Montreal, 10 giugno 2018. Al Gran Premio del Canada la modella Winnie Harlow, ospite d’onore, sventola la bandiera a scacchi mentre Sebastian Vettel sta chiudendo il sessantanovesimo dei settanta giri previsti, con un giro ancora da correre. Un errore di comunicazione, dirà poi il direttore di gara della FIA, Charlie Whiting. Il regolamento, però, non ammette interpretazioni: se la bandiera a scacchi esce in anticipo, la classifica si prende al giro precedente. Così quel Gran Premio si ferma, sulla carta, al giro 68.
Il seguito dice ancora di più, e non sul folklore. Per il 2019 la FIA decide che il segnale ufficiale di fine gara diventa il pannello luminoso a scacchi, e la bandiera resta un gesto simbolico. A ottobre, a Suzuka, è il sistema del pannello a sbagliare: si accende con un giro d’anticipo e il risultato si congela al giro 52 di 53. Dal 2020 la bandiera fisica torna a essere il segnale che chiude la corsa. Due cambi di regola in poco più di un anno, per un pezzo di stoffa.
Si tende a pensare che le bandiere F1 siano un contorno, quasi una tradizione da conservare. Io le leggo in un altro modo: sono il codice della strada di un circuito. Pochi segnali, ognuno con un obbligo preciso, che ventidue piloti devono leggere anche a oltre trecento all’ora senza fermarsi a chiedere. Le definisce la FIA nell’Appendice H del Codice Sportivo Internazionale, e la Formula 1 le applica dentro il suo regolamento sportivo.
Chi espone le bandiere in F1
Le bandiere arrivano da due posti diversi, e la differenza conta. Lungo la pista ci sono le postazioni dei commissari, che gestiscono i segnali di pericolo e di traffico: gialla, gialla a strisce rosse, blu, bianca e verde. Poi ci sono i segnali della direzione gara, esposti di norma sulla linea di partenza: quelli che fermano o chiudono la sessione e quelli rivolti a un singolo pilota, cioè rossa, a scacchi, nera, nera con il disco arancione e bianconera. La rossa fa storia a sé: la decide solo la direzione gara, ma quando esce la mostrano insieme la linea e tutte le postazioni lungo il tracciato.
Da anni, inoltre, accanto alle bandiere ci sono i pannelli luminosi a LED, che lungo il tracciato ripetono gli stessi segnali con lo stesso significato. Le bandiere agitate dai commissari, però, restano: l’Appendice H prevede che siano i commissari a coprire le situazioni in cui servono più segnali nello stesso momento.
Bandiera gialla e doppia gialla
La gialla è il segnale di pericolo, ed è quella che si vede più spesso. Una sola bandiera agitata dice tre cose: rallenta, non sorpassare, preparati a cambiare traiettoria. C’è un pericolo a bordo pista o in parte sulla pista, e il pilota deve dimostrare di aver frenato prima, o comunque di aver ridotto sensibilmente la velocità, in quel tratto.
La doppia gialla, due bandiere agitate insieme, alza il livello: rallenta in modo significativo, non sorpassare, preparati a cambiare traiettoria o a fermarti. Il pericolo blocca in tutto o in parte la pista, oppure ci sono commissari al lavoro. In prova e in qualifica le conseguenze sono pesanti: sotto doppia gialla il pilota deve far vedere di aver rinunciato al giro veloce, e nelle qualifiche, sprint comprese, il regolamento della Formula 1 cancella comunque il tempo del giro in cui attraversa il settore in doppia gialla. Con la gialla, singola o doppia, il divieto di sorpasso vale dalla prima bandiera fino alla verde che segue l’incidente.
Bandiera verde
La verde dice che la pista è libera. Si agita alla postazione subito dopo l’incidente che ha richiesto la gialla, e da lì si torna a correre e a sorpassare. La direzione gara può usarla anche per dare il via a una sessione di prove, e l’Appendice H prevede che un commissario in fondo alla griglia possa usarla, a fine giro di formazione, per segnalare allo starter che le vetture nel suo campo visivo sono ferme.
Bandiera rossa
La rossa la decide solo la direzione gara, quando serve fermare una sessione o la gara: un incidente grave, barriere da riparare, pioggia troppo forte. In quel momento la mostrano insieme la linea di partenza e tutte le postazioni. Le vetture rallentano e rientrano in pit lane, dove le squadre possono fare solo i lavori ammessi dal regolamento, tra cui cambiare le gomme e riparare i danni, in attesa della ripartenza. Il cronometro non perdona: un tempo sul giro registrato dopo la prima esposizione della rossa viene cancellato, in prova, in qualifica e in gara.
Per chi guarda da fuori, una bandiera rossa è una pausa. In gara, per chi sta al muretto, è una seconda partenza: si possono cambiare le gomme senza perdere tempo in pit lane, e i distacchi costruiti in pista spariscono alla ripartenza. Le strategie, che raccontiamo nell’articolo sulla strategia in Formula 1, si riscrivono in pochi minuti.
Bandiera blu
La blu riguarda il traffico. In prova avverte che arriva un’auto più veloce. In gara si mostra al pilota che sta per essere doppiato, che deve lasciar passare chi lo segue alla prima occasione utile. In Formula 1, per prassi della direzione gara, la squadra del pilota da doppiare riceve un preavviso quando l’auto più veloce arriva a circa tre secondi, e i pannelli blu si accendono quando il distacco scende sotto il secondo e due decimi. Chi ignora le blu paga: la sanzione abituale dei commissari è una penalità di cinque secondi, in genere con due punti sulla superlicenza.
Bandiera bianca
La bianca è forse la più fraintesa. Non riguarda la safety car, che ha un pannello suo con la scritta SC (ne parliamo nell’articolo sulla safety car in F1): segnala che nel tratto controllato da quella postazione c’è un veicolo molto più lento, come un mezzo di soccorso o un’auto di servizio.
Bandiera gialla a strisce rosse
È la bandiera dell’aderenza. Si mostra ferma, non agitata, per avvertire che dopo quel punto il grip peggiora per olio o acqua sulla pista. Resta esposta, a seconda dei casi, per almeno quattro giri, salvo che l’asfalto torni normale prima, e dopo non serve una bandiera verde.
Le bandiere con il numero: nera, nero-arancione e bianconera
Tre bandiere si rivolgono a un solo pilota, e arrivano accompagnate da un pannello nero con il suo numero di gara.
La nera è la più grave: il pilota deve rientrare ai box, o nel punto indicato dal regolamento, al passaggio successivo davanti all’ingresso della pit lane, e la sua gara è finita. La decide solo il collegio dei commissari sportivi. Estoril, 1989: Nigel Mansell, punito per una retromarcia in pit lane, non si ferma, si scontra con Ayrton Senna mentre lotta per il secondo posto, viene escluso dalla gara e salta il Gran Premio successivo.
La nera con il disco arancione, che nel paddock chiamano meatball, cioè polpetta, segnala un problema meccanico che può essere pericoloso per il pilota o per gli altri: si rientra ai box e si torna in pista solo quando il guasto è stato riparato, a giudizio del commissario tecnico capo. Nel 2022 Kevin Magnussen se l’è vista mostrare tre volte, in Canada, in Ungheria e a Singapore, sempre per un’ala anteriore danneggiata, e dopo le polemiche la FIA ha fatto sapere che l’avrebbe usata con più prudenza.
La bianconera, divisa in diagonale, è un avvertimento: si mostra una volta sola per un comportamento antisportivo o per un’azione che, se ripetuta, può portare a una penalità. In gara la si vede spesso per i limiti della pista: al terzo superamento arriva la bianconera, al quarto una penalità di cinque secondi. Le altre sanzioni, dal drive through alle griglie arretrate, le abbiamo messe in fila nell’articolo sulle penalità in F1.
Bandiera a scacchi
La bandiera a scacchi segna la fine di una sessione di prove o della gara. Va agitata finché tutte le vetture hanno tagliato la linea di arrivo. Dopo Montreal e Suzuka è tornata a essere il segnale che conta: se esce in anticipo vale comunque, e la classifica si prende all’ultimo giro completato prima del segnale. La partenza, invece, in Formula 1 non la dà una bandiera ma il semaforo.
Le bandiere viste da chi sponsorizza
A mio avviso c’è anche una ragione commerciale per conoscerle. Ogni bandiera cambia il racconto di una gara: una doppia gialla al momento sbagliato cancella un giro di qualifica, una rossa rimescola la strategia, una bianconera fa notizia quanto un sorpasso. Un brand che vive la Formula 1 solo come uno spazio sulla livrea subisce questi momenti. Uno che ha costruito un piano di contenuti e di ospitalità sa come raccontarli, nel paddock e sui suoi canali, mentre succedono.
Vale anche per l’ospitalità. A chi arriva per la prima volta a un Gran Premio conviene spiegarle prima del via: un giro sotto la gialla, capito, cambia il modo di guardare la gara, ed è lì che un weekend in Formula 1 smette di essere un biglietto costoso e diventa un’esperienza da raccontare. Di che cosa compra davvero chi entra in questo sport parliamo nella pagina sulla sponsorizzazione in Formula 1.
Una bandiera agitata un giro prima ha accorciato un Gran Premio di due giri. In Formula 1 i segnali non accompagnano la gara. La decidono.
Domande frequenti sulle bandiere F1
Quali sono le bandiere della F1?
Le principali bandiere della F1 sono quelle dell’Appendice H della FIA: gialla e doppia gialla, verde, rossa, blu, bianca, gialla a strisce rosse, nera, nera con il disco arancione, bianconera e a scacchi. Gialla, verde, blu, bianca e gialla a strisce rosse le espongono i commissari lungo la pista; rossa, a scacchi, nera, nero-arancione e bianconera sono segnali della direzione gara, e la rossa la mostrano anche tutte le postazioni. I pannelli luminosi ne ripetono il significato.
Cosa significa la bandiera rossa in F1?
Che la sessione o la gara è sospesa. Le vetture rallentano e rientrano in pit lane, dove le squadre possono fare i lavori ammessi, come cambiare le gomme, in attesa della ripartenza. Un tempo sul giro registrato dopo la prima esposizione della rossa viene cancellato.
Cosa significa la doppia bandiera gialla?
Che un pericolo blocca in tutto o in parte la pista, o che ci sono commissari al lavoro. Il pilota deve rallentare in modo significativo, non sorpassare ed essere pronto a fermarsi; in prova deve far vedere di aver rinunciato al giro veloce, e in qualifica il tempo del giro in cui attraversa quel settore viene cancellato.
Cosa significa la bandiera blu in F1?
In gara indica a un pilota che sta per essere doppiato e che deve lasciar passare l’auto che lo segue alla prima occasione utile. In prova avverte che sta arrivando un’auto più veloce. Chi la ignora riceve di solito una penalità di cinque secondi.
Cosa significa la bandiera bianca e nera in F1?
È un avvertimento rivolto a un solo pilota, mostrato con il suo numero, per un comportamento antisportivo o un’azione che può portare a una penalità se ripetuta. In gara la si vede spesso per i limiti della pista: arriva al terzo superamento, e al quarto scatta una penalità di cinque secondi.
Cosa significa la bandiera nera con il cerchio arancione?
Che l’auto ha un problema meccanico che può essere pericoloso per il pilota o per gli altri, come un’ala danneggiata. Il pilota deve rientrare ai box al giro successivo e può tornare in pista solo quando il commissario tecnico capo ritiene riparato il guasto.