Dakar 2026, classifica finale delle moto: nelle prime dieci posizioni ci sono cinque Honda, tre KTM e due Hero. La corsa l’ha vinta Luciano Benavides, con la KTM, per due secondi su Ricky Brabec e la sua Honda, dopo due settimane e quasi ottomila chilometri di deserto saudita. Marchi diversi, colori diversi, budget diversi. Eppure le moto da Dakar di oggi hanno una cosa in comune che non dipende da chi le costruisce: il motore non può superare i 450 cc.
Quel numero è il punto di partenza per capire quali moto si usano alla Dakar, come sono fatte e perché si somigliano così tanto. Ed è anche il segno di quanto la corsa sia cambiata da quando, negli anni Ottanta, le moto di vertice diventavano sempre più grandi e veloci.
Che cilindrata hanno le moto della Dakar
Oggi la cilindrata massima è di 450 cc. Il limite vale sia per la RallyGP, la classe dei piloti più esperti, che conta per il campionato del mondo FIM di rally raid (la Dakar ne è la prima di cinque prove), sia per la Rally2, aperta a tutti gli altri, che conta per la coppa del mondo. Le due moto che si sono divise le ultime edizioni, la KTM 450 Rally e la Honda CRF450 Rally, usano un monocilindrico a quattro tempi da circa 449 cc.
Non è sempre stato così. Negli anni Ottanta la Dakar delle moto era diventata una corsa alla potenza: la Honda NXR750, che vinse quattro edizioni di fila fino al 1989, era una bicilindrica a V capace di circa 180 chilometri orari. Nel 1994 l’organizzazione provò a frenare la crescita di cilindrate, pesi e velocità imponendo moto derivate dalla serie: secondo la ricostruzione di Honda, per ridurre gli incidenti mortali. Il limite dei 450 cc è arrivato per gradi: nel 2011 valeva per i piloti d’élite, dal 2012 vale per tutte le moto iscritte. Ha chiuso l’epoca delle monocilindriche da circa 650 cc (la KTM 690 Rally, nonostante il nome, ne aveva 654), con l’obiettivo di rendere le moto un po’ più lente.
Le classi delle moto alla Dakar
Alla Dakar le moto partono insieme, ma non corrono tutte per la stessa classifica. La RallyGP è quella dei piloti più esperti, in gran parte delle squadre ufficiali, che si giocano la vittoria assoluta. Nella Rally2 corrono tutti gli altri, dai privati ai giovani delle squadre ufficiali: nel 2026 l’ha vinta lo sloveno Toni Mulec, con una KTM della squadra BAS, nono assoluto, una prima volta per la Slovenia alla Dakar. Poi c’è la Original by Motul, l’ex Malle Moto, la classe dei motociclisti senza assistenza della squadra, che nel 2026 è andata al francese Benjamin Melot, anche lui su KTM.
Al via, a Yanbu, le moto erano 115. Come funziona la gara, dalle tappe al roadbook, lo raccontiamo nell’articolo su come funziona la Dakar.
Come è fatta una moto da Dakar
Una moto da Dakar somiglia a una enduro da competizione, ma basta guardarla per capire che è un’altra cosa. Davanti al manubrio c’è la torre di navigazione, che regge il tablet del roadbook digitale, uguale per tutti e fornito dall’organizzazione, e gli strumenti per seguire la rotta. Il carburante sta in più serbatoi, davanti e dietro, per un totale intorno ai 35 litri: tanti ne dichiarano Honda per la CRF450 Rally ufficiale e KTM per la 450 Rally Replica, la versione che vende ai privati. Servono a coprire i lunghi tratti tra un rifornimento e l’altro.
Le sospensioni hanno escursioni intorno ai 30 centimetri (sulla Honda ufficiale 310 millimetri davanti e 305 dietro), perché per centinaia di chilometri al giorno devono assorbire sassi, buche e dune. E dal 2021, dopo che l’edizione 2020 era costata la vita a Paulo Gonçalves e a Edwin Straver, il pilota corre con il gilet airbag obbligatorio e in alcune zone non può superare i 90 chilometri orari.

Chi vuole correre la Dakar con una moto molto vicina a quelle ufficiali, del resto, può comprarla: la KTM 450 Rally Replica del 2026 è stata messa in vendita in serie limitata a 150 esemplari, più cinque di una serie speciale dedicata a Daniel Sanders.
I marchi che hanno vinto di più alla Dakar
La prima Dakar, partita da Parigi il 26 dicembre 1978 e arrivata a Dakar il 14 gennaio 1979, l’ha vinta Cyril Neveu con una Yamaha XT500, davanti a Gilles Comte con la stessa moto. In tutto, in 47 edizioni (quella del 2008 fu annullata), la classifica delle moto l’hanno vinta sei marchi soltanto. KTM è di gran lunga il più vincente, con 21 successi, diciotto dei quali consecutivi tra il 2001 e il 2019. Dietro ci sono Yamaha con 9 vittorie, Honda con 8, BMW con 6 e Cagiva con 2. GasGas ne ha vinta una, nel 2022 con Sam Sunderland, con una moto che era di fatto una KTM 450 Rally con un altro nome.
Negli ultimi anni la Dakar delle moto è diventata un duello tra KTM e Honda. Honda ha interrotto la serie austriaca nel 2020 con Brabec, ha vinto di nuovo nel 2021 con Kevin Benavides e nel 2024 ancora con Brabec; KTM ha risposto nel 2023 con lo stesso Kevin Benavides, nel 2025 con Daniel Sanders e nel 2026 con Luciano Benavides, il fratello di Kevin. Dietro di loro, nel 2026, Hero ha portato Ignacio Cornejo e Ross Branch al settimo e all’ottavo posto.
Le moto della Dakar viste da uno sponsor
Per un marchio, la moto è lo spazio più visibile della Dakar e insieme il più piccolo: una carena, il serbatoio, il casco e la tuta di chi la guida. Per due settimane, però, quello spazio entra nelle immagini di ogni tappa, nei contenuti che i piloti pubblicano dal bivacco, nelle storie di una gara che ne produce una al giorno, come quella dei due secondi tra Benavides e Brabec. Nel motociclismo il valore di una sponsorizzazione dipende meno dalla dimensione del logo e più da quello che gli si costruisce intorno: il pilota, la squadra, il racconto.
Con moto sempre più simili tra loro, poi, la differenza tra una presenza che si ricorda e una che si dimentica la fanno le persone. Ne parliamo nella pagina dedicata alla sponsorizzazione della Dakar e nell’articolo sulle sponsorizzazioni nel motociclismo, dalla MotoGP alla Dakar.
Dalla XT500 di Neveu alla 450 Rally di Benavides sono passati quarantasette anni, e il motore delle moto che vincono la Dakar è perfino più piccolo. Il deserto, invece, è sempre lo stesso.
Domande frequenti sulle moto da Dakar
Che moto si usano alla Dakar?
Moto da rally raid costruite apposta, con motore fino a 450 cc, serbatoi da circa 35 litri e una torre di navigazione per il roadbook digitale. Nel 2026 in RallyGP correvano le squadre ufficiali di KTM, Honda, Hero, Sherco e Hoto; tra le prime dieci c’erano cinque Honda, tre KTM e due Hero.
Che cilindrata hanno le moto della Dakar?
Al massimo 450 cc, sia nella RallyGP sia nella Rally2: il limite è obbligatorio per i piloti d’élite dal 2011 e per tutti dal 2012. La KTM e la Honda ufficiali usano un monocilindrico a quattro tempi da circa 449 cc. Prima del limite le moto di vertice erano monocilindriche da circa 650 cc, come la KTM 690 Rally (654 cc).
Quale marca ha vinto più Dakar nelle moto?
KTM, con 21 vittorie dopo l’edizione 2026, diciotto delle quali consecutive tra il 2001 e il 2019. Seguono Yamaha con 9, Honda con 8, BMW con 6, Cagiva con 2 e GasGas con 1.
Chi ha vinto la Dakar 2026 nelle moto?
L’argentino Luciano Benavides, con la KTM, per due secondi su Ricky Brabec (Honda): è lo scarto più piccolo nella storia della corsa. Terzo Tosha Schareina, anche lui su Honda.
Quanta benzina porta una moto da Dakar?
Intorno ai 35 litri, divisi tra più serbatoi davanti e dietro: è il dato dichiarato da Honda per la CRF450 Rally ufficiale e da KTM per la 450 Rally Replica.
Si può comprare una moto da Dakar?
Sì. KTM vende la 450 Rally Replica, molto vicina alla moto ufficiale: per il 2026 è stata proposta in serie limitata a 150 esemplari ed è molto diffusa tra i piloti privati.