Quattro dei nove campioni della Formula 2 corrono oggi in Formula 1: Charles Leclerc, George Russell, Oscar Piastri e Gabriel Bortoleto. Basterebbe questo dato a smontare l’idea che la Formula 2 sia una categoria minore. Non lo è. È la sala d’attesa della Formula 1, e da quando la F1 ha cambiato scala è anche la serie che ne ha guadagnato di più.
La mia tesi è semplice: la Formula 2 vince quando vince la Formula 1, perché vive dentro lo stesso weekend, davanti allo stesso pubblico e sotto gli occhi delle stesse squadre. Per un brand questo cambia il modo di guardarla: non una F1 in miniatura, ma un ingresso nel paddock con regole e costi suoi.
Cos’è la Formula 2
L’attuale campionato FIA di Formula 2 nasce nel 2017, quando la FIA ribattezza la GP2 Series, che dal 2005 era la principale serie di supporto della Formula 1. Il nome cambia, il ruolo resta: è l’ultimo gradino prima della F1 nella scala delle monoposto della FIA, sopra la Formula 3.

È un campionato monomarca. Tutte le squadre usano la Dallara F2 2024, introdotta proprio nel 2024, con un motore V6 turbo Mecachrome da 3,4 litri e 620 cavalli e lo stesso halo in titanio della Formula 1. Le gomme sono Pirelli, come in F1. Nel 2026 il campionato schiera 11 squadre e 22 piloti su 14 appuntamenti in calendario, tutti nel weekend di un Gran Premio di Formula 1. Quest’anno la F2 ha corso per la prima volta in Nord America, a Miami e a Montréal, e ha debuttato a Madrid.
Formula 1 e Formula 2: le differenze
La prima differenza è la macchina. In Formula 1 ogni squadra progetta e costruisce la propria vettura, in Formula 2 tutti hanno lo stesso telaio e lo stesso motore: conta il pilota, conta la squadra che lo mette a punto, conta meno il budget dell’ingegneria.
La seconda è il formato. Di norma ogni round di Formula 2 ha una sola sessione di prove libere e una qualifica il venerdì, poi due gare: la sprint del sabato, con i primi dieci della qualifica in ordine inverso, e la feature race della domenica mattina, più lunga e con il cambio gomme obbligatorio, poche ore prima del Gran Premio, con le tribune che si stanno già riempiendo.
La terza è l’età e il mestiere di chi guida. In Formula 2 corrono piloti in gran parte giovanissimi, molti dei quali legati ai vivai delle squadre di F1. Ogni gara è anche un colloquio di lavoro, e si vede: si attacca di più e si rischia di più, perché il posto in Formula 1 si conquista lì.
La sala d’attesa della Formula 1: i campioni
L’albo d’oro dal 2017 al 2025 è questo: Charles Leclerc (2017), George Russell (2018), Nyck de Vries (2019), Mick Schumacher (2020), Oscar Piastri (2021), Felipe Drugovich (2022), Théo Pourchaire (2023), Gabriel Bortoleto (2024) e Leonardo Fornaroli (2025). Leclerc corre in Ferrari, Russell in Mercedes, Piastri in McLaren, Bortoleto in Audi. De Vries e Schumacher sono arrivati in Formula 1 e ne sono usciti.
Fornaroli è l’esempio più recente di come funziona il meccanismo. Ha vinto la Formula 3 nel 2024 e la Formula 2 nel 2025, con 211 punti, chiudendo il titolo con un round d’anticipo. A dicembre la McLaren lo ha preso nel suo programma piloti e per il 2026 lo ha nominato pilota di riserva. Tradotto in linguaggio commerciale: chi sostiene un pilota di Formula 2 compra anche un’opzione sulla sua carriera futura.
Perché la Formula 2 vince quando vince la Formula 1
Penso alla Formula 2 come al palco d’apertura di un grande concerto. Il pubblico non è venuto per lei, ma è già lì, ha già pagato il biglietto e ha tutta l’attenzione che gli serve. Quando l’artista principale riempie stadi sempre più grandi, il palco d’apertura suona davanti a più gente. Senza fare nulla di diverso.
È quello che è successo. Il calendario di Formula 1 è passato da 21 Gran Premi nel 2018 a 24 nel 2024, e nel 2024 i circuiti hanno accolto circa 6,5 milioni di spettatori. La Formula 2 è in pista negli stessi weekend, davanti a quelle tribune, dentro lo stesso paddock. In tv segue la stessa strada: nel Regno Unito Sky Sports F1 trasmette in diretta prove, qualifiche e gare, e negli Stati Uniti dal 2026 la F2 si vede su F1 TV, inclusa nell’abbonamento Apple TV che ha i diritti della Formula 1.
A mio avviso il valore più sottovalutato è proprio il paddock. Un partner di Formula 2 sta nello stesso spazio in cui lavorano i team principal, i manager e gli sponsor della Formula 1, la stanza più preziosa del motorsport per fare relazioni.
Quanto costa la Formula 2
Le cifre ufficiali non esistono, e diffiderei di chi ne dà una sola. Le stime più citate dalla stampa specializzata indicano tra i 2 e i 3,5 milioni di euro a stagione per un sedile competitivo, quasi sempre coperti dal pilota attraverso sponsor personali, il proprio vivaio o la famiglia. Per avere un ordine di grandezza: in Formula 1 un title sponsor di vertice paga decine di milioni l’anno, come spieghiamo nella guida su quanto costa sponsorizzare un team di Formula 1.
Per un’azienda il punto non è il sedile, ma lo spazio sul pilota, sulla macchina e sulla squadra, che costa una frazione di un accordo di sponsorizzazione in Formula 1. Le formule possibili, dalla squadra al singolo pilota, sono descritte nel nostro approfondimento sulla sponsorizzazione in F2 e F3.
Tre errori che vedo fare ai brand
Il primo è trattare la Formula 2 come una Formula 1 economica. Non lo è: l’esposizione televisiva è più bassa e chi compra la F2 per i numeri della F1 resta deluso. Si compra per il paddock, per le storie dei piloti e per il rapporto con le squadre.
Il secondo è puntare tutto su un pilota senza proteggere l’investimento. Se il pilota passa in Formula 1, il contratto deve prevedere che cosa succede al partner: diritti d’immagine, prelazione, continuità. Senza queste clausole il successo del pilota diventa il successo di qualcun altro.
Il terzo è non attivare. Un logo sulla monoposto senza ospitalità, contenuti e incontri con i clienti resta un adesivo su una macchina che corre la mattina.
Che cosa resta della Formula 2
La Formula 2 non ha bisogno della Formula 1 per essere spettacolare, ma ha bisogno della Formula 1 per essere vista. Per un brand è questo il suo valore: entrare nel weekend più seguito del motorsport con un budget che si può discutere, e accompagnare i piloti che domani saranno in griglia. I piloti passano, il paddock resta. Sempre.
Domande frequenti sulla Formula 2
Cos'è la Formula 2?
La Formula 2 è il campionato FIA di monoposto immediatamente sotto la Formula 1. È nata nel 2017 dalla GP2 Series, corre negli stessi weekend dei Gran Premi di F1 e nel 2026 schiera 11 squadre e 22 piloti su 14 round in calendario, tutti con la stessa vettura, la Dallara F2 2024.
Che differenza c'è tra Formula 1 e Formula 2?
In Formula 1 ogni squadra costruisce la propria macchina, in Formula 2 tutte le squadre usano lo stesso telaio Dallara e lo stesso motore V6 turbo Mecachrome da 620 cavalli. La Formula 2 corre di norma due gare per weekend, una sprint e una feature race, e serve ai giovani piloti per conquistare un posto in Formula 1.
Quanto costa correre in Formula 2?
Non esistono cifre ufficiali. Le stime più citate dalla stampa specializzata parlano di 2-3,5 milioni di euro a stagione per un sedile competitivo, una cifra che di solito il pilota copre con sponsor personali, il sostegno di un vivaio di Formula 1 o la famiglia.
Chi ha vinto il campionato di Formula 2 nel 2025?
Leonardo Fornaroli, con 211 punti. Il pilota italiano, campione di Formula 3 nel 2024, ha chiuso il titolo con un round d’anticipo ed è stato poi nominato pilota di riserva della McLaren per il 2026.
Quanti campioni di Formula 2 corrono oggi in Formula 1?
Quattro: Charles Leclerc (campione 2017) con la Ferrari, George Russell (2018) con la Mercedes, Oscar Piastri (2021) con la McLaren e Gabriel Bortoleto (2024) con l’Audi.
Dove si può vedere la Formula 2 in TV?
Spesso la Formula 2 è trasmessa dai broadcaster che hanno i diritti della Formula 1: nel Regno Unito Sky Sports F1 manda in onda in diretta prove, qualifiche e gare, mentre negli Stati Uniti dal 2026 si vede su F1 TV, inclusa nell’abbonamento Apple TV.