La pubblicità degli alcolici in F1 nel 2026 passa da due livelli: il campionato, con Heineken partner dal 2016 e LVMH che dal 2025 porta Moët & Chandon sul podio, e le squadre, dove birre e distillati compaiono su Ferrari, McLaren, Red Bull, Williams, Audi, Haas, Cadillac e Aston Martin. Il calendario però non è uniforme: ci sono Paesi in cui un marchio di alcolici si mostra senza problemi, altri in cui deve sparire o travestirsi. Per chi sponsorizza, la differenza la fa sapere in anticipo quale weekend è quale.
Dei motivi per cui birre e distillati amano i motori abbiamo parlato in un articolo dedicato a alcol e sponsorizzazioni negli sport motoristici, e la storia di Heineken ha un capitolo suo nel nostro approfondimento su Heineken in Formula 1. Qui guardiamo la mappa: chi c’è oggi, dove la pubblicità è vietata e che cosa deve prevedere un marchio prima di firmare.
Chi sono gli sponsor alcolici della F1 nel 2026
A livello di campionato i nomi sono due. Heineken è partner della Formula 1 dal 2016 e a novembre 2025 ha annunciato il rinnovo a partire dal 2027, con al centro Heineken 0.0 e la campagna «When You Drive, Never Drink». LVMH ha firmato un accordo di dieci anni a partire dal 2025, che ha riportato Moët & Chandon come champagne ufficiale al posto di Ferrari Trento: la storia delle bottiglie sul podio è nel nostro articolo sullo champagne in Formula 1.
A livello di squadra, nel 2026 i nomi sono questi:
- Ferrari: Peroni Nastro Azzurro 0.0%, accordo pluriennale dal 2024 con il marchio su vettura e tute, e Chivas Regal, team partner dal 2025;
- McLaren: Jack Daniel’s, partner dal 2022 e rinnovato a settembre 2025;
- Red Bull Racing: Heineken, team partner dal 2023 e legato anche a Max Verstappen;
- Williams: Estrella Galicia 0,0, birra ufficiale dal 2026;
- Audi: Paulaner, fornitore ufficiale dal debutto nel 2026, con al centro la birra di frumento analcolica;
- Haas: Singha, birra ufficiale dal 2026;
- Cadillac: Jim Beam, distillato ufficiale fin dal debutto della squadra nel 2026;
- Aston Martin: Glenfiddich, partnership pluriennale annunciata a Las Vegas nel novembre 2024.
Due dettagli dicono molto. Tre squadre, Ferrari, Williams e Audi, hanno scelto come partner una birra analcolica; Chivas Regal ha presentato l’accordo con Ferrari come un modo per sensibilizzare sui pericoli della guida dopo aver bevuto, e Jim Beam ha parlato di esperienze per i tifosi «con un’attenzione al consumo responsabile». Il marchio di alcolici che entra in F1 oggi sa che dovrà spiegare perché sta su una macchina da corsa, e si prepara la risposta prima ancora della prima gara.
Mercati chiari, scuri e grigi
Nel 2018, quando Williams correva con i colori Martini, il suo reparto marketing raccontò a RaceFans come si gestisce un calendario mondiale con un marchio di vermouth sulla carrozzeria. Le gare si dividevano in tre categorie: mercati chiari, dove non c’è nessun limite; mercati scuri, dove il marchio deve sparire; mercati grigi, con regole particolari. La Francia e Abu Dhabi erano mercati scuri. In Russia e in Bahrain si poteva scrivere la parola Martini, ma non usare il logo. Il manuale con cui la squadra gestiva tutte queste varianti era passato da otto pagine all’inizio della partnership a più di cento.
Il Bahrain era un buon esempio di mercato grigio. Nel 2017 la stampa specializzata lo descriveva così: l’alcol si poteva consumare, a differenza dell’Arabia Saudita, ma la pubblicità negli eventi sportivi era vietata, e le autorità chiedevano alle squadre di limitarsi da sole per rispetto delle leggi locali. Quell’anno sulla Williams sparì il grande logo Martini, mentre sulla Ferrari restava visibile il piccolo logo Singha. Sono regole che cambiano nel tempo e da Paese a Paese: per questo le squadre le verificano gara per gara, e un contratto serio indica chi se ne occupa.
Francia: la Loi Évin e il weekend senza birra
Tra le leggi europee più severe, quella che ha pesato di più sul calendario della F1 è francese. La Loi Évin, la legge 91-32 del 10 gennaio 1991, ammette la pubblicità degli alcolici, cioè delle bevande sopra l’1,2%, solo su un elenco chiuso di mezzi, da cui sono esclusi televisione e cinema, e vieta ogni sponsorizzazione che abbia per oggetto o per effetto la pubblicità, diretta o indiretta, di bevande alcoliche. Per pubblicità indiretta la legge intende anche tutto ciò che, per grafica, nome, marchio o emblema, richiama una bevanda alcolica. Dal 1995 un codice di condotta spiega anche come trattare in TV gli eventi esteri in cui compaiono marchi di alcolici.
Il risultato si è visto bene al Gran Premio di Francia del 2021. Heineken sparì del tutto per il weekend; sull’Alfa Romeo, Singha diventò «Singha Drinking Water»; la Ferrari tolse tutte le decal di Estrella Galicia; Peroni rimase con il solo nastro blu, senza il nome. Il Gran Premio di Francia non è in calendario dal 2023, ma la lezione vale ancora: dove la legge colpisce anche la pubblicità indiretta, nemmeno una versione analcolica con lo stesso nome è al sicuro.
Lo 0.0 come chiave, con qualche limite
Le versioni analcoliche sono la risposta più usata dai marchi di birra. Heineken ha costruito la sua presenza in F1 attorno a Heineken 0.0 e al messaggio sulla guida sobria; Ferrari, Williams e Audi hanno scelto come partner direttamente una birra analcolica. Lo 0.0 permette di parlare a un pubblico che guida, di restare coerenti con il messaggio sul bere responsabile e, in alcuni mercati, di mostrarsi dove la birra normale non potrebbe.
Il limite è proprio quello francese: quando la legge guarda al marchio e non al prodotto, lo 0.0 non basta. Per questo chi entra in F1 con un marchio di alcolici deve ragionare su due identità visive, una piena e una «pulita», e decidere prima che cosa mostrare nei weekend scuri. Non è un dettaglio grafico: cambia il valore del pacchetto, perché le gare in cui il marchio non può comparire sono gare in cui lo sponsor paga senza essere visto.
Che cosa deve prevedere un marchio di alcolici prima di firmare
Dal nostro lavoro con squadre e marchi, le domande da chiudere prima del contratto sono sempre le stesse:
- la mappa del calendario: quali Gran Premi sono chiari, scuri o grigi per il proprio prodotto, e con quale fonte normativa;
- la seconda livrea: chi la progetta, chi la paga, chi la applica e con quanto anticipo, su vettura, tute e materiali del box;
- il valore reale: quante gare restano davvero visibili, e come il prezzo tiene conto di quelle in cui il marchio sparisce;
- il messaggio: la parte di budget per il consumo responsabile, che negli accordi recenti, da Heineken a Chivas Regal e Jim Beam, è diventata parte del pacchetto;
- il digitale: le regole su contenuti, età del pubblico e piattaforme valgono anche fuori dalla pista, e cambiano da mercato a mercato.
È un lavoro che si fa una volta bene e poi si aggiorna ogni stagione, come il manuale Williams passato da otto a più di cento pagine. Se state valutando la Formula 1 per un marchio di birra, vino o distillati, il punto di partenza è la nostra pagina sulla sponsorizzazione in Formula 1.
Domande frequenti sulla pubblicità degli alcolici in F1
Quali sono gli sponsor alcolici della Formula 1 nel 2026?
A livello di campionato Heineken, partner dal 2016, e LVMH con Moët & Chandon come champagne ufficiale dal 2025. Tra le squadre: Ferrari con Peroni Nastro Azzurro 0.0% e Chivas Regal, McLaren con Jack Daniel’s, Red Bull Racing con Heineken, Williams con Estrella Galicia 0,0, Audi con Paulaner, Haas con Singha, Cadillac con Jim Beam e Aston Martin con Glenfiddich.
La pubblicità degli alcolici è vietata in Formula 1?
No, la Formula 1 la ammette, ma alcuni Paesi la vietano o la limitano. In Francia la Loi Évin vieta ogni sponsorizzazione che abbia l’effetto di pubblicizzare bevande alcoliche; in Bahrain, secondo le cronache del 2017, la pubblicità negli eventi sportivi era vietata; nel 2018 Williams raccontava di mercati in cui poteva usare il nome Martini ma non il logo.
Che cosa fanno le squadre nei Gran Premi in cui l'alcol non si può pubblicizzare?
Tolgono il marchio, lo sostituiscono con un prodotto collegato o lasciano solo un elemento grafico riconoscibile. Al Gran Premio di Francia 2021 Heineken sparì del tutto, Singha diventò Singha Drinking Water e la Ferrari tolse le decal di Estrella Galicia.
Che cos'è la Loi Évin?
È la legge francese 91-32 del 10 gennaio 1991. Ammette la pubblicità delle bevande alcoliche, quelle sopra l’1,2%, solo su un elenco chiuso di mezzi, senza televisione e cinema, e vieta ogni sponsorizzazione che abbia l’effetto di pubblicizzarle, anche in modo indiretto con grafica, nome o emblema.
Perché i marchi di birra usano le versioni 0.0 in Formula 1?
Perché permettono di parlare a un pubblico che guida, di restare coerenti con il messaggio sul bere responsabile e, in alcuni mercati, di comparire dove la birra normale non potrebbe. Dove la legge colpisce anche la pubblicità indiretta, però, nemmeno lo 0.0 con lo stesso nome basta.
Che cosa deve prevedere un marchio di alcolici che sponsorizza la F1?
La mappa dei Gran Premi in cui il marchio può comparire, una seconda livrea per i weekend vietati con costi e tempi chiari, un prezzo che tenga conto delle gare senza visibilità, un budget per il consumo responsabile e regole precise sui contenuti digitali.