Monza, primo settembre 2024. Kevin Magnussen tocca la Alpine di Pierre Gasly e i commissari gli danno dieci secondi e due punti sulla superlicenza. Due punti soltanto, ma sono quelli che portano il suo conto a dodici: e dodici, in Formula 1, vuol dire restare a casa. Il danese salta il Gran Premio dell’Azerbaigian e diventa il primo pilota fermato dal sistema dei punti di penalità, introdotto dieci anni prima. Non per un incidente grave, per un accumulo.
È un buon punto di partenza per capire come funzionano le penalità in F1, perché racconta la cosa più importante: il sistema non punisce solo il singolo errore, tiene la contabilità. Le sanzioni vanno dai cinque secondi da scontare al pit stop alla squalifica dal risultato, passando per il drive-through, lo stop and go, le posizioni perse in griglia, le ammonizioni e le multe. A deciderle sono i commissari sportivi, applicando il regolamento sportivo della FIA e il Codice Sportivo Internazionale.
Chi decide: i commissari sportivi
A ogni Gran Premio la FIA nomina da tre a quattro commissari sportivi, uno dei quali presiede il collegio, e la federazione nazionale che organizza la gara ne aggiunge uno. Tra loro c’è di norma un ex pilota, che porta al tavolo la sensibilità di chi certe situazioni le ha vissute dall’abitacolo. Il direttore di gara segnala gli episodi sospetti, ma la decisione spetta solo a loro, e possono aprire un’indagine anche di propria iniziativa.
Il principio di fondo è scritto nero su bianco nel regolamento 2026: nessuna penalità, a meno che non sia chiaro che un pilota è stato del tutto o in prevalenza responsabile dell’incidente. Quando la colpa è condivisa, o non è possibile attribuirla, si parla di incidente di gara e si chiude lì. Per gli episodi in prova e in qualifica le sanzioni tipiche sono due: la cancellazione dei tempi sul giro e l’arretramento in griglia, che di regola si sconta nella gara della domenica.
Le penalità che si scontano in gara
In gara e nella Sprint i commissari hanno a disposizione quattro penalità «da corsia box», ognuna con un peso diverso.
La penalità di 5 o di 10 secondi si sconta alla prima sosta utile: il pilota entra in pit lane, si ferma nella sua piazzola e i meccanici non possono toccare la macchina finché non sono trascorsi i secondi previsti. Se il pilota non si ferma più fino alla bandiera a scacchi, i secondi vengono semplicemente aggiunti al suo tempo di gara. È la penalità più comune, quella che spesso decide un podio negli ultimi giri.
Il drive-through obbliga il pilota ad attraversare la corsia dei box senza fermarsi, rispettando il limite di velocità, di norma 80 km/h. Lo stop and go è più severo: sosta di dieci secondi nella piazzola, senza che nessuno possa lavorare sulla vettura. In entrambi i casi, dalla notifica il pilota può passare sul traguardo al massimo due volte prima di entrare ai box, e non può scontare la penalità mentre sono in pista la Virtual Safety Car o la Safety Car.
Se un drive-through o uno stop and go arriva negli ultimi tre giri, il regolamento lo converte in tempo: 20 secondi per il primo, 30 per il secondo. Lo stesso vale per qualunque penalità inflitta dopo la bandiera a scacchi, con i 5 e i 10 secondi che restano tali. È il motivo per cui, a volte, l’ordine d’arrivo cambia mentre i piloti sono già sul podio.

Griglia, ammonizioni e punti: le penalità che arrivano dopo
L’arretramento in griglia è la sanzione che si porta da un weekend all’altro. Arriva per infrazioni di guida, per esempio un incidente provocato in qualifica, ma soprattutto per ragioni tecniche: ogni pilota può usare in una stagione un numero limitato di elementi della power unit (tre motori termici, tre turbo, due batterie e così via, con un’unità in più concessa nel 2026, primo anno delle nuove regole). Il primo elemento in eccesso costa dieci posizioni, i successivi dello stesso tipo cinque ciascuno. Chi accumula più di quindici posizioni di penalità parte in fondo, dietro tutti gli altri piloti classificati.
L’ammonizione (reprimand) sembra un buffetto, e da sola lo è. Ma il regolamento le conta: alla quinta ammonizione della stagione, se almeno quattro sono arrivate per infrazioni di guida, scattano dieci posizioni di penalità in griglia.
I punti di penalità sulla superlicenza esistono dal 2014. Restano sulla licenza per dodici mesi e chi ne somma dodici in quel periodo viene sospeso per la gara successiva, come è successo a Magnussen. Dal 2026 le linee guida dei commissari li riservano agli episodi pericolosi o sconsiderati, alle manovre apparentemente deliberate che provocano una collisione e ai comportamenti antisportivi: la FIA ha scelto di usarli meno, ma con più peso.
Squalifiche, sospensioni e multe
La squalifica dal risultato è la sanzione più pesante che i commissari possono dare in un weekend. Il caso di scuola recente è Austin 2023: Lewis Hamilton, secondo al traguardo, e Charles Leclerc, sesto, vengono esclusi dalla classifica perché il pattino sotto il fondo delle loro vetture si era consumato oltre il limite consentito. Nessuna colpa di guida, solo un’auto non conforme. Il regolamento è chiaro: la responsabilità di rispettare le norme in ogni momento è della squadra.
Le multe colpiscono soprattutto le squadre. Superare il limite di velocità in pit lane durante prove e qualifiche costa 100 euro per ogni km/h in più, fino a un massimo di mille euro; in gara e nella Sprint, invece, la stessa infrazione può costare dai 5 secondi fino allo stop and go. Dal 2024 il tetto delle multe che i commissari possono infliggere in Formula 1 è salito a un milione di euro, quattro volte il limite precedente.
Sopra i commissari c’è la FIA, che per le violazioni più gravi può arrivare all’esclusione dal campionato. È successo a Michael Schumacher nel 1997, cancellato dalla classifica piloti dopo il contatto con Jacques Villeneuve a Jerez, e alla McLaren nel 2007, esclusa dal mondiale costruttori e multata di cento milioni di dollari, al netto degli introiti persi con l’esclusione, per la vicenda di spionaggio ai danni della Ferrari. Esiste poi un terzo binario, quello finanziario: nel 2022 la Red Bull, per aver sforato il budget cap della stagione 2021, ha pagato sette milioni di dollari e ha perso il 10% del tempo concesso per i test aerodinamici.
I limiti della pista: la penalità di tutti i giorni
Se c’è una sanzione che il pubblico vede più spesso delle altre, è quella per i limiti della pista. Un pilota è considerato fuori quando nessuna parte della vettura tocca più l’asfalto, e le linee bianche fanno parte della pista mentre i cordoli no. In gara funziona come un conto alla rovescia: alle prime due infrazioni la squadra viene avvisata, alla terza arriva la bandiera bianca e nera, l’ultimo avvertimento, e dalla successiva il caso passa ai commissari, che di norma infliggono cinque secondi. In qualifica la pena è più immediata: il tempo sul giro viene cancellato.

Si può fare ricorso?
Meno di quanto si pensi. Le penalità decise in gara (5 e 10 secondi, drive-through, stop and go, penalità di tempo, ammonizioni e arretramenti in griglia) non sono appellabili, e lo stesso vale per le posizioni perse per la sostituzione di elementi della power unit. Resta il diritto di revisione: entro quattordici giorni dalla decisione una squadra può chiedere ai commissari di riesaminare il caso, ma solo se porta un elemento nuovo, significativo, pertinente e non disponibile al momento della sentenza. La soglia è volutamente alta.
Perché le penalità contano anche per gli sponsor
Viste dal paddock, le penalità sono una questione sportiva. Viste da chi investe, sono anche una questione di visibilità. Cinque secondi possono spostare una vettura dal podio al quarto posto, cioè dal momento più fotografato del weekend a un’inquadratura di passaggio. Una squalifica cancella a posteriori proprio quel risultato che il marchio aveva già raccontato sui propri canali. E una sospensione toglie dalla griglia, per un weekend, il pilota su cui un’azienda ha costruito la sua campagna.
Non è un motivo per tenersi lontani dalla F1, ma è una buona ragione per conoscerne le regole prima di firmare: chi sa come funziona il sistema delle penalità sa anche leggere i rischi di un contratto legato ai risultati e costruire attivazioni che non dipendano da una sola domenica. Su come si struttura una partnership in questo campionato, e su cosa compra davvero un marchio, trovate il nostro approfondimento sulla sponsorizzazione in Formula 1.
Domande frequenti sulle penalità in F1
Quali sono i tipi di penalità in Formula 1?
Il regolamento sportivo 2026 prevede penalità di 5 e 10 secondi, drive-through, stop and go di 10 secondi, penalità di tempo, ammonizioni al pilota e alla squadra, arretramento in griglia, squalifica dal risultato e sospensione dalla gara successiva. A queste si aggiungono le multe e i punti di penalità sulla superlicenza.
Come funziona la penalità di 5 secondi in F1?
Il pilota la sconta alla prima sosta ai box: si ferma nella piazzola e i meccanici non possono lavorare sulla vettura per cinque secondi. Se non si ferma più fino alla fine, i cinque secondi vengono aggiunti al suo tempo di gara. Lo stesso vale per la penalità di 10 secondi.
Che differenza c'è tra drive-through e stop and go?
Con il drive-through il pilota attraversa la corsia dei box senza fermarsi, rispettando il limite di velocità. Con lo stop and go deve fermarsi dieci secondi nella piazzola senza che nessuno tocchi la vettura. Se vengono inflitti negli ultimi tre giri o dopo la gara, diventano rispettivamente 20 e 30 secondi aggiunti al tempo.
Quanti punti di penalità servono per una sospensione in F1?
Con dodici punti sulla superlicenza accumulati in dodici mesi il pilota viene sospeso per la gara successiva. I punti scadono dopo dodici mesi. Il primo a raggiungere la soglia è stato Kevin Magnussen, fermato per il Gran Premio dell’Azerbaigian 2024.
Quando si prende una penalità in griglia in F1?
Per infrazioni di guida in prova o in qualifica, per la quinta ammonizione stagionale e soprattutto per l’uso di elementi della power unit oltre il limite: dieci posizioni per il primo elemento in eccesso, cinque per ognuno dei successivi. Oltre quindici posizioni complessive il pilota parte in fondo alla griglia.
Si può fare ricorso contro una penalità in F1?
Le penalità decise in gara, come le penalità di tempo, il drive-through, lo stop and go e gli arretramenti in griglia, non sono appellabili. Una squadra può però chiedere il diritto di revisione entro quattordici giorni, ma solo se presenta un elemento nuovo, significativo e non disponibile al momento della decisione.