra i costruttori: è la terza squadra di sempre dietro a Ferrari (16 titoli costruttori) e McLaren (10). I primi due titoli piloti portano i nomi di un australiano spigoloso e di un finlandese nato in Svezia.
Prima dei titoli, i soldi: come la Williams trovò gli sponsor
Nel 1977 Frank Williams volò in Arabia Saudita a cercare finanziatori. Tornò con un accordo con Saudia, la compagnia aerea nazionale, con Albilad e con il gruppo Dallah: dal 1978 le macchine corsero con quei colori. L’anno dopo si aggiunse TAG, la società della famiglia Ojjeh guidata da Mansour, che dal 1981 diventerà title sponsor, e quel capitale permise a Patrick Head di costruire la FW07, la macchina della prima vittoria Williams, a Silverstone nel 1979 con Clay Regazzoni.
Nel 1980 la FW07B portava sulla carrozzeria i marchi Saudia, Leyland e Albilad. Per chi lavora nelle sponsorizzazioni questo è il punto più interessante della storia: la Williams non aspettò che il mercato arrivasse da lei, andò a prenderlo dove nessun altro team stava guardando. E quando TAG passò alla McLaren, finanziando il motore turbo Porsche, la squadra aveva già dimostrato quanto potesse rendere un investimento ben costruito.
Alan Jones: il campione del 1980
Alan Jones nasce a Melbourne nel 1946, figlio di Stan Jones, vincitore del Gran Premio d’Australia del 1959. Arriva in Formula 1 nel 1975, al Gran Premio di Spagna, con una Hesketh privata. La prima vittoria arriva in Austria nel 1977 con la Shadow, l’anno in cui chiude settimo nel mondiale. Nel 1978 Frank Williams lo prende come unico pilota: non è considerato un futuro campione, ma è veloce, duro e costante.
Nel 1979 vince quattro gare e chiude terzo. Nel 1980, con la FW07B spinta dal Cosworth DFV, vince in Argentina, Francia, Gran Bretagna, Canada e negli Stati Uniti a Watkins Glen, e conquista il titolo con 13 punti di vantaggio su Nelson Piquet. Il compagno di squadra Carlos Reutemann vince a Monaco e la Williams si porta a casa anche il campionato costruttori.
Nel 1981 Jones vince ancora, compresa l’ultima gara a Las Vegas, poi si ritira. Tornerà per una gara con la Arrows nel 1983 e per due stagioni con la Haas Lola nel 1985 e 1986, senza più vincere. Il suo bilancio: 116 partenze, 12 vittorie, 6 pole position. Dopo le corse è stato per anni commentatore della Formula 1 per la televisione australiana e ha guidato la squadra australiana in A1 Grand Prix.
Alan Jones con la Williams FW07 a Monaco nel 1979. Foto: Martin Lee, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons.
Keke Rosberg: il campione del 1982 con una sola vittoria
Keke Rosberg nasce a Solna, in Svezia, nel 1948, e cresce in Finlandia. Debutta in Formula 1 nel 1978 in Sudafrica con la Theodore e alla seconda gara vince il BRDC International Trophy a Silverstone, una corsa che non valeva per il mondiale. Seguono stagioni difficili: con la Fittipaldi conquista il primo podio in Argentina nel 1980, nel 1981 non segna nemmeno un punto.
Nel 1982 la Williams cerca un sostituto di Jones e sceglie lui. È una delle stagioni più caotiche della storia della Formula 1: undici vincitori diversi in sedici gare, i motori turbo di Ferrari e Renault sempre più potenti, la guerra politica tra FISA e FOCA. Rosberg vince una sola gara, il Gran Premio di Svizzera a Digione, ma porta punti quasi ovunque. Chiude il campionato con un quinto posto a Las Vegas, nel parcheggio del Caesars Palace, e vince il titolo con 44 punti, cinque in più di Didier Pironi. Una sola vittoria in stagione: era successo solo a Mike Hawthorn nel 1958.
Con la Williams vincerà ancora a Monaco nel 1983, a Dallas nel 1984, a Detroit e Adelaide nel 1985. Chiude la carriera con la McLaren nel 1986: 114 partenze, 5 vittorie, 5 pole. Dopo il ritiro fa il manager di piloti, tra cui JJ Lehto e Mika Häkkinen, fonda il Team Rosberg e accompagna il figlio Nico fino al titolo mondiale del 2016.
Keke Rosberg con la Williams FW08 davanti a René Arnoux al Gran Premio di Gran Bretagna 1982. Foto: Martin Lee, pubblico dominio, via Wikimedia Commons.
Due piloti diversi, la stessa lezione
Jones era aggressivo, diretto, poco diplomatico, e vinceva attaccando. Rosberg era più freddo e calcolatore, capace di raccogliere punti anche quando la macchina non era la migliore. Il primo ha vinto con la vettura di riferimento del 1980, il secondo con un Cosworth aspirato contro i turbo, puntando sulla costanza. Due strade diverse, lo stesso risultato.
Il filo comune è la squadra. Frank Williams e Patrick Head non avevano il budget di Ferrari o dei grandi costruttori, ma avevano una macchina ben progettata, uno sponsor solido e piloti scelti per quello che sapevano fare, non per il nome. A mio avviso è la parte più attuale di questa storia: ancora oggi, nell’epoca del budget cap in Formula 1, la differenza la fa come si spende, non solo quanto.
Cosa resta oggi della Williams di Jones e Rosberg
Frank Williams è morto nel 2021 e dal 2020 la squadra appartiene al fondo Dorilton Capital. Nel 2026 corre come Atlassian Williams F1 Team, con James Vowles team principal, Alex Albon e Carlos Sainz al volante e motori Mercedes. Il nome sulla macchina è cambiato, la logica no: un title sponsor che lega il proprio marchio a una squadra storica, con un progetto di rilancio da raccontare.
Per un’azienda che guarda alla Formula 1 la lezione del 1980 è ancora valida. I risultati sportivi aiutano, ma il valore di una sponsorizzazione nasce da come è costruita: il mercato giusto, la squadra giusta, un racconto credibile. È quello che spieghiamo nella nostra pagina sulla sponsorizzazione in Formula 1. Saudia e TAG lo avevano capito quarantasei anni fa. Funziona ancora così.
Domande frequenti su Alan Jones, Keke Rosberg e la Williams
Quando ha vinto il mondiale Alan Jones?
Alan Jones ha vinto il campionato del mondo di Formula 1 nel 1980 con la Williams FW07B, conquistando cinque Gran Premi validi per il mondiale (Argentina, Francia, Gran Bretagna, Canada e Stati Uniti) e chiudendo con 13 punti di vantaggio su Nelson Piquet. Fu il primo titolo piloti della Williams.
Quante gare ha vinto Keke Rosberg nel 1982?
Una sola, il Gran Premio di Svizzera a Digione. Rosberg vinse il titolo con 44 punti, cinque più di Didier Pironi, grazie alla costanza: prima di lui solo Mike Hawthorn, nel 1958, era diventato campione con una sola vittoria stagionale.
Quanti titoli ha vinto la Williams in Formula 1?
La Williams ha vinto sette titoli piloti (Jones, Rosberg, Piquet, Mansell, Prost, Hill e Villeneuve) e nove titoli costruttori, tra il 1980 e il 1997. È la terza squadra più titolata nei costruttori dopo Ferrari e McLaren.
Chi sponsorizzava la Williams ai tempi di Alan Jones?
Dal 1978 la Williams correva con il sostegno di Saudia, la compagnia aerea saudita, di Albilad e del gruppo Dallah. Dal 1979 si aggiunse TAG della famiglia Ojjeh, title sponsor dal 1981, e nel 1980 la vettura portava i marchi Saudia, Leyland e Albilad.
Che rapporto c'è tra Keke Rosberg e Nico Rosberg?
Nico Rosberg è il figlio di Keke. Ha vinto il mondiale di Formula 1 nel 2016 con la Mercedes, 34 anni dopo il titolo del padre con la Williams. Keke lo ha seguito come manager durante la carriera.
Chi guida la Williams oggi?
Nel 2026 la squadra corre come Atlassian Williams F1 Team, è di proprietà di Dorilton Capital dal 2020, ha James Vowles come team principal, Alex Albon e Carlos Sainz come piloti e usa motori Mercedes.